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Al via “il Giardino delle Esperidi Festival 2020”, la kermesse itinerante che unisce arte, natura e temi sociali

Tutto è pronto per la XVI° edizione de il Giardino delle Esperidi Festival, il progetto itinerante promosso da Campsirago Residenza che anche quest’anno - dal 27 giugno al 5 luglio e intitolato Esperidi on the moon -  sarà caratterizzato da un programma ricco di teatro, danza, arti performative, incontri e laboratori. Dislocati fra i quattro comuni della provincia di Lecco (Colle Brianza, Olgiate Molgora, Ello, Olginate), tutti gli spettacoli previsti si terranno per l’occasione all’aperto (nel rispetto delle norme sul distanziamento sociale), con l’obbiettivo di favorire la scoperta o riscoperta dei meravigliosi luoghi naturali di una delle regioni più colpite dalla pandemia. Ad aprire la rassegna sarà l’offerta teatrale per le nuove generazioni, con in programma sabato 27 giugno le Favole al telefonodi Campsirago Residenza, un’originale lettura/gioco animata del grande classico per l’infanzia di Gianni Rodari. A seguire nei giorni successivi, lo spettacolo itinerante per bambini e ragazzi E io non scenderò più della compagnia Stradevarie e ancora performance dal taglio più esclusivamente drammaturgico, come il Weiss Weiss de Il Teatro della Contraddizione, o il Radio Olimpia, Bomba libera tutti! del Collettivo MMM, (vincitore del bando OPEN 2020 promosso da Pergine Festival). Non mancheranno, inoltre, spettacoli di teatrodanza con i coreografi Tommaso Monza (con Annotazioni per un Faust _studio per luoghi remoti) e Silvia Gribaudi, che dirigerà con Matteo Maffesanti le performer di Qui e Ora Residenza teatrale (in TRE_quanto vale un essere umano? Working progress).

«Mai come quest’anno realizzare il festival è una stata una scelta politica, oltre che poetica - afferma Michele Losi, direttore artistico dell’iniziativa. La situazione degli ultimi mesi ha posto moltissime problematicità alle compagnie, spesso impossibilitate a incontrarsi e lavorare. Ma il festival ha scelto di esserci comunque non solo per sensibilizzare alla situazione in cui gli artisti riversano attualmente, ma anche al delicato rapporto che esiste tra uomo, pianeta e vita».

Jacopo Ventura  18/06/2020

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