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Dal 4 al 10 aprile appuntamento con il nuovo cinema francese: presentata l’ottava edizione del Festival “Rendez-vous”

Il cinema rappresenta un “legame tra i popoli”, dichiara l’Ambasciatore di Francia in Italia Christian Masset. È del medesimo parere Serge Toubiana, Presidente di UniFrance, che al cinema attribuisce la capacità di creare “ponti” e “passerelle” tra nazioni. Così si sono espressi durante la conferenza stampa di presentazione dell’ottava edizione di “Rendez-vous. Festival del Nuovo Cinema Francese”, tenutasi lunedì 26 marzo a Palazzo Farnese presso l’Ambasciata francese a Roma. Rendez vous foto1È emerso un forte desiderio di dialogo e di incontro, come il nome della rassegna suggerisce. “L’edizione racconta un tentativo di incontro con l’altro”, spiega la direttrice artistica Vanessa Tonnini; non è un caso, osserva, che l’immagine simbolo dell’edizione 2018 sia un bacio (un fotogramma da “L’amant double” di François Ozon). Sulla stessa linea, sottolineando il desiderio di “rilanciare il dialogo tra Francia e Italia”, prosegue Christophe Musitelli, Consigliere culturale dell’Ambasciata di Francia in Italia e Direttore dell’Institut Français Italia. Dragoslav Zachariev, addetto all’audiovisivo dell’Ambasciata, pone l’attenzione sulla collaborazione, tra paesi, professionalità, arti, partner, sponsor, mecenati e ricorda la giornata dedicata alla riflessione sulle coproduzioni rivolta a un pubblico di addetti ai lavori prevista il 5 aprile.

Dal 4 al 10 aprile, Roma ospita proiezioni e incontri: alla Casa del Cinema di Villa Borghese, al Cinema Nuovo Sacher di Trastevere, all’Institut Français Centre Saint-Louis a pochi passi da Piazza Navona e dal Pantheon (il programma completo qui). Il viaggio in Italia del nuovo cinema francese prosegue anche a Bologna, Torino, Milano, Firenze, Napoli, Palermo fino al 15 aprile. Madrina del festival è Valeria Bruni Tedeschi, che tra i due paesi divide natali e carriera. Sua la Masterclass che apre il festival (4 aprile); in chiusura, invece, la Masterclass moderata da Alessandro Boschi (Hollywood Party Radio3) con Arnaud Desplechin, al quale è dedicato un focus di proiezioni (9-10 aprile). Cosa si nasconde dietro la scelta dei 30 titoli? Il criterio semplice di “aprire una finestra nel cinema francese contemporaneo” (Tonnini), tre macrotematiche (il vecchio e il nuovo, l’autopsia della società, la commedia) e una particolare attenzione al cinema d’autore. Inediti e novità come “Jusqu’à la garde” (lungometraggio di esordio di Xavier Legrand, 2017), ma anche una sezione documentari e film ormai classici, come il restauro a cura della Cineteca di Bologna di “Le Crime de Monsieur Lange” (Jean Renoir, 1936).

Quella tra la Francia e il cinema è una lunga storia d’amore. Risale al 1895, quando i fratelli Lumière proiettano il primo film. Si conferma nel 1959, quando il Ministero della cultura sotto la direzione di André Malraux stabilisce la cosiddetta exception culturelle française: lo Stato francese, che stava faticosamente risorgendo dopo i disastri del secondo conflitto mondiale, decide di investire denaro e speranze nel cinema nazionale, quell’arte che in Francia era nata e della Francia poteva – e doveva – essere fiore all’occhiello nel mondo. “Rendez-vous” si inserisce in un solco già tracciato con la forza della tradizione, l’entusiasmo del nuovo, l’ardore della passione cinefila al di là e al di qua delle Alpi.

Alessandra Pratesi 27/03/2018

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