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"Lavori in corso-Studi coreografici": cinque coreografi presentano i loro lavori

"Lavori in corso-Studi coreografici" in programma ad Anghiari da venerdì 11 a domenica 13 dicembre sarà un momento di visibilità importante per i cinque giovani coreografi selezionati dall'Anghiari Dance Hub, Centro di Promozione della Danza, riconosciuto e finanziato dal Mibact - Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo con il sostegno del Comune di Anghiari, della Banca di Anghiari e Stia e dell'Istituto Italiano di Cultura de Il Cairo.
I cinque coreografi selezionati grazie ad un bando pubblico - Francesco Michele Laterza, Salvo Lombardo, Tommaso Monza, Mosè Risaliti e Giovanna Rovedo – e i loro interpreti hanno potuto usufruire di seminari con Andres Morte, con Luigi Ceccarelli sul rapporto tra danza e musica, con Gianni Staropoli sul disegno della luce, sulla composizione coreografica a cura di Enzo Cosimi e sulla drammaturgia della danza con Guy Cools.
L'incontro pubblico previsto dal'11 al 13 dicembre offrirà, dunque, l'opportunità di un confronto ulteriore fra operatori, artisti, addetti ai lavori e i coreografi per arricchire il loro percorso formativo. I lavori che i cinque coreografi presenteranno in questa fase costituiscono il primo momento di visibilità pubblica di spettacoli che saranno ultimati nella seconda parte del percorso di formazione, da febbraio a maggio 2016.
Nello specifico Mosè Risaliti, performer e coreografo toscano, presenterà “To BEE”, (11 dicembre, ore 21), un’indagine sulla percezione del movimento che indaga analogie e divergenze fra la società delle api e la società occidentale contemporanea, analizzando gli archetipi legati al potere nella sua forma femminea esplorando l’immaginario legato ai generi. Seguirà “Primo souvenir” di Salvo Lombardo, primo studio scenico del più ampio progetto “Casual bystanders”. L’azione si fonda sulla riconfigurazione coreografica di un corpus di gesti non straordinari ricavati da frammenti cinetici, motori, gestuali e verbali di passanti occasionali in luoghi pubblici e che il coreografo, tra il 2014 e il 2015, ha incorporato e poi trascritto su una serie di taccuini numerati progressivamente, che compongono il suo archivio dell’esperienza. Come possiamo superare, mantenendo la sincerità dell’impulso, l’incontro con i tre tipi di esposizione - noi stessi, l'altro in scena e il pubblico - a cui ci sottoponiamo sulla scena? Come si può chiamare l’incontro tra due e molteplici paia di occhi? Perché non provare, nella sacralità di una scena, ad esporre i corpi di due danzatrici? Che sapore ha la vicinanza con il pubblico, l’energia, la rottura della celeberrima quarta parete? Qual è il confine vero che si può sentire tra un pubblico e un danzatore? Sono alcune delle domande su cui riflette Giovanna Rovedo, danzatrice e antropologa nel suo “Espo: singolare/plurale” che darà inizio alla presentazione dei lavori sabato 12 dicembre alle ore 21. Domande sul rapporto fra pubblico e danzatore sono al centro anche di “Sketches of Freedom” di Tommaso Monza, che vuole porre l'attenzione sull'intimità del danzatore come individuo, poiché la prima libertà è quella di parlare di sé, lasciando che la narrazione, empirica, dissonante e scordata, possa creare dei diari coreografici dove emergano in maniera chiara riflessioni, danze e propositi, in cui lo spettatore possa riconoscere una storia, un desiderio, uno schizzo di libertà. Conclude la presentazione dei lavori Francesco Michele Laterza che in “Acqua acqua fuoco fuochissimo” compie un viaggio fisico e mentale attraverso il quale indagare la questione della rappresentazione di gender sovrapponendo esperienza privata e persona scenica. Scenari tragici e ironici suggeriscono diverse interpretazioni del personaggio maschile e possibili sue alterazioni. Incontri e presentazioni da parte degli artisti saranno integrate da passeggiate per visitare anche le opere d'arte che fanno parte del patrimonio culturale del territorio, come la Madonna del Parto di Piero della Francesca a Monterchi o l'Archivio dei Diari di Pieve Santo Stefano.
Nato nel gennaio 2015 per volontà di alcuni operatori della danza e del teatro per fornire a giovani coreografi strumenti di approfondimento del proprio percorso creativo, questo progetto, di durata triennale, prevede l’assegnazione di borse di studio per coreografi e i loro interpreti per partecipare a seminari e incontri di approfondimento.
Un progetto di eccellenza nel panorama italiano ed europeo, dove i giovani artisti possono trascorrere dei periodi di residenza collettiva non in una scuola o in uno spazio rigidamente definito ma in un luogo di condivisione da gestire con modalità libera, indipendente e rispettosa per gli spazi e i tempi di lavoro reciproci. Uno spazio di condivisione, quindi, che si apre verso il territorio grazie ai momenti di formazione del pubblico che ogni coreografo ha ideato e che trova nella cittadina di Anghiari terreno fertile ed estremamente ricettivo.
L'Amministrazione Comunale diAnghiari ha messo a disposizione del Centro di promozione della danza sia il Teatro dei Ricomposti, spazio culturale che offre alla cittadina non solo una ricca programmazione ma anche una scuola di teatro e un luogo di ospitalità per residenze con personale tecnico formato e specializzato e una propria dotazione tecnica sia l'ex Mattatoio, situato in pieno centro, recentemente ristrutturato e dove sono state attrezzate due sale-studio, dove i coreografi possono lavorare individualmente sui propri progetti.

Il progetto completo è consultabile sul sito www.anghiaridance.eu

Krizia Ricupero 10/12/2015

#FaiGrandiCose: al via l’iniziativa Microsoft per raccontare la grande Italia

Con l’arrivo delle festività natalizie il colosso Microsoft dà il via ad una serie di incontri ed eventi all’insegna della tecnologia innovativa, tra i quali il workshop di Digital Photography a cura del Professore Maurizio Rebuzzini, docente di Storia della fotografia.
Inoltre fino al 14 dicembre Microsoft Lumia Italia e Igers Italia lanciano il challenge fotografico #FaiGrandiCose per raccontare e celebrare, attraverso gli scatti delle persone, tutto ciò che rende grande il nostro paese: dai prodotti del lavoro degli italiani ai dettagli conosciuti da poco, dal patrimonio culturale a quello culinario.
Le foto pubblicate su Instagram menzionando @IgersItalia e @MicrosoftLumiaItalia e utilizzando l’hashtag #FaiGrandiCose, diventeranno protagoniste di una mostra a Casa Microsoft, lo spazio polifunzionale realizzato in collaborazione con Intel nel cuore della città di Milano, che inaugurerà il 16 dicembre proprio durante il workshop dedicato al tema del linguaggio fotografico tenuto dal Prof. Rebuzzini, il quale analizzerà gli scatti esposti in chiave mobile photography.
La mostra sarà visitabile dal 17 al 24 dicembre ,dalle 10 alle 19, presso Casa Microsoft in Corso Vercelli 24 a Milano, mentre il workshop si terrà alle 18,30 del 16 dicembre.

Maresa Palmacci 07/12/2015

È una questione spirituale: Recensito incontra Franco J. Marino

Ha scritto canzoni per interpreti di fama mondiale, prestando i suoi testi e le sue musiche, tra gli altri, ad Andrea Bocelli e Lucio Dalla. Nato cantante, diventato cantautore e poi autore, Franco J. Marino ha deciso di mettersi in proprio e dar voce alla sua "anima poetica", interpretando parole e note che compongono l'EP "C'era una vita nuova": Vita Nova, che nasce dall'amore, quello idealizzato, spirituale, platonico. Noi di Recensito lo abbiamo raggiunto al telefono per un'intensa chiacchierata sulle cose che in un mondo frenetico e poco attento alla riflessione come il nostro, dovrebbero in realtà essere "l'aria che respiriamo".

Innanzitutto volevo chiederle: c'è un motivo dietro la scelta di pubblicare un EP e non un album più esteso?
“Il motivo è che non ho deciso io ma la discografia. Credo si tratti semplicemente di una questione strategica, per poi arrivare in primavera a finire il progetto che comunque è già pronto.”

Spesso per un autore di canzoni arriva il momento di 'mettersi in proprio' e diventare interprete. Celebre esempio in questo senso è Lucio Battisti, ma anche il primo Guccini... insomma, da cosa nasce l'esigenza di cantare le proprie canzoni?
“È una cosa che è sempre stata dentro di me. Nasco come cantante, sin da piccolo era la mia strada. Poi ho trovato anche il dono della scrittura, che si è evoluta fino a partecipare a progetti di personaggi illustri. Però arriva il momento in cui dici "no, d'ora in poi voglio fare il cantautore". Ho sentito l'esigenza di doverlo fare.”

Lei ha collaborato con Dalla nella scrittura di "Non vergognarsi mai". Ecco, chi era Lucio Dalla?
“Era quel grande artista che tutti conosciamo. Era un personaggio molto particolare, generoso, solare, geniale soprattutto, col suo sarcasmo anche dissacrante. Mi rimarrà sempre nel cuore. Ho avuto la fortuna di collaborare con lui qualche anno addietro (nel 1999, ndr) grazie a Mauro Malavasi, col quale lavoro tuttora, che mi chiese di scrivere un testo. Andai a Bologna e Lucio fu gentile, mi ospitò in una delle sue case e mi fece fare un giro per la città sul suo scooter. Era anche umile nonostante il successo che ha avuto e che avrà.”

Lei ha spesso prestato testi e musiche a cantanti lirici, da Bocelli a Karine Carusi a Nathan Pacheco. In questi casi la composizione avveniva già in funzione di una forte presenza vocale? Oppure l'abbinamento all'interprete era un processo secondario?
“Per Andrea Bocelli durante la scrittura non mi ero reso conto che la canzone fosse ideale per lui. Poi ho capito che era una romanza e ho sentito la necessità di proporgliela, e lui se ne è innamorato. Mi ricordo che si voleva far ascoltare il brano anche a Morandi, ma io ormai avevo in testa Bocelli. Questo è successo anche con Nathan e la Walt Disney: quando con Leo-Z mi hanno chiesto di scrivere un pezzo, sapevo già che le caratteristiche della melodia e del testo dovevano essere epici, adatti cioè a un tenore. Ma sono cose che non si fanno a tavolino.”

Passiamo al suo EP "C'era una vita nuova". I brani sono tutti legati al tema amoroso. In "Domani" e ne "L'amore è senza tempo", in particolare, si parla del rapporto tra amore e tempo. Ma che rapporto c'è, secondo lei, tra amore e tempo e soprattutto tra l'amore e il tempo in cui viviamo?
“La ringrazio per la domanda, ha colto i significati profondi della mia scrittura. C'è una connessione importante tra l'amore e il tempo, che scandisce i ritmi della nostra vita e al tempo stesso ne determina la mortificazione dei sentimenti. Ne L'amore è senza tempo dico che spesso viviamo una vita frenetica, intenti a fare questo o quello, a correre a destra e a sinistra, soprattutto nelle metropoli. Quello di cui abbiamo bisogno è spirituale, intangibile, è un sentimento dell'anima che non si può toccare. Tutto è nato all'indomani dalle mie dimissioni dall'ospedale: avevo subito un piccolo intervento, mi ero spaventato e ho deciso che era il punto di fermarsi e capire quali fossero le cose importanti. Diciamo che questo è l'unico comune denominatore tra i due brani.”

Mi sembra infatti che nel suo progetto l'amore sia concepito soprattutto nella sua dimensione spirituale, quasi platonica se vogliamo.
“Esatto. È l'amore inteso nel senso più ampio del termine.”

Piccola suggestione personale. Pierre Boulez una volta ha scritto che "per un musicista il fascino della poesia è così forte che egli non può fare a meno, a un certo punto del proprio sviluppo, di un testo attorno a cui la sua musica andrà a cristallizzarsi". Lei che rapporto ha con la poesia?
“La poesia è chiaramente una di quelle cose spirituali che sono alla base dell'anima di un uomo. Sono sempre stato attratto da Leopardi e Dante, che citava già il concetto nella Vita Nova. Mi sono accorto di questo dalla nascita di mia figlia: serve sempre un evento, sia di grande gioia sia traumatico. La poesia dovrebbe essere l'aria che respiriamo. Questo vale per tutti, poi per un artista è fondamentale. Diciamo che nei testi cerco di mettere la mia anima poetica.”

Ultima domanda: questo EP verrà presentato dal vivo? Ha in mente un tour?
“Gli organizzatori si sono accorti che questo tipo di musica è importante per l'estero, ma sono contento che il genere pop classic possa funzionare anche in Italia, e stiamo lavorando per una tournée che partirà dall'estero e poi arriverà anche qui. La prima esecuzione di "C'è una vita nuova" ci sarà però il 12 dicembre per il concerto di Natale all'Auditorium Parco della Musica. Sarà un'occasione emozionante, con l'orchestra sinfonica internazionale di Roma. Una bella cosa. Ecco, questo è uno dei motivi – riallacciandomi alla seconda domanda – che mi ha portato a pensare "adesso basta, voglio dire la mia": il fatto di andare sul palco e raccontarsi al pubblico.”

Daniele Sidonio 06/12/2015

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