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Il festival Filosofi lungo l’Oglio non si arrende: la XV edizione programmata in autunno

La nottola di Minerva inizia il suo volo sul far del crepuscolo. E’ quanto mai necessario un pensiero filosofico che possa orientare in questo momento di grande cambiamento e confusione. Sperando che la terribile realtà del coronavirus abbia arrestato la sua corsa, il festival Filosofi lungo l’Oglio, come la civetta hegeliana, rinvia la sua quindicesima edizione in autunno. In ottemperanza alle nuove direttive Ministeriali e Regionali in materia di salute pubblica, l’iniziativa che avrebbe dovuto svolgersi tra giugno e luglio, è stata riprogrammata dal 21 settembre al 30 ottobre 2020.

La manifestazione, che si pregia dell’adesione del Prefetto e del Patrocinio della Provincia di Brescia, è stata insignita negli anni di numerosi riconoscimenti, come la prestigiosa medaglia del Presidente della Repubblica, o il marchio europeo Effe Label 2019-2020, che intende premiare l’impegno artistico e la capacità di coinvolgere le comunità locali che guardano all’Europa.

Particolarmente significativo è lo sforzo di non arrendersi compiuto dagli organizzatori di questo evento, ed il sostegno dimostrato dal Sindaco di Brescia Emilio Del Bono e dalle numerose municipalità coinvolte: in un territorio così duramente colpito come quello bresciano, il festival si offre come una preziosa opportunità di valorizzazione, oltre che come occasione per un’imprescindibile riflessione da parte della collettività.

Il tema della prossima edizione sarà dunque l’«Essere umani», che sarà affrontato in una ricca serie di declinazioni negli interventi di illustri pensatori che hanno aderito all’iniziativa. In un tempo contraddistinto dalla sospensione e da un responsabile distanziamento sociale, l’ideatrice e filosofa Francesca Nodari parla del carattere di «eccezionalità» che apparterrà all’evento di quest’anno. «Umanissimo è il nostro bisogno dell’altro – afferma – indispensabile il nostro essere-in-relazione, estremamente evocativa la catena umana di leopardiana memoria». 

Sulle sponde del fiume Oglio allora, proprio come alle pendici dello «sterminator Vesevo», il pensiero non si lascia piegare e continua a resistere e a brillare come una ginestra.

Chiara Molinari  25/05/2020

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