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“Fico” un bilancio del parco agroalimentare più grande al mondo

“Vogliamo raccontare al mondo l’eccellenza enogastronomica e la bellezza dell’agroalimentare italiano. Racchiudendo in un’unica casa la tradizione locale, la cultura del cibo di alta qualità e le competenze delle persone che da sempre lavorano nelle filiere agroalimentari. FICO - Fabbrica Italiana Contadina è un luogo di produzioni di valori, prima che di prodotti. Italiana, dal seme all’espressione compiuta.”
Così si presenta, su Facebook, il parco agroalimentare più grande del mondo. Si tratta dell’ambizioso progetto di Oscar Farinetti (Eataly) e Coop, i quali hanno deciso di riqualificare il vecchio centro agroalimentare di Bologna (CAAB), trasformandolo in un “Expo” in miniatura, destinato a durare per sempre anziché per pochi mesi.
“In miniatura” potrebbe ingannare, far pensare a qualcosa di veramente piccolo. Fico invece può contare su 100.000 metri quadrati - tra interno ed esterno, 40 fabbriche per la produzione del cibo, 45 luoghi di ristoro, oltre 100 botteghe artigiane, 200 animali, 2000 cultivar e 6 giostre a tema. Il parco è talmente grande che è possibile visitarlo con una bicicletta, per la quale è stato disegnato un apposito percorso ciclabile.
A diversi mesi dall’apertura, attraverso una conferenza stampa, il team di “Fico” ha comunicato le prime cifre relative ai partecipanti e al giro d’affari prodotto da quello che a tutti gli effetti è il parco agroalimentare più grande e importante del mondo.Bottegafico.jpg

Nelle prime 11 settimane si registrano 750mila ingressi, per un giro d’affari che vale già 13 milioni d’euro. Secondo le statistiche, ben il 60% percento dei visitatori viene da fuori regione, mentre la quota di stranieri si attesta fra il 7% e l’8%. Tra questi, si piazzano davanti a tutti i francesi, seguiti a ruota da britannici, statunitensi e spagnoli. Secondo i dati elaborati da Nomisma, inoltre, il 56% di chi arriva da fuori a Bologna viene principalmente per Fico e oltre 3 visitatori su 10 si sono fermati in città per una o piu notti, generando un ritorno per l’economia locale che si aggira sui 10 milioni di euro. "L'obiettivo di presenze per quando il parco, dopo 3 anni, viaggerà a pieno regime, restano i 6 milioni che abbiamo previsto - ha spiegato l'ad di Eataly World, Tiziana Primori - ma già alla fine del primo anno contiamo di attestarci fra 3,5 e 4 milioni”.
Per quanto roboanti sembrino questi numeri, la situazione di “Fico” non è totalmente positiva. Sempre secondo i sondaggi, ben il 68% percento dei visitatori non compra nulla e il 26% non degusta alcun tipo di cibo nei vari stand. Perché? A causa dei prezzi, giudicati troppo alti. Un altro grosso problema, evidenziato da un articolo di Repubblica di pochi giorni fa, riguarda le navette dedicate specificamente a “FICO”: esse trasportano circa sei persone a viaggio, su una disponibilità di più di centocinquanta.

Giorgio Catalani 18/03/2018

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