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"Trapanaterra": allo Spazio Diamante lo spettacolo di Dino Lopardo tra ambiente, lavoro e migrazione forzata

Chi sei? Dove vai? Da dove vieni? Cosa vai cercando? Quando te ne andrai?

Sabato 7 alle 21 e domenica 8 dicembre alle 17, Dino Lopardo e Mario Russo portano in scena allo SPAZIO DIAMANTE di Roma Trapanaterra: un atto unico, una vera e propria “Odissea Mediterannea” per migranti senza barconi.

L’emigrato come un naufrago in terra natìa. Quello che ha conosciuto lo rende estraneo. Quello che sa, e che gli altri non sanno, lo rende più solo. Nóstos; Algía; Nostalgía; dolore del ritorno. Terra sotto le scarpe, ai lati del cuore e sulla punta delle ciglia. Sguardo lontano, pensiero a una zolla che per anni si è vissuta solo con la mente.Trapanaterra 2019

In Trapanaterra il fratello che è restato sembra rivolgere precise domande a quello che è tornato, organetto alla mano, alla terra dei padri. Il più piccolo in calosce si districa tra i tubi gorgoglianti della raffineria. Il più grande quello che è “scappato”, è un bohemienne che respira di nuovo l’aria di casa, una casa che forse non c’è più, che è cambiata. Un paese di musica e musicanti dove non si canta e non si balla più, nemmeno ai matrimoni. Si può solo sentire il rumore delle trivelle, la puzza dei gas e il malaffare. Storie d’infanzia, ricordi di famiglia, canti di piazza e bestemmie: è l’ultra-locale che diventa ultra-universale.

Lo spettacolo nasce da un’idea di Dino Lopardo presentata per la prima volta come studio di composizione scenica durante il corso di Drammaturgia dell’Attore tenuto da Rosa Masciopinto per l’AIAD (Accademia di Arte Drammatica del Teatro Quirino di Roma). Successivamente, il progetto è stato sviluppato dall’autore come tesi di Master in Drammaturgia e Sceneggiatura presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico. Selezionato dal Bando Cu.Ra., sostenuto da I.DRA – Indipendent Drama Residenza, da Elsinor Centro di produzione teatrale di Firenze (Teatro Cantiere Florida) e da NOSTOS teatro di Aversa, lo spettacolo torna a Roma per la prima volta nella sua versione completa

Itaca portabile, alma mater sconquassata Trapanaterra è una riflessione sul significato di «radice» per chi parte e per chi resta, un’ironica e rabbiosa trattazione dello sfruttamento di una terra. Tutto è impastato nel dialetto, osso delle storie che diventa struttura, come musica. Qualcuno è partito perché altri potessero crescere, perché la terra madre non ha i mezzi per alimentare le speranze di tutti. Ma di chi è il coraggio, di chi resta? O di chi torna?

Trapanaterra1"Trapanaterra è una ricerca profonda sulla realtà del mezzogiorno intesa come un costante ossimoro. È un viaggio di rimpatrio, il resoconto di una famiglia del Sud distrutta da un destino ineluttabile. Lavoro, corruzione, potere, tradizione, familismo amorale, abbandono e identità culturale sono gli elementi che fanno continuamente staffetta nel testo. Due i personaggi, fratelli che si incontrano e scontrano continuamente. C’è chi è partito alla ricerca di un futuro migliore e chi è costretto a rimanere. Il fatto di dover fuggire e il fatto di dover restare, sono sostanzialmente cause di una medesima condizione. I protagonisti sono due marionette, due vittime del “sistema” collocati in una dimensione insolita. In sostanza sono due esseri, “pupazzi” che parlano, si agitano, agiscono in modo insolito, inverosimile, ma più vero del vero. Costretti in un mondo quasi caricaturale, come per sottolineare la connotazione brutale e grottesca della verità. Spesso, quando la tensione si fa alta, il personaggio del Ritornante stempera gli animi, rifugiandosi nel ricordo dell’infanzia. La peculiarità del teatro di costruire un mondo parallelo aiuta i bambini a costruirsene uno proprio meglio vivibile di quello reale e spesso si va avanti per tutta la vita ad accarezzare questa prospettiva altra, meno gravosa della realtà."

Dino Lopardo

TRAPANATERRA di Dino Lopardo, con Dino Lopardo e Mario Russo supervisione artistica Matteo Cirillo, musiche Mario Russo, luci Giovanni Granatina  Dimitri Tetta, scenografia Dino Lopardo e Andrea Cecchini, con il sostegno di NOSTOS Teatro

Per informazioni clicca qui

Trailer dello spettacolo 

 

 

Redazione 26/11/2019

 

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