Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

Si chiude la VI edizione de Lo Spiraglio FilmFestival. Premiato Sergio Rubini

Si è conclusa sabato 2 aprile, presso il MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, la sesta edizione de “Lo Spiraglio FilmFestival della salute mentale”. Il festival, nato con l’obiettivo di raccontare nelle sue molteplici sfaccettature il mondo della salute mentale, attraverso le immagini cerca di avvicinare il pubblico a queste delicatissime tematiche. Il Festival, nelle sue sei edizioni, ha permesso a chi produce audiovisivi su questo tema di mettersi in luce e competere di fronte ad un pubblico qualificato e sensibile alla materia.
La serata si è aperta con i ringraziamenti di Franco Montini e Federico Russo, rispettivamente Direttore artistico e Direttore scientifico del Festival. Un’edizione ricca di film, presenze ed ospiti prestigiosi grazie ai quali, ha detto Montini, è stato possibile raccontare il disagio psichico nelle sue molteplici sfaccettature e in molteplici modi, esplorando generi differenti, dal comico al film di genere.
Cura e cultura legate a doppio filo per un’esperienza, come quella de “Lo Spiraglio” che coinvolge molteplici attori e che vive della passione e dell’impegno di tutti gli operatori, i medici e i volontari che ogni giorno affrontano il disagio della malattia con i pazienti e le famiglie.
“Anche questo è servizio pubblico”, ha dichiarato Angelo Tanese, Commissario Straordinario della ASL Roma 1, che ha ricordato che questa sesta edizione del Festival, sostenuta da Roma Capitale e dal MAXXI, ha visto anche, per la prima volta, il patrocinio del Ministro Lorenzin. Un passo importante verso una più forte coscienza e sensibilità nei confronti della malattia mentale e un segno tangibile che la consapevolezza dei problemi delle persone più fragili, ha continuato Tanese, fanno di questo paese un paese migliore.
La serata è proseguita con l’assegnazione del Premio “Fausto Antonucci” al Miglior Cortometraggio che è andato a “Bellissima” di Alessandro Capitani che, si legge nella motivazione, “sin dalla prima inquadratura colpisce al cuore per la tenerezza e l’ironia con cui affronta il tema della diversità e delle difficoltà di comunicazione tra i giovani. L’ambientazione, i chiaroscuri della fotografia, la naturalezza degli attori, l’originalità con cui l’autore sfrutta uno dei luoghi tipici della commedia, l’equivoco, fanno di questo corto un piccolo gioiello di intelligenza e cinematografia”.
Il Premio “Jorge Garcia Badaracco – Fondazione Maria Elisa Mitre” per il Miglior Lungometraggio è andato a “Habitat – Note personali” di Emiliano Dante per “la capacità di trasmettere attraverso immagini, metafore e riflessioni il senso di un disagio. Spesso si associa il disagio mentale a qualcosa di innato, una tegola che cade sulla testa di chi è più sfortunato di noi. Non è mai così: nel suo “Diario di Bordo”, Emiliano Dante ci dice che ognuno di noi se privato delle proprie relazioni, della propria comunità e dei propri luoghi aggregativi può piombare nel limbo della solitudine e della depressione”.
Ultimo riconoscimento assegnato durante la serata è stato quello conferito all’attore Sergio Rubini, che “con la sua preziosa e prestigiosa attività artistica ha saputo illustrare con coraggio e lucidità negli aspetti psicologici più vari e indecifrabili, la complessità della natura umana” ed è per questo che la Direzione del Festival ha deciso di attribuirgli il Premio Spiraglio 2016. Rubini, come attore e regista, si è reso portavoce di personaggi e storie che raccontano un’umanità non sempre incorruttibile. “Il protagonista di una storia – ha dichiarato l’attore ricevendo il Premio – ha perso il controluce, ha perso la sua aura di supereroe ed diventato uno che ci assomigliava un po’ di più: un uomo cosiddetto della strada e quindi anche un uomo con le sue sofferenze, le sue fragilità”.
Un riconoscimento, il Premio Spiraglio, che nelle scorse edizioni è stato assegnato ad altri grandi nomi del cinema italiano che hanno voluto portare sullo schermo, attraverso i proprie occhi e la propria voce, il disagio mentale: Sergio Castellitto, Carlo Verdone, Alba Rohrwacher, Marco Bellocchio e Giulio Manfredonia.

Federica Nastasia 03/04/2016

Pubblicato in News

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Recensito su Twitter

Digital COM