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Roma: il Giardino della Basilica di Sant'Alessio ospita la XXV edizione di "Pirandelliana"

Pirandelliana, la rassegna organizzata dalla Compagnia Teatrale “La bottega delle maschere”, fondata e diretta da Marcello Amici, giunge quest’anno al traguardo della XXV edizione.

Ospitata dal 1999 nel Giardino della Basilica di Sant'Alessio, uno degli spazi più belli dell'Aventino che si affaccia come un solenne balcone sulla Città, è considerata una delle rassegne teatrali estive di maggior prestigio con all’attivo oltre 130.000 presenze. È teatro di parola, teatro pirandelliano – come sottolinea Marcello Amici, direttore e fondatore della Bottega - che affronta gli spazi della solitudine e dell’emarginazione che opprimono e condizionano l’esistenza umana”.  

Come di consueto saranno proposte, a sere alterne, opere teatrali di Luigi Pirandello.

La Rassegna, in programma fino all’8 agosto 2021, propone:

Così è (se vi pare) - (in scena il martedì, il giovedì, il sabato);

Il figlio cambiato - La Giara - (in scena il mercoledì, il venerdì, la domenica).

Così è (se vi pare), opera teatrale tratta dalla novella “La signora Frola e il signor Ponza, suo genero”, rappresentata per la prima volta il 18 giugno 1917, è una commedia limite in ogni senso. Definita da Pirandello “l'unica che mi sia veramente cara” è la più meccanica e crudele, perché la più nitida e coerente, la meno persuasiva e la più sincera delle opere del drammaturgo siciliano.

La vita di una tranquilla cittadina di provincia viene scossa dall'arrivo di un nuovo impiegato, il Signor Ponza, e della suocera, la Signora Frola, scampati ad un terribile terremoto nella Marsica. Al centro della vicenda drammatica la signora Frola che ritiene viva la propria figlia creduta morta, invece, dal genero e a lui ridata in moglie, come fosse un'altra donna. Il signor Ponza, invece, afferma che la suocera sia pazza perché ritiene viva la figlia morta da quattro anni mentre quella che ha con sé è la sua seconda moglie.

“La stanza della tortura - spiega Marcello Amici protagonista e regista dello spettacolo - è un salotto provinciale, con il suo brulicare di conformisti impiegati di prefettura e di signore irragionevoli e benpensanti che si dilaniano in una innaturale ricerca della verità”.

Incentrato sull’antichissimo mito dello scambio nella culla, tra figlio di re e figlio della miseria, Il figlio cambiato inizia con un assolo di teatro nel teatro.

Al centro il mito della maternità, scritto in un luminoso stile fiabesco, in onore della più pura e libera fantasia, - tema cui Pirandello ricorre spesso nelle sue commedie - che avvolge la favola in un alone di pietà.

Conclude la trilogia della Pirandelliana 2021 La giara, raro esempio di aggregazione di elementi naturalisti, utilizzati a sostegno della dialettica umoristica di una Sicilia verghiana. Uomo ricco e ossessionato dalla brama del possesso, Don Lolò Zirafa vive nella perenne e logorante diffidenza del prossimo mentre Zi’ Dima Licasi è un personaggio al limite del grottesco, immerso nella sua solitudine e, come tutti gli istrioni pirandelliani, ambisce ad una patente, quella di inventore di un mastice miracoloso. Dopo l'acquisto da parte di Don Lolò di una enorme giara per conservare l'olio della nuova raccolta, accade un fatto strano: per ragioni misteriose il grosso recipiente viene ritrovato spaccato in due, fatto questo che fa montare Zirafa su tutte le furie.

La giara può essere riparata solo da Zi' Dima Licasi con il suo mastice ma Don Lolò non si fida ed insiste affinché renda più sicura la saldatura, rafforzandola con dei punti di filo di ferro. Costretto ad obbedire al padrone ed in preda all'ira, Zi' Dima si mette all'interno della giara per eseguire più comodamente il suo intervento. Si dimentica però che la giara è molto panciuta ma ha un collo molto stretto e resta bloccato all'interno.

La rassegna è patrocinata da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale.

 

Redazione, 30/07/2021

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