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Il carcere di Regina Coeli apre le porte all'arte nel segno del recupero sociale

Le linee tremolanti che ora abbelliscono Regina Coeli esprimono i nostri pensieri liberi dalle sbarre”. Sono le parole di Giampiero, uno degli undici detenuti che hanno collaborato alla I edizione del progetto artistico “outside/inside/out” realizzato gratuitamente da tre artiste negli spazi chiusi della Casa Circondariale romana. Pax Paloscia ha impreziosito la sala multimediale con stancil di alcuni personaggi celebri italiani e internazionali, piccoli murales di impatto immediato, frasi entrate nella storia come “Stop War”, “I have a dream” di Martin Luther King, “Float like a butterfly, sting like a bee” di Muhammad Ali. Poco distante, il secondo dipinto di Laura Federici, imponente, Reginacoeli3in stile impressionistico è il risultato di "un lavoro di gruppo partito dal dialogo”, ha raccontato Federici “con frammenti di foto e pagine di giornale ricomposte dai detenuti per creare un'opera nuova”. Nella seconda sezione del carcere l'istallazione di Camelia Mirescu propone un collage fotografico, ricoperto da uno strato di resina, con elementi moderni sovrapposti a iconografie della tradizione cattolica.
È meraviglioso - ha dichiarato Silvana Sergi, direttore del carcere Regina Coeli - vedere muri colorati in un monumento vivo, ricco di storia, aperto dal 1892. Le artiste sono riuscite a relazionarsi positivamente ai detenuti con un linguaggio universale per immaginare ed evadere coi pensieri”. “Assumiamo un impegno concreto per il futuro - ha aggiunto Laura Baldassarre, assessore alla Persona, Scuola e Comunità solidale - il tema del recupero sociale è di fondamentale importanza per la nostra Amministrazione”. “L'idea - ha concluso Claudio Crescentini, responsabile delle attività espositive del Macro - unisce due mondi diversi nella compartecipazione artistica. Siamo pronti all'edizione 2018”.

Il progetto è promosso e condiviso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali - Macro e dalla direzione Casa Circondariale Regina Coeli, a cura di Claudio Crescentini, con l’organizzazione di VO.RE.CO e Shakespeare and Company2.
Il carcere di Regina Coeli ha una capienza massima di 624 posti (secondo i dati del Ministero della Giustizia), il tempo medio di permanenza è di circa sei mesi, il 70 per cento sono cittadini stranieri di 30 differenti nazionalità.

Daniele Leuzzi 02/02/2016

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