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I racconti di DREAM al Chiostro del Bramante diventano un libro: Ivan Cotroneo presenta “Le voci del sogno”

ROMA – Mentre l'esposizione “DREAM. L’arte incontra i sogni" continua al Chiostro del Bramante, lo sceneggiatore e scrittore Ivan Cotroneo presenta, insieme alla giornalista Teresa Ciabatti e ai due lettori-attori Angela Baraldi e Alessandro Roja, il suo libro “Le voci del sogno”, edito da La Nave di Teseo. È la raccolta dei racconti di mostra ascoltabili nell'”audioguida non didattica” di DREAM, nati dall'incontro con Natalia De Marco, direttrice artistica del Chiostro, e Danilo Eccher, curatore della mostra.
I testi dell'audioguida sono letti e interpretati da 14 attori italiani, tra cui Carolina Crescentini, Giulia Bevilacqua, Isabella Ferrari, Marco Bocci, Cristiana Capotondi, Brando Pacitto, Matilde De Angelis, Matteo Giuggioli, Giuseppe Maggio, Valeria Solarino, Valentina Cervi, oltre ai due già citati, presenti all'evento, ai quali si è poi aggiunto, a sorpresa, Alessandro Preziosi.

14 storie diverse, 14 io-narranti, 14 identità. 14 racconti che parlano da un posto che non c'è, da un sogno, appunto, che, come tutti i sogni, non si capisce esattamente da dove né quando sia iniziato. Ivan Cotroneo ci spiega di essere cresciuto in una famiglia numerosa, in cui era impossibile avere un momento di privacy: «c'era sempre uno sguardo esterno a dirti “ma che fai, sei ridicolo” quando volevi ballare davanti allo specchio, quando te ne volevi stare per i fatti tuoi». E nel libro si avverte questo sguardo, che l'autore fa suo, questa distanza, questo effetto di straniamento tra quello che sta dentro e quello che sta fuori, tra ciò che si percepisce e l'osservazione di chi percepisce.
«Compresenza» è una parola su cui l'autore pone l'accento, potremmo definirla la parola-chiave per interpretare il libro: accanto alla dimensione realistica ce n'è sempre un'altra «non perfettamente realistica». Come se i luoghi contenessero, in compresenza, tutte le storie che lì sono state scritte. Come se vivessimo sempre, oltre che nello spazio fisico e concreto, in uno «spazio altro», onirico, indefinibile. L'idea del libro dopotutto nasce proprio da un episodio realmente vissuto dallo scrittore, quando, a vent'anni, attraversando Piazza Mercato a Napoli, la sua città, ha sentito delle presenze intorno a sé, e ha iniziato ad ascoltare le loro storie, quelle che hanno poi preso corpo ne “Le voci del sogno”.Le voci del Sogno
Ivan Cotroneo sceglie di far leggere il racconto dell'ingresso nel mondo del sogno, ad Alessandro Roja. «Troppe le stelle, troppi gli impegni, troppe le cose fatte e da fare». L'io che narra alza gli occhi, ammira l'enorme cielo stellato, e pensa che è una conquista, ma anche un enorme peso da caricarsi sulle spalle.
È poi il turno di Angela Baraldi, cantante e attrice dalla voce ipnotica, già prodotta da Lucio Dalla e protagonista del film di Gabriele Salvatores “Quo Vadis, baby?” (2004). A lei Cotroneo decide invece di affidare la stanza della vertigine: «non puoi uscire da questo labirinto senza prima esserti perso». Un invito a perdersi per ritrovarsi, a perdere il senso e la logica, ad avere paura della vertigine, o che tutto ci caschi addosso, per essere noi stessi vertigine e labirinto.

Come già accennato, Alessandro Preziosi, che fa parte anche lui dei 14 lettori di DREAM, ha fatto la sua comparsa inaspettata nella seconda parte della presentazione, cogliendo l'occasione per leggerci un estratto del libro. «Le mie mani sanno solo tessere e perdersi nei fili, per creare. Così, ti ho scritto una strada, una terra e un paese e invece che ad una lettera, ho affidato il mio amore ai colori e alla materia, ho usato le mie notti per cercare di essere Dio per te»: un pezzo mozzafiato, uno stile meditativo e intimista, una sensibilità e serenità che Preziosi paragona alla poesia di Fernando Pessoa perché, dice, ci aiuta a «leccarci le ferite». In Cotroneo ci sembra di ritrovare, in effetti, quella «febbre di sentire», quel fermento dell'immaginazione che sono stati propri di Pessoa al di là di ogni tipo di eteronimo.

È così attraente l'idea di affiancare a una mostra contemporanea una lettura in audio-guida che non spiega, ma offre una suggestione che completa la mostra, che ne diventa parte integrante, ponendosi in dialogo con essa. Prodigi dell'era contemporanea – l'era del post e della contaminazione, delle arti che si attraversano l'una con l'altra e creano meraviglie. E ci sentiamo di affermare che anche “Le voci del sogno” sia un prodigio, l'opportunità per stupirsi. Da afferrare in libreria, su Amazon o IBS.

Sara Marrone, 14/02/2019

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