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Salvagg', salvataggi dalla mansuetudine: la sesta edizione dello Sponz Fest

"Salvatico è colui che si salva" (Leonardo da Vinci)
"Una peste percorre la società contemporanea: l’ammansimento. La bestia educata a venire sotto la mano. Siamo ammansiti dalla impossibiltà, dalla frammentazione del lavoro, dal ricatto del precariato. Isolati e connessi nell’individualismo collettivo e masturbatorio delegato alla rete. Veniamo sotto mano ma in cambio di cosa? Sponz Fest 2018, sviluppa il doppio tema del salvaggio, del salvamento, della salvazione, e quello del selvatico in opposizione al mansueto.
L’Irpinia prende il suo nome dall’Hirpos, il lupo nella lingua osco sannita. Terra di selve, di animali e uomini selvatici. Ammansiti dal “contributo”, ma di indole selvatica, come le faine, le volpi e i lupi dell’immaginario totemico locale.
Un Fest per s-fasciarsi dall’idiocrazia. Per praticare la fierezza, a partire dalla fiera non domesticata che è in noi. Per salvarsi inselvatichendo" (Vinicio Capossela)

Manum venire suetus. La bestia educata a venire sotto la mano: è questo il fulcro concettuale della sesta edizione dello Sponz Fest, celebrazione del ricreo diretta da Vinicio Capossela in Irpinia, terra dei padri, terra di lupi (hirpos) e di capri (hircos), di bestie e uomini dall'indole selvatica. Nelle poche righe con cui il cantautore ha presentato l'edizione 2018 ci sono almeno Strabone, Sesto Pompeo Festo, Servio, Varrone, Virgilio e Pasolini. Capossela riflette sugli ammansimenti del contemporaneo e sviluppa così un doppio tema, prendendo spunto da Leonardo Da Vinci, con un sottile filo dantesco a far da sfondo. L'obiettivo? Allontanarsi - s-fasciarsi, togliere le fasce - dal governo degli idioti.
Dal 21 al 26 agosto, a Calitri e in altri cinque comuni dell'Alta Irpinia, si consumerà di nuovo il magico ripopolamento di terre svuotate. Stavolta a popolare le vie calitrane saranno uomini-bestia, sponzati con pelo e sponzati semplici, in una ritualità collettiva che è da sempre marchio fulgido dello Sponz. Salvagg' - unnamedsalvataggi dalla mansuetudine è il titolo di questa edizione dello Sponz, una creazione che matura di anno in anno e che stavolta si preannuncia epocale. Preceduto da un'anteprima il 19 agosto, il festival vedrà il culmine nella "Notte selvaggia" del 25 agosto, che verrà aperta dallo stesso Capossela nel concerto-spettacolo La Cupa 'nta la Cupa. Evocazione e suggestione regnano in luoghi di mito popolare e leggende, raccolte nella trilogia della Cupa caposseliana, e che qui vedranno il loro ultimo manifestarsi in compagnia di Mimmo Borrelli.
Protagonisti dello Sponz 2018 saranno i rappresentanti del popolo Mapuche, la "Gente della Terra". Dal Cile del Sud all'Argentina fino alla Patagonia di Bruche Chatwin, i Mapuche sono l'unico popolo indigeno inconquistato e inconquistabile. Quindi mai ammansito, salvato, selvaggio. Uno scrigno di tradizioni e costumi che si riverserà per le vie irpine in una mescolanza etnica e culturale stra-ordinaria e, visti i tempi, s-fasciata da ciò che si predica nei palazzi. 
Immancabili le maschere: ad accompagnare gli sponzati ci saranno infatti i Rumiti, le maschere ancestrali del Carnevale di Satriano di Lucania, che si portanno appresso l'eco dei boschi della Basilicata e l'immagine mitologica dell'uomo che si fa albero. Un po' come Mirra, che per non essere passata sotto la mano delle regole amorose, viene trasformata nell'albero della mirra dagli dei, con le sole lacrime a stillare dal tronco. E ancora le maschere sarde di Ottana, i Merdules, grotteschi e ghignanti simboli dell'uomo e del culto della fertilità. Alle tradizioni della Barbagia si aggiungeranno i diavoli trentini dei Krampus di Canazei, diavoli sconfitti dal santo, accompagnatori di San Nicola nella consegna dei doni ai bambini durante la notte tra il 5 e il 6 dicembre. Folclore e mitologia spaventosa, per s-fasciarsi dalla pavocrazia e dal regno della paura.
Esaurita la parte immaginifica del festival, passiamo a quella artistica. Questi i primi nomi confermati: A Hawk and A Hacksaw, duo americano col pallino dell'est europeo, che affascinerà il paese in uno dei classici concerti all'alba; Teho Teardo con il suo progetto "Music for Wilder Man" assieme al fotografo sponzfrancese Charles Fréger; il virtuoso polistrumentista spagnolo Vurro; Angelo Branduardi, protagonista di un concerto speciale con un ensemble di musica antica; Ago Trans e i Tarantolati di Tricarico, eredi e orfani, purtroppo, di Antonio Infantino, protagonista lo scorso anno di un concerto formidabile; il tamburo selvaggio di Alfio Antico, dalla Trinacria assieme a Giuseppe Milici (marranzano e armonica); l'artista di strada cileno Chinchinero, che suona un tamburo da spalla al contrario.
Centri dello spettacolo sono, come sempre, il vallone della Cupa, le vie calitrane e i teatri "grotta" che ospitano atti unici formidabili e trasformeranno il paese in festa mobile, la linea ferroviaria Avellino-Rocchetta, Borgo Castello e il gigantesco Ballodromo, che ai piedi del paese si accenderà ogni sera alle 21 per dar sfogo ai batticulo e ai giri di swing.
Come sempre, i linguaggi dell’arte saranno di casa nella sezione SponzArti che quest’anno avrà il titolo “Selvaggio io o selvaggio tu?” e sarà dedicata a sauvagerie e identità. Dopo lo straordinario successo della scorsa edizione, tornano anche gli incontri e le lezioni della Libera Università per Ripetenti che quest’anno propone i Corsi di “antiaddomesticamento alla mansuetudine”. E poi ancora ci saranno gli “Sciuochi”, giochi e laboratori per grandi e bambini non mansueti; le Radure, spettacoli pomeridiani in luoghi selvatici da raggiungere a piedi. Gli “S-fascismi”, ovvero le liberazioni dal fascio razziale e ideologico e le “Restanze”, sezione ospitata in alcune stazioni della ritrovata linea ferroviaria che rifletterà sui temi della consapevolezza, della scelta, della volontà e della responsabilità, all’opposto della rassegnazione e dell’attesa. I “Salva–genti” (esperienze di salvataggio, profughi, frontiere, lingue in estinzione) e i “Salva-Taggi” (lotta agli attentati senza regola all’ambiente, alla salute, all’abbruttimento sociale. Abusivismo selvaggio, eolico selvaggio, trivellazioni).
Sul fronte gastronomico il tema del 2018 verrà sviscerato dall'associazione I Mesali con la "Selvaggineria". 
Se la scorsa edizione festeggiava la rivoluzione del 1917 e cercava di rovesciare il mondo, quella di quest'anno il mondo cercherà di salvarlo.

La maggior parte delle attività dello Sponz Fest 2018 sono gratuite. Per alcuni eventi è previsto un ingresso a pagamento mentre per partecipare ad altre attività sarà necessario iscriversi in anticipo.
Per ulteriori informazioni: https://www.sponzfest.it/2018/ 

Daniele Sidonio 09/06/2018

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