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Roma: la danza torna protagonista al teatro Olimpico con "Don Q." di Aterballetto

Nuovo appuntamento per il Festival Internazionale della Danza di Roma della Filarmonica Romana e Teatro Olimpico con l’atteso ritorno di  Aterballetto martedì 5 e mercoledì 6 maggio (ore 21). Tra le compagnie italiane di danza contemporanea più apprezzate sulla scena internazionale, Aterballetto presenta al Teatro Olimpico in una unico spettacolo Don Q. - Don Quixote de la Mancha (al suo debutto a Roma) con la coreografia di Eugenio Scigliano e Rossini Cards per la coreografia di Mauro Bigonzetti su musica di Rossini. Si tratta di due atti, due momenti distinti, affidati a due coreografi italiani di riferimento: la prima parte dedicata al mondo visionario di Cervantes, con una libera interpretazione dell’immortale storia di Don Chisciotte, la seconda una creazione astratta, libera da qualsiasi gabbia drammaturgica, scandita dalla musica di Rossini.

Archetipo di una particolare natura umana – quella del ‘dreamer’ – e proprio per questo elevato a mito, capace di attraversare epoche e culture, incarnazione di uno stato dello spirito e della mente meravigliosamente ‘a-normali’, Don Chisciotte è stato più volte frequentato dal teatro di danza. Il coreografo interessato a evocare, attraverso la metafora del movimento, una condizione che fa delle azioni il frutto talvolta bizzarro di un mondo interiore acceso di sogni e ideali, trova nell’Hidalgo di Cervantes la sintesi perfetta e la fonte inesauribile di ispirazione. Perché Don Chisciotte è uno e centomila e ognuno può ritrarre il 'suo' Don Chisciotte. Così fa Eugenio Scigliano nel suo progetto per Aterballetto (che ha debuttato al Comunale di Bolzano nel gennaio 2014), per la prima volta rappresentato a Roma: si riflette nel personaggio e ne traduce lo spaesamento umano e la necessità di non abdicare ai propri ideali anche se la realtà congiura per soffocarli. In una Spagna che stava mutando rapidamente, che stava abbandonando le sue regole e i suoi valori, il Don combatte l'angoscia e l'incertezza di tempi rozzi e confusi restando fedele ai suoi  sogni e al suo codice morale e regalandone i segreti al suo amico Sancho. Allo stesso modo, in un periodo altrettanto disorientante e dettato da mutamenti repentini e francamente oscuri, il Cavaliere di Scigliano viene a incarnare l'essenza dell''essere artista', rivendicando il potere della sensibilità e la sua missione di “tener desto - nonostante tutto - il senso di meraviglia nel mondo”. E se la bellezza, in qualche modo, ci salverà, anche l'alter ego del Don, Sancho Panza grazie alla condivisione delle esperienze di vita con l'amico, imparerà a goderne per sopravvivere alle fatiche dell'esistenza. Il lavoro si sviluppa su musiche spagnole dal XVII secolo a oggi e composizioni del finlandese Kimmo Pohjonen.

Rossini Cards è una creazione di Mauro Bigonzetti, astratta, libera da qualsiasi gabbia drammaturgica, non una storia ma quadri di vite parallele, tessuti insieme attraverso la musica: immagini, cartoline, icone drammatiche e situazioni buffe e umoristiche. La coreografia è l’esatta espressione della musica di Gioachino Rossini (tratta da Otello, La gazza ladra, La Cenerentola e altre composizioni strumentali), del suo ritmo incalzante ed insieme esatto e geometrico, del suo dionisiaco vitalismo. Così come ogni accento, persino il più impercettibile, viene esaltato dal movimento, anche il gesto è pensato per esaltare il colore di ogni nota.

Nato nel 1979 Aterballetto si è imposto neo corso degli anni come prima realtà stabile di balletto al di fuori delle fondazioni liriche. Grazie al contributo creativo di Mauro Bigonzetti (dal 1997 al 2007 suo direttore artistico e dal 2008 al 2012 coreografo principale) e degli autori italiani e internazionali che hanno collaborato con la compagnia – da Jiri Kylian a William Forsythe, da Ohad Naharin a Iztik Galili, e, inoltre, Fabrizio Monteverde, Jacopo Godani, Eugenio Scigliano – la compagnia ha esplorato le più diverse espressioni del linguaggio coreografico contemporaneo, guadagnando ampi riconoscimenti in campo internazionale.

 

(Davide A. Bellalba)

Archiviare offline o archiviare online: le “cloud” indipendenti

Ognuno gestisce i suoi file come meglio crede e questo è un dato di fatto. L’archiviazione dei contenuti e dei documenti consigliabile però è oramai ibrida. Passata da una sola archiviazione fisica su supporti “offline”, a una più virtuale online, non si avvale di una sola possibilità di soluzione. Specialmente dopo l’avvento di servizi “cloud” (letteralmente: nuvola) che, proposti soprattutto da alcuni big dell’informatica, offrono anche gratuitamente dello spazio dove poter archiviare i propri file tramite internet.

Dopo aver trattato di soluzioni di archiviazione “cloud” per così dire “indipendenti”, quello che l’industria dell’informatica offre sono solitamente servizi altamente integrati e funzionali all’attività che l’utente ha con i terminali o i sistemi operativi forniti da una determinata casa (Microsoft, Apple, Google ad esempio).
L’integrazione e la sinergia che raggiungono con questi sistemi ne fanno servizi che entrano in simbiosi con i sistemi proprietari nonostante talvolta sia la capacità in GB quella che scarseggia.
Due, a esempio, sono UbuntuOne e iCloud, legati, rispettivamente, ai terminali con sistemi operativi open source “Ubuntu” e a quelli di casa Apple.
Il profilo gratuito offerto inizialmente offre 5 GB utilizzabili e l’integrazione è automatizzata e totale proprio come ci si aspetterebbe da un prodotto sviluppato dalla stessa casa del sistema in cui vive.
Se la capacità risultasse poca, come per gli altri servizi dello stesso tipo, lo spazio aggiuntivo può essere acquistato.
Molto diffusi e forse anche più versatili sono OneDrive e Google Drive, rispettivamente sviluppati e in combinata con i sistemi Windows e Android. 15 GB è lo spazio che offrono a chi si iscrive utilizzando il profilo gratuito, si può sempre acquistare, come per gli altri, ulteriore spazio.
La funzione di creazione documenti di testo, fogli di calcolo o presentazioni tramite software web è una peculiare caratteristica di questi due servizi online (compreso iCloud) legati a due imponenti industrie.
OneDrive è forse quello che, da una analisi più approfondita, risulta il più completo in assoluto, sia per la diffusione di Windows su terminali più complessi, sia per l’offerta. Vengono concessi GB aggiuntivi gratuiti con l’acquisto di un WindowsPhone e si ha la possibilità di raggiungere la capacità di 1 TB tramite l’attivazione del pacchetto Microsoft Office che, utilizzabile gratuitamente via web, può aiutare l’utente a creare documenti nei principali formati conosciuti e riconosciuti globalmente.
L’archiviazione “cloud” risulta quindi essere alternativa e complementare a quella fisica, con alcuni servizi (“indipendenti” e non) che aumentano le possibilità di condivisione e creazione da parte dell’utente, sfruttando il principale beneficio che una tecnologia del genere può dare: trasformare nella propria area di lavoro il PC di un internet café, di una biblioteca, di un ufficio o uno smartphone appena comprato.


(Federico Catocci)

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