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Mama Marjas è la nuova “Carmen” del Teatro Olimpico: il sound meticcio di un mosaico d’Opera “secondo l’Orchestra di piazza Vittorio”

Il 22 ottobre il Teatro Olimpico inaugura una nuova, attesissima, produzione sostenuta con la rinomata Accademia Filarmonica Romana, di cui inaugura la stagione n. 195, e con Vagabundos – mettendo in scena fino all’8 novembre una “Carmen” pura e meticcia, vestita di sonorità liriche intessute di trame africane, arabe, sudamericane, tinte di salsa, flamenco, blues e tango, in originali accordi in chiave techno e raggae-style.
La storica Orchestra di Piazza Vittorio si cimenta con l’operà-comique più celebre di Bizet, dopo il successo internazionale del flauto magico mozartiano, conducendo i suoi straordinari musicisti, provenienti da tutto il mondo, a comporre un mosaico di atmosfere musicali che fondono lingue, scritture e sentimenti travolgenti.
Simbolo di una passione impetuosa e gitana è la Special Guest di questa poliedrico spettacolo: voce prodigiosa, intensa e carnale della protagonista sarà, infatti, l’eccezionale Mama Marjas – acclamata artista salentina dei circuiti raggae e underground – un personaggio carismatico che sembra nato per questo ruolo, reincarnazione sensuale di un’ideale Carmen postmoderna, che dalle essenze ritmiche delle dance hall è pronta a scavare nel DNA più profondo della partitura originale di un’opera classica.“Ispirato dalla musica popolare gitana – racconta Mario Tronco direttore artistico dell’Orchestra e regista dell’opera - il nostro lavoro tende ad esaltare le zone della partitura di forte ispirazione popolare. Con Leandro Piccioni cerchiamo di mettere a nudo la composizione, renderla il più semplice possibile per capire dove si trova il centro dell’emozione. La semplicità della melodia spogliata ti avvicina idealmente al momento in cui l’autore l’ha composta. Questa è la parte più interessante del nostro lavoro, o almeno, quella che noi amiamo di più”.
Si compie così un viaggio “di ritorno”, fino al nucleo dell’opera, che parte da Siviglia e raggiunge le sponde del Mediterraneo e dell’Atlantico, dalla Tunisia al Senegal, dalla Francia all’antica Persia, volando tra Escamillo/ Houcine Ataa (un vero e proprio toreador di ammalianti melodie arabe) a Don Jose/ Evandro Dos Reis (candido e sognante interprete di ritmi brasiliani).
Ispirata alla versione dell’opera prodotta da Les Nuits de Fourvière a Lione nel 2013, la multietnica rappresentazione è coreografata attraverso “veri e propri movimenti scenici, evocativi, narrativi” - dalle parole dell’autore Sergio Rossi -, per un’Orchestra sempre più fertile, diretta da Leandro Piccioni con le sfrenate e barocche scenografie di Lino Fiorito.
Si attende, dunque, la prima assoluta di una “Carmen” nomade di suoni e colori, per un collage musicale di culture migranti, immuni a qualsiasi sbarramento o confine.

“Carmen secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio”
Una coproduzione Accademia Filarmonica Romana, Teatro Olimpico, Vagabundos
Dal 22 ottobre all’8 novembre 2015
Teatro Olimpico, Roma
Info: www.filarmonicaromana.org / www.teatroolimpico.it

Giulia Sanzone 20/10/2015

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