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Dopo aver riscosso un grande successo di critica e pubblico in giro per l’Italia e aver vinto, tra i tanti riconoscimenti ottenuti, anche il Premio Giovani Realtà del Teatro 2013 e il prestigioso Premio UBU 2016, la Compagnia Borgobonò ha conquistato anche la platea romana con la pièce In ogni caso nessun rimorso. Dal 30 novembre al 02 dicembre, infatti, Elisa Proietti, Andrea Sorrentino e Mauro Pasqualini sono stati ospiti dell’Altrove Teatro Studio, dove hanno presentato il loro eccezionale e affascinante lavoro ispirato all’omonimo romanzo di Pino Cacucci. Recensito ha incontrato uno dei giovani protagonisti, Andrea Sorrentino, per parlare dello spettacolo e del futuro della Compagnia.

Sono ormai più di tre anni che portate, con esiti più che positivi, nei teatri italiani In ogni caso nessun rimorso: potete raccontarne la genesi? Cosa vi ha colpito dell’opera di Cacucci?
È stato Mauro Pasqualini (anche regista della pièce, ndr) che ci ha proposto di leggere il romanzo: ne siamo rimasti tutti incredibilmente colpiti. Ci siamo domandati perché potesse essere giusto per noi metterlo in scena, quali tematiche ci interessassero e le risposte sono state diverse: nonostante i forti temi politici, non si tratta di un romanzo politico, non viene presa una posizione. Alla fine di ogni lettura ci ritrovavamo con meno risposte e sempre più domande. Ci ha colpito l’incredibile attualità delle tematiche e la storia: una storia vera di anarchici, poliziotti, prostitute, operai, che non smettono mai di lottare per quello in cui credono. Per chi non lo sapesse, il romanzo racconta della vera storia di Jules Bonnot, operaio, autista di Sir Arthur Conan Doyle (scrittore e drammaturgo scozzese, “papà” di Sherlock Holmes, ndr), anarchico e mente della famosa Banda Bonnot di inizio Novecento con cui rapinava le banche per colpire il potere.15060363 1482442548438982 401298781 o

A chi o a cosa si è ispirata Adele Pardi per comporre le musiche, eseguite in scena dal vivo?
Il lavoro di Adele è stato incredibile. È arrivata quando avevamo montato gran parte del primo atto e usavamo diverse musiche, dal jazz al rock a cantautori come Gianmaria Testa. Le abbiamo mostrato il nostro lavoro e poi abbiamo ricominciato a provare insieme a lei, lasciando che il nostro lavoro e il suo si modificassero. Tanta improvvisazione, tanto ascolto e, ovviamente, un talento meraviglioso hanno prodotto quelle musiche fantastiche. Una cosa da sottolineare è che Adele non è mai semplice colonna sonora, ma compagna di scena in costante dialogo con noi.

Nello spettacolo sono molto importanti i movimenti scenici: che tipo di difficoltà avete incontrato, unendo alla memoria e all’interpretazione anche una buona dose di “prova fisica”?
Tutti i movimenti, così come le scene e la maggior parte dei dialoghi sono nati durante i famosi, per noi, 160 giorni di prove. Significa che abbiamo dovuto improvvisare tanto per creare lo spettacolo, perché niente è stato deciso a tavolino. Lo stesso quindi vale per l’uso dei pallets: abbiamo giocato con loro creando spazi, oggetti e dinamiche sempre diverse, ma è stata Annalisa Cima, curatrice del movimento scenico, che ci ha insegnato a manipolare gli oggetti in modo che quelle creazioni diventassero magiche anche per il pubblico. E posso dire che non è stato facilissimo!

In ogni caso nessun rimorso ha ricevuto molti premi e riconoscimenti: quale vi ha fatto più piacere ricevere, o vi ha sorpreso particolarmente?
La reazione del pubblico è sempre il riconoscimento migliore e quello più sorprendente. Abbiamo lavorato per questo, ma quando vediamo il pubblico che rimane incredulo per quello che sta guardando, che si diverte, si commuove e alla fine li troviamo a discutere su quale personaggio avesse ragione, noi siamo le persone più felici del mondo.

Jules Bonnot non rimpianse nulla di ciò che fece. Voi, invece, da artisti, avete qualche rimorso?
Come si fa a non averli! Ma In Ogni Caso Nessun Rimorso ci ha cambiato molto. Siamo cresciuti e abbiamo fatto scelte che prima non avremmo mai fatto. Facciamo questo mestiere in modo che il pubblico esca dal teatro diverso da come è entrato, ma lo stesso vale anche per noi. Non puoi mai sapere se avrai dei rimpianti, però è importante capire che piegarsi in continuazione è il modo peggiore per fare questo mestiere e il modo migliore per avere rimorsi. Abbiamo una dignità come artisti e come persone e dobbiamo difenderla, per difenderci.

locandinaBonnot viene spesso descritto come un carismatico operaio anarchico fuorilegge. Che idea volete far emergere di lui? Come descrivereste il vostro Jules Bonnot?
Jules Bonnot era un operaio, poi militare, poi meccanico, poi autista, nel frattempo anarchico e alla fine fuorilegge. Ha inseguito per tutta la vita una felicità a lui sempre negata e alla fine ha reagito. Non mi sento di condividere le sue scelte, ma è chiaro che se uno Stato decide di perseguitare qualcuno marchiandolo come il vero male della società, viene scacciato o schiacciato per tutta la vita, una reazione io me l’aspetterei… E chi vuole intendere, intenda.

A proposito di anarchia… Un concetto complesso, non frequentemente riscontrato in ambito teatrale. Secondo voi, cosa significa oggi essere anarchici su di un palcoscenico?
La questione è molto delicata. Penso ci sia bisogno di creare un’alternativa al teatro di regia dove l’idea del regista è l’unica cosa che conta. Abbiamo smesso di raccontare storie ed è quello che dobbiamo ricominciare a fare per mostrare al pubblico che un altro teatro è possibile, che non esiste solo il grande teatro, coi grandi nomi, dove il pubblico fatica a riconoscersi, ma tornare a parlare realmente alle persone che stanno in platea, tornare a fare teatro per loro. A lungo andare ci siamo dimenticati del pubblico.

La Banda Bonnot fu nota soprattutto per i suoi colpi. Benedict Cumberbatch, famoso attore inglese, afferma: “Qualsiasi attore che dice che non ruba, sta mentendo”. Quanto siete d’accordo? Da studenti o da professionisti, avete mai “rubato”?
Sì certo, in continuazione. Io, infatti, cito sempre Picasso, il quale diceva che un artista mediocre copia, un genio, o un bravo artista, ruba. Credo che rubare – e quindi riconoscere in un altro artista qualcosa di grande – sia un atto di umiltà: rubarlo, farlo proprio e riproporlo in modo diverso è un atto di crescita.

La Banda agiva con l’intento di intimorire la società capitalista con audacia e sfacciataggine. Voi che messaggio volete lasciare al pubblico?
A noi piace, oltre che farli viaggiare con la fantasia e l’immaginazione, mostrare che alle volte è davvero difficile schierarsi. La vita, in quanto tale, non offre soluzioni dirette. Quando crediamo di avere delle certezze, se non smettiamo di cercare, di informarci e di ascoltare anche chi la pensa in modo diverso da noi, il più delle volte ci rendiamo conto che non esiste un’unica verità e dobbiamo essere cauti nel condannare o idolatrare qualcuno. E l’altro messaggio che riteniamo fondamentale è il non smettere mai di lottare, per noi e per gli altri perché, se ci definiamo uomini liberi, solo con le nostre azioni lo possiamo dimostrare.

La vostra Compagnia è di recente formazione: com’è nata la collaborazione fra voi? E il nome cosa significa?
Ci siamo riuniti per mettere in scena In Ogni Caso Nessun Rimorso. Ci siamo conosciuti negli anni di formazione, nonostante provenissimo tutti da cinque diverse scuole di recitazione riconosciute a livello internazionale: avere diverse formazioni porta a conoscere un nuovo approccio al lavoro e di conseguenza una contaminazione e una crescita maggiori, e questo ci piaceva molto. Lo stesso nome della Compagnia viene dal nostro primo incontro tutti insieme. Abbiamo cominciato la lettura del romanzo e poi le prove a Livorno dove viveva Mauro, in Borgo dei Cappuccini, per mettere in scena la storia di Jules Bonnot. Abbiamo unito e italianizzato questi due nomi, Borgo e Bonnot, ed ecco che sono nati i Borgobonó.

Progetti futuri?
Ci stiamo pensando. Avendo speso tanti anni per mettere in scena In Ogni Caso Nessun Rimorso, ma soprattutto vedendo la reazione del pubblico e degli addetti ai lavori, speriamo di farlo girare ancora. Per i prossimi progetti, comunque, non ci dispiacerebbe lavorare insieme a nuovi attori per crescere ancora, sia come individui che come compagnia. Speriamo quindi di ri-vederci presto!

Chiara Ragosta, 06/12/2018

Proseguendo sulla scia della prosa, l’Altrove Teatro Studio dal 30 novembre al 2 dicembre presenta "In Ogni Caso Nessun Rimorso" ispirato al romanzo di Pino Cacucci. Sul palco ci sarà la compagnia Borgobonò che con Elisa Proietti, Andrea Sorrentino, Mauro Pasqualini – che ne cura anche la regia – le musiche dal vivo di Adele Pardi e i movimenti scenici di Annalisa Cima, porta per la prima volta in scena a Roma la propria rivisitazione del romanzo omonimo. 

locandinaQuella di In Ogni Caso Nessun Rimorso è una storia vera, una pièce dal forte impianto cinematografico, giocata su pochi elementi fondanti, basata su un accurato lavoro di manipolazione d’oggetto grazie al quale la scenografia, esclusivamente composta da bancali di legno e ruote di bicicletta, è costantemente mossa e usata per creare nuovi spazi e scene in cui questi oggetti diventano di tutto. Un meraviglioso lavoro degli attori/atleti che rapisce il pubblico sin dalle prime scene. 
La fragile ragnatela dei destini di un gruppo di anarchici tra Otto e Novecento, intenti a rivendicare ognuno un proprio diritto (al lavoro, all’amore, alla vita), viene travolta ben presto dal peso delle singole scelte individuali e delle rivoluzioni collettive. Grazie a una macchina di scena ingegnosamente priva e scarna, attraverso sbronze e memorie, scioperi e sparatorie, prende vita uno spettacolo che tocca il cuore offrendo l’immagine di volti di uomini e donne come noi. Le suggestioni di Adele Pardi, voce e violoncello, dal vivo, rendono ancor più spettacolare questa sorprendente macchina scenica.
Dopo aver viaggiato in tutta Italia riscuotendo ottime critiche e premi tra cui Selezione InBox 2017, Italia dei Visionari (Como e Novara) 2017, Vincitore bando Giovani Direzioni 2014, Premio Giovani Realtà del Teatro 2013, Premio Festival Young Station 5, Selezione playFestival 2.0 – ATIR (MI) di Serena Sinigaglia, Selezione playFestival 1.0 – Teatro Torbellamonaca (Roma), PREMIO UBU 2016, lo spettacolo sbarca nella capitale pronto per stupire il pubblico romano.

Regia di Mauro Pasqualini
con Elisa Proietti, Andrea Sorrentino e Mauro Pasqualini
musiche originali dal vivo di Adele Pardi
Venerdì 30 Novembre e Sabato 1 Dicembre 2018 ore 20:00
Domenica 2 Dicembre ore 17:00
Altrove Teatro Studio - Via Giorgio Scalia, 53

U.s.

27/11/2018

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