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Della “cromodieta” ovvero dell’importanza dei colori nell’alimentazione

Il senso che governa l’alimentazione è senz’altro il gusto. Fin dall’antichità, però, l’indicatore che decretava la commestibilità o meno di un alimento era, oltre al profumo e alla consistenza, anche il colore: ad esempio alla tonalità verde è da sempre associata l’esperienza gustativa dell’acerbo, aci-do o amaro, mentre il rosso è associato al maturo e al dolce.
Anche la vista ha quindi la sua legittimità, poiché l’aspetto più o meno invitante di un cibo è legato anche alla sua cromia. Questo dato di fatto emerge da recenti ricerche nel campo della psicologia sperimentale che dimostrano quanto i colori influenzino positivamente o negativamente le nostre scelte personali, fra cui quelle alimentari. Il colore e l’aspetto di un cibo, infatti, ne anticipano il gu-sto in base al significato esperienziale che il cervello umano associa ad una determinata cromia.
Cibi e bevande di colori diversi, non hanno, però, solo una funzione attrattiva mediante i fitopig-menti visibili, ma svolgono anche a livello nutrizionale e metabolico funzioni diverse.
In base ai principi nutritivi contenuti possiamo dunque distinguere in alcune categorie cromatiche le funzioni degli alimenti, quali frutta e verdura, dividendoli in rossi, giallo-arancio, verdi, viola e bianchi.coloriecibi
Nello specifico si è scoperto che gli alimenti di colore rosso hanno funzioni antiossidanti e protetti-ve per il sistema cardiovascolare e urinario; gli alimenti giallo-arancio sono, invece, ricchi di vita-mina C e A e svolgono un’azione protettiva per gli occhi e per il sistema immunitario; quelli di co-lore verde apportano un valido aiuto nell’azione disintossicante e depurativa dell’organismo, svol-gendo anche un effetto preventivo su alcune forme di tumore; gli alimenti di colore viola agiscono sul corretto funzionamento della circolazione sanguigna, mentre quelli di colore bianco contengono dei fitonutrienti che favoriscono il metabolismo dei grassi e sono quindi un valido aiuto nel control-lo del colesterolo.
Indagini di questo tipo fanno parte del campo sperimentale della cromoterapia: una pratica medica alternativa a carattere olistico che studia l’importanza e l’uso dei colori nelle reazioni comporta-mentali dell’essere umano. Adattata a molti campi di studio, questa scienza si applica ovviamente anche all’alimentazione.
La risultante dell’indagine cromoterapica sul cibo è una dieta ben bilanciata e sicuramente ipocalo-rica conosciuta come “dieta dei colori” o “cromodieta”. La dieta dei colori si basa sulle proprietà cromatiche della frutta e della verdura suddivise nelle cinque fasce sopra elencate. In base a questa dieta i nutrizionisti raccomandano di variare il consumo giornaliero di frutta e verdura secondo i cinque colori essenziali. Assumendo quotidianamente porzioni di ogni famiglia cromatica ottenia-mo un apporto completo del fabbisogno giornaliero dei nutrienti essenziali per la nostra salute, co-me consigliato dai nutrizionisti.
In natura i colori sono molteplici e diversi, tutti facenti parte dell’ordine cosmico e vitale che ci cir-conda e ci governa: costituenti del nostro essere non possono che essere essenziali anche per il no-stro benessere.

Gertrude Cestiè 15/05/2016