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Roma: Enzo Moscato va in scena con “Ritornanti" al teatro Arcobaleno

Enzo Moscato è uso a trattare le macerie come tema della sua ricerca drammaturgica. L’aveva già fatto con il  famoso “Scannasurece”, ambientato dopo il terremoto degli anni ’80 e che attraverso la storia di un femmeniello parla di tutta la napoletanità e della Storia all’indomani di un evento tragico. Le macerie sono dei “ritornanti” di un passato da rimaneggiare, tutto da rifare e reinventare. Questo tema si ritrova, appunto, in “Ritornanti”, il recital in scena al Teatro Arcobaleno di Roma, capolinea di un laboratorio che l’Accademia di Belle Arti ha svolto in collaborazione con Laboratorio Teatrale, Messa in Scena e la Compagnia teatrale Casa del Contemporaneo.
Lo spettacolo si compone di tre pièces: “Spiritilli”, in napoletano secentesco, dall’elemento mitico e favoloso che aleggia sempre a Napoli, con i suoi fantasmi e presenze per ogni tipo di situazione; “Rasoi”, sulle dominazioni subite dai napoletani e il corredo di inganni e miserie; “Cartesiana”, dal linguaggio moderno e diretto, che ci guida nel viaggio fantastico del percorso di redenzione di tre transessuali.
Al centro delle narrazioni, vite da ricomporre, quindi linguaggi da far rivivere:-“(…) nessuna parola già detta andrebbe abbandonata mai, in teatro. Nessun movimento, nessun gesto, nessun respiro, già vissuti, dovrebbero venir considerati finiti, de-finiti, esautorati. Morti.”, commenta Moscato nelle note di regia.
Il laboratorio si è svolto in dieci incontri che hanno visto protagonisti gli studenti di scenografia e di costume, con il supporto delle professoresse Pistilli e Marotta. Il laboratorio di scenografia virtuale è stato coordinato da Pasquale di Rese e i costumi hanno visto la supervisione di Marina Sciarelli.  Ci si è concentrati su modi nuovi di rendere i ritorni, continua Moscato: “ In una parola: ri-amarli. E, attraverso noi, sperare che anche il pubblico sia colto dallo stesso, medesimo, irresistibile ‘coup de foudre’".

Elena Palazzi  12/05/2022

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