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"Fuocoammare" e la corsa agli Oscar di Gianfranco Rosi

Non ce l'ha fatta a entrare nella cinquina delle nomination agli Oscar 2017 come miglior film straniero “Fuocoammare” di Gianfranco Rosi, l'acclamato documentario sui migranti dell'isola di Lampedusa. Si “consola” però con quella per il miglior documentario.
Fuocoammare” aveva già fatto le scarpe a candidati apparentemente favoriti come “Perfetti sconosciuti” e “Lo chiamavano Jeeg Robot” per essere scelto dall'Italia come rappresentante del cinema nostrano da mandare all'Academy per le nomination oltreoceano. La sua storia ha saputo travalicare i confini, non solo di Lampedusa, ma dell'Italia stessa.fuocoammareposter
Nella commissione che aveva scelto la rosa dei candidati rappresentanti italiani c'era anche il regista Paolo Sorrentino, che aveva duramente commentato la scelta finale dei suoi colleghi: “Fuocoammare è un bellissimo film, ma andrebbe candidato all'Oscar nella categoria dei documentari. Questa scelta è un inutile masochistico depotenziamento del cinema italiano che quest'anno poteva portare agli Oscar due film: un film di finzione che secondo me avrebbe avuto molte chance è Indivisibili di Edoardo De Angelis, mentre Fuocoammare può concorrere e vincere nella categoria dei documentari”.

L'annuncio ufficiale delle nomination è andato in onda martedì 24 gennaio anche su Sky Cinema e YouTube, mentre la cerimonia vera e propria si svolgerà domenica 26 febbraio 2017 al Dolby Theatre di Los Angeles.

“Fuocoammare” di Gianfranco Rosi, già vincitore dell'Orso d'Oro a Berlino 2016 e ospite in tre festival statunitensi (Telluride, Toronto e New York) e venduto in più di 70 Paesi sparsi in tutto il mondo, è stato trasmesso per la prima volta in tv in Italia su Rai3 il 3 Ottobre scorso, in occasione della Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime dell'Immigrazione. Negli Usa ha raccolto grande consenso di critica e pubblico grazie alla promozione fatta da Meryl Streep, che si è sempre detta entusiasta del film e ne ha parlato anche alla Festa del Cinema di Roma.
Quando ha saputo della nomination per il miglior documentario, Gianfranco Rosi si trovava a Tokyo, nel cuore della notte, e a caldo ha commentato: “Nulla era scontato, ma la meta era questa, portare Lampedusa a Hollywood, arrivare alle nomination dopo una battaglia senza sosta e quando ormai non ci credevo quasi più”.

Federico Vascotto 27/01/2017

Qui la recensione di Vincenzo Verderame http://bit.ly/2kaWcOG 

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