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Dal 4 al 15 maggio, il teatro Sala Umberto di Roma accoglie lo spettacolo “Ovvi Destini” di Filippo Gili

Dal 4 al 15 maggio il teatro Sala Umberto di Roma ospita "Ovvi destini", progetto inedito per la regia e drammaturgia di Filippo Gili. L'autore romano, dopo il successo ottenuto con la "Trilogia di Mezzanotte", nelle precedenti stagioni teatrali, torna sotto le luci della ribalta con una narrazione scenica di grande impatto emotivo, che scava nell'intimo delle relazioni umane.
Lo spettacolo vanta la presenza di brillanti attrici, nelle vesti di protagoniste: Vanessa Scalera, recentemente interprete principale della fiction “Imma Tataranni – Sostituto procuratore”; Anna Ferzetti, da poco in sala con Valerio Mastrandrea e Marco Giallini in “Domani è un altro giorno” e Daniela Marra, apparsa, ultimamente, in “Squadra Antimafia” e nella fiction Rai “Il Cacciatore”. Accanto a loro, completa il vibrante cast Pier Giorgio Bellocchio, figlio del celebre regista Marco Bellocchio.
Lo spettatore si imbatterà in un drama familiare dalle avvolgenti tinte noir. Al centro del racconto, spiccano le vite di tre sorelle, Laura, la maggiore, Lucia e Costanza. Quest'ultima è immobilizzata su una sedia a rotelle a causa di un'incidente provocatole un paio d'anni prima da Laura, un'accanita giocatrice d'azzardo. Nessuno è a conoscenza della grave colpa di cui si è macchiata, eccetto Carlo, un individuo ambiguo, che comincia a ricattarla con insistenza. La posta in gioco è alta: o Laura dice la verità a Costanza, riguardo la ragione del suo handicap, oppure si vedrà costretta a consegnare all’estorsore tutti i proventi delle vincite accumulate. La scelta è ardua, senza contare che la situazione si complicherà, nel momento in cui le sorelle "sane" avranno la possibilità di ricevere un dono da parte di Carlo.
Una manna dal cielo, che coincide con l’occasione di realizzare il più agognato dei sogni. E, a questo punto, la volontà espressa dalla primogenita, sarà forse quella di far sì che Costanza riacquisisca, finalmente, l'uso delle gambe?
La risposta è radicata nel cuore pulsante di una drammaturgia ipnotica e accattivante, in cui si scatena irrequieta la lotta tra il desiderio cosciente, derivante dall'amore fraterno, e quello oscuro, enigmatico, annidato nelle tenebrose caverne dell'io

Marika Iannetta  03/05/2022

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