Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

Risultati record per il quarto trimestre del fatturato Apple

La Apple ha annunciato recentemente i risultati finanziari del quarto trimestre dell’anno fiscale 2015, conclusosi il 26 settembre 2015: un fatturato trimestrale di 51,5 miliardi di dollari e un utile netto trimestrale di 11,1 miliardi di dollari, pari a 1,96 per azione. Questi risultati si raffrontano con quelli dello stesso trimestre dell’anno passato in cui l’azienda aveva registrato un fatturato di 42,1 miliardi di dollari e un utile netto trimestrale di 8,5 miliardi di dollari, pari 1,42 per azione diluita. Le vendite internazionali quindi hanno rappresentato il 62% del fatturato trimestrale.
La crescita è stata alimentata da vendite record per il quarto trimestre di iPhone, dall’aumentata disponibilità di Apple Watch, e dal record di sempre nelle vendite Mac e nel fatturato generato dai servizi.
Tim Cook , CEO di Apple, ha affermato che l’anno fiscale 2015 è stato per Apple l’anno di maggior successo di sempre, con fatturato in crescita del 28% fino a quasi 234 miliardi di dollari. “Questo continuo successo è il risultato del nostro impegno nel creare prodotti migliori e più innovativi al mondo ed è la testimonianza dell’incredibile capacità di esecuzione del nostro tim”- continua- “Andiamo verso la stagione natalizia con la nostra linea di prodotti più forte di sempre, tra cui gli iPhone 6s e iPhone 6s plus, Apple Watch con una gamma ampliata di casse e cinturini, il nuovo iPad Pro e la nuovissima Apple Tv, le cui consegne iniziano in questa settimana”.
Invece Luca Maestri, CFO di Apple, ha dichiarato che i risultati record per il trimestre di settembre hanno guidato la crescita del 38% dell’utile per l’azione, restituendo oltre 17 miliardi di dollari agli azionisti durante il trimestre, attraverso il riacquisto di azioni e dividendi, e portato a termine oltre 143 miliardi dei 200 miliardi previsti dal programma di ritorno del capitale.
La Apple ha rivoluzionato, fin dal 1984 con l’introduzione del Macintosh, la tecnologia personale e ancora oggi guida il mondo dell’innovazione con iPhone, iPad, Mac, Apple Watch. Le tre piattaforme software di Apple – IOS- OS X e Watch OS, forniscono un’esperienza fluida e continua su tutti i dispositivi Apple e offrono alle persone servizi innovativi, tra cui Apple Store, Apple Music, Apple Pay e iClud. I dipendenti Apple si impegnano per realizzare i migliori supporti sul pianeta, e lasciare il mondo migliore come l’abbiamo trovato.

Maresa Palmacci 03/11/2015

La pittura drammatica di Mattia Preti nella Roma del '600, una mostra alla Galleria Corsini

MATTIA PRETI: UN GIOVANE NELLA ROMA DOPO CARAVAGGIO
A cura di Giorgio Leone
28 ottobre 2015 – 18 gennaio 2016
Galleria Nazionale d'Arte Antica in Palazzo Corsini
Via della Lungara 10 - Roma

Fra le cosiddette mostre "blockbuster" e quegli eventi espositivi che poco offrono oltre all'accostamento di grandi e celebri nomi di sicuro impatto sul vasto pubblico, ci sembra doveroso sottolineare che esistono anche mostre che conservano un impianto scientifico forte, nate spesso per proporre letture critiche nuove, anche controverse a volte, o accendere i riflettori su punti storico artistici ancora poco indagati dagli esperti e sconosciuti o quasi ai non addetti ai lavori.
In quest'ultimo filone critico sembra collocarsi "Mattia Preti: un giovane nella Roma dopo Caravaggio", ospitata dalla Galleria Nazionale d'Arte Antica in Palazzo Corsini fino al 18 gennaio 2016, una mostra ideata da Vittorio Sgarbi, presidente del Comitato per il IV centenario della nascita dell'artista, e da Giorgio Leone, attuale direttore della Galleria di via della Lungara.
Mattia Preti (1613-1699), calabrese di nascita, poi trasferitosi a Roma e attivo in seguito a Napoli e Malta, è considerato da più parti uno degli interpreti allo stesso tempo più originali e fedeli del caravaggismo e un esponente di spicco della pittura del Seicento. Un artista drammatico nel senso più alto, per esempio nell'uso sapiente della luce e della composizione. Ed è lo stesso Sgarbi a sottolinearlo: "Mai, anche nei momenti di più alta spiritualità, Mattia Preti sarà un pittore devoto. Nelle sue prove migliori è drammatico, shakespeariano".
Sposandosi pienamente con l'ambiente in cui è inserita, la mostra romana si concentra ora su un periodo particolare e decisivo di questa lunga vicenda biografica e artistica, e lo fa almeno sotto due evidenti punti di vista. Da un lato il contesto geografico, perché è proprio sugli anni romani – i cui estremi cronologici sono oggetto di dibattito ma potrebbero collocarsi fra il 1632 e il 1653, anno in cui per l'artista inizia la stagione napoletana – che l'esposizione vuole far luce. Ma accanto a questo c'è da sottolineare anche un secondo aspetto "di contesto": la mostra infatti è ospitata non a caso nelle sale di Palazzo Corsini. Questo dato, come ha sottolineato Leone, ha consentito di allestire una mostra "a cameo" in cui le opere di Mattia Preti, provenienti sia da grandi musei che da collezioni private, sono poste a confronto con le tele già presenti nel percorso della Corsini e realizzate da alcuni degli artisti a cui lo stesso pittore calabrese ha guardato negli anni della sua formazione romana: "da Caravaggio a Poussin, da Vouet a Lanfranco, da Sacchi a Reni", prosegue ancora Leone. Attenzione a questi riferimenti alti, dunque, ma anche al rapporto con il fratello Gregorio, anch'egli pittore, in un percorso che si snoda fra una ventina di opere, dalla "Negazione di Pietro" del museo di Carcassonne allo straordinario "Stendardo di San Martino al Cimino" (Viterbo), che con le sue due facce dipinte ed entrambe visibili segna uno dei momenti più alti dell'esposizione.

Marco Pacella 02/11/2015

La fotografia di Mariagrazia Giove racconta la “Musica Nomade”

Si può fotografare la musica? Mariagrazia Giove ha fatto molto di più, ha realizzato un progetto fotografico, Musica Nomade, che coinvolge oltre 130 musicisti di tutto il mondo capaci di mettersi in gioco suonando per le strade, documentando la loro arte e raccontando la loro storia. Musica Nomade sarà presentata il 30 ottobre alle ore 15:30, presso gli spazi del Medimex (Fiera del Levante, Bari). Per la prima volta vengono esposte al pubblico le opere fotografiche stampate in grande formato su carta artistica di qualità museale.
La fotografa sceglie di non immortalare la musica tra le pareti dei teatri e delle sale da concerto, ma segue il percorso che la musica compie di strada in strada, coinvolgendo persone di ogni età o ceto sociale. La musica è nomade per definizione, può esistere ed essere riprodotta ovunque, può essere ascoltata da due persone o da una folla che cammina di corsa lungo un boulevard. Al tempo stesso è memoria quindi una melodia può connotare un luogo ed evocarlo se viene ripetuta altrove. In un periodo storico in cui il termine nomade è connotato da accezioni negative, questo progetto può mettere in luce quanto il nomadismo è un valore e non un disvalore. La musica non ha i confini politici e geografici e entra memoria dell’uditore senza essere considerata un’invasione, anzi è capace di attivare ricordi e suggestioni, è un arte fatta di “accordi” .Il suo carattere nomade la rende estremamente libera. Non è un caso che per celebrare la lingua italiana nel mondo è stata scelta proprio la musica come ambasciatrice della lingua italiana, capace di giungere lontano diffondendo parole italiane.
Le canzoni grazie al nomadismo e alla capacità di diffondersi lungo le strade sono diventate manifesti di libertà o di denuncia capaci di sfuggire al controllo repressivo di politiche totalitarie, sono diventante slogan di movimenti generazionali. I cantanti sono i primi ad essere nomadi che diffondono la loro creatività di tour in tour, creando e perpetuando un rito collettivo. Musica Nomade, infatti, non è solo un progetto fotografico, è un concetto, un messaggio culturale, sociale e di vita. Mariagrazia Giove, con Musica Nomade, vuole esprimere e raccontare il valore assoluto e universale della musica e la sua capacità di muoversi, arrivare ovunque, lasciandosi contaminare, per evolversi e ritornare poi alle origini, esplorando luoghi, sonorità, strumenti in tutto il mondo.

Gerarda Pinto 28/10/2015

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Recensito su Twitter

Digital COM