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E’ tela d’autore la “Cute” danzante della Compagnia Matros

Si attende sospesi nell’oscurità di una sala al Teatro Studio Uno, mentre accenti di bit liquidi gocciolano adrenalinici, tra sudore e cicatrici della pièce di teatro-danza vincitrice del premio Off – Nomination Miglior Regia al Roma Fringe Festival 2015, che si prospetta da subito come un quadro vivente, in bilico su linguaggi insoliti e contaminazioni feconde.
Mentre il suono procede continuo, interferente e intermittente da un laterale piano dal vivo, come un organismo animato al centro del palco si erge una tela, tesa e gravida di mistero, cucita insieme da materiali evocanti la poesia povera delle opere burriane: una membrana fremente, squarciata da tagli verticali che inventano alture e rientranze celebrando Fontana, scivolando in spasmi e convulsioni assillanti, generate da gesti oscillanti, abbozzati, embrionali.
Spuntano aghi che infilzano e tirano un tessuto che s’apre, sanguina, assorbe e si rigenera in un ciclo epidermico determinato, attraversato da percezioni calzate, o ritmi ossessivi, che tendono verso un esterno bramato, da cui la membrana protegge la sua larva in lotta per sbocciare, mentre le note spingono, gli arti della “creatura” si inseguono, lottano e scalpitano disegnando traiettorie, gettate fuori, disperate, da quell’involucro che sostiene e rinchiude, dimora sensuale e uterina del buio.
Su luci assetate di una metamorfosi in atto, la regia sfiora una sorta di tableau danzante attraverso uno studio attento e sperimentale, mentre una smania di vita ansimante, frutto di aneliti dal volto umano, affiora in nascita come escrescenze a fior di pelle. Atto d’amore o fuga imprescindibile, in posizione fetali la ninfa epidermica riuscirà ad emergere, scagliata al di là della tela, sorgente di luce nell’ultima contrazione vitale.

Giulia Sanzone 18/12/2015

Debutto bolognese al DOM per Simona Bertozzi con il suo “Prometeo: Poesia”

Arriva per la prima volta negli spazi del DOM – La cupola del Pilastro, a Bologna, il terzo quadro del progetto Prometeo, presentato nell’ambito di due giornate dedicate alla danzatrice e coreografa, Simona Bertozzi.
Venerdì 18 dicembre e sabato 19 è in programma a DOM “Docile - Riflessioni e pratiche sulla scrittura coreografica del Progetto Prometeo della Compagnia Simona Bertozzi/Nexus”: due giorni dedicati al lavoro che la coreografa ha elaborato nell'ambito del progetto interregionale di residenze artistiche, realizzato con il contributo della Regione Emilia Romagna e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.
Venerdì 18 dicembre alle ore 19 verrà condiviso con il pubblico l'esito del materiale elaborato in residenza a DOM legato al progetto “Prometeo”. In particolare verranno presentati degli appunti coreografici realizzati da Simona Bertozzi con Arianna Ganassi, Giacomo Reggiani e Aristide Rontini. Mentre il sabato, alle ore 19, andrà in scena “Prometeo: Poesia”, terzo episodio del progetto che la Bertozzi sta sviluppando: «In questo quadro del “Prometeo” trovano spazio delle figure sottili, scattanti, attente, luminose. Anatomie in crescita, tese a dirigere verso la verticale la vettorialità del proprio agire e che restano sospese anche quando si accostano al suolo, poiché non inclini all’accoglienza della forza di gravità». Lo spettacolo, interpretato dai giovanissimi Anna Bottazzi, Arianna Ganassi, Camilla Incerti Vezzani, Giacomo Reggiani e Letizia Violi (tutti fra i 12 e i 16 anni di età), e progettato come di consueto assieme a Marcello Briguglio, si avvale delle musiche di Francesco Giomi e Susumu Yokota.
Dopo lo spettacolo, alle ore 19.30, è in programma l'incontro pubblico “Dall’esercizio del gesto al fraseggio coreografico… verso l’immagine”, condotto da Enrico Pitozzi, studioso di arti performative e docente presso l’Università degli Studi di Bologna. Prendendo spunto dallo spettacolo, Enrico Pitozzi dialogherà con Simona Bertozzi sugli aspetti fondamentali del suo linguaggio coreografico, concepito come elemento di scrittura dello spazio e di definizione dell’immagine scenica. Si focalizzerà l’attenzione sulle problematiche legate all’analisi del movimento, in particolare alla luce delle pratiche di trasmissione del gesto che la coreografa mette in gioco nell’esplorare l’anatomia umana, e sulla nozione di presenza scenica.

Per ulteriori informazioni http://www.domlacupoladelpilastro.it/ - http://www.combinazioni.net/

Silvia Mergiotti 17/12/2015

“MetaMateria”: arte e industria all’Auditorium Via Veneto

Cinque artisti, materiali di recupero industriale e mezzo secolo di storia culturale ed economica nazionale: questa è “MetaMateria – da materia d’industria a materia d’arte”. La mostra, promossa da Fintecna Spa, gruppo CDP, in collaborazione con Gmgprogettocultura, si trova negli spazi dell’Auditorium Via Veneto, a Roma, ed è aperta al pubblico fino al 30 aprile 2016.
Eugenio Carmi, Luigi Gheno, Beverly Pepper, Arnaldo Pomodoro e Sinisca sono le autorevoli firme che compongono “MetaMateria”, un insieme di opere volto ad analizzare il rapporto tra la scultura e l’industria. Comun denominatore: la vita nelle fabbriche siderurgiche, declinata poi nello stile personale degli artisti. Luoghi di sudore e di fatica che diventano centro della sperimentazione artistica, l’operaio che diventa simbolo della trasformazione sociale e ambientale, e materiali di recupero che diventano composizioni artistiche astratte.
Un percorso che sottolinea un fenomeno prettamente italiano, un progetto di sintesi tra arte e industria e che riporta alla luce il patrimonio storico-artistico dell’ex Iri.
Oltre alle opere degli artisti sopra citati, MetaMateria espone le opere grafiche e pittoriche della mostra precedente “Ingegni d’Arte. Raccolta completa delle copertine di Civiltà delle Macchine”.
Fintecna con questo nuovo polo espositivo si pone come custode dei valori della stagione dell’impresa pubblica negli anni ‘50 e ’60, quando l’allora Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI) seppe riconoscere con assoluta lungimiranza la funzione inalienabile della cultura e dell’arte nella società del tempo.
“La valorizzazione dei patrimoni artistici materiali e immateriali– afferma Riccardo Taddei, direttore generale Fintecna –può costituire un’area di sviluppo per nuovi sistemi, dove non prevale solo il ritorno economico, ma soprattutto quello culturale, perché la cultura genera innovazione, approcci partecipativi e risultati inaspettati. È il momento storico adatto per promuovere queste sinergie e, in linea con gli importanti segnali che arrivano dal Governo vorremmo offrire al pubblico questo progetto. La valorizzazione della cultura è uno dei nostri biglietti da visita e l’arte può essere uno dei nostri cavalli di battaglia”.

MetaMateria – da materia d’industria a materia d’arte
Dal 4 dicembre 2015 al 30 aprile 2016
Auditorium Via Veneto
Via Veneto, 89 Roma
Per info e prenotazioni
Tel 06 421 26 630
Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Angela Parolin 15/12/2015

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