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Roma: “Scomodi e Sconvenienti”, ossia “Fine inopportuna di una relazione sconveniente” che debutta al Teatro Spazio 18b di Roma in prima assoluta

Scritto da Emiliano Metalli per la regia di Orazio Rotolo Schifone, il testo teatrale riporta alla luce una vicenda di cronaca nera dimenticata; intima e insieme profondamente calata nella società italiana di inizio anni ’50, in precario equilibrio tra il conformismo imperante e il fascino emergente della Dolce Vita romana.
Il protagonista è Ermanno Randi, giovane attore il cui successo si legò, seppur per poco, al periodo aureo del cinema italiano: parte del corpo di ballo della compagnia di Anna Magnani, fu notato proprio da quest’ultima, e da lì introdotto al grande schermo. I Fuorilegge di Aldo Vergano e Lebbra Bianca di Enzo Trapani sono alcuni dei titoli a cui prese parte durante la sua breve parabola artistica.
Il drammatico epilogo della sua vicenda fu segnato dall’assassinio da parte del compagno, ed è proprio da qui che lo spettacolo prende avvio. All’epoca i giornali diffusero la notizia con toni degradanti nei confronti del mondo omosessuale a cui Randi apparteneva; così che il racconto benpensante da parte mediatica si mescola a quello di un terzo personaggio, amico dei due protagonisti e testimone della vicenda tragica. È dalla sua voce che emerge un sottobosco sociale contrapposto alla rigidità degli schemi borghesi; quello, cioè legato ai primi movimenti transgender de le Coccinelle.
Lo spettacolo, in scena dal 12 al 22 maggio al teatro Spazio 18b è patrocinato dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, lungi dall’operare una sterile speculazione di un evento tragico, vuole mettere in scena la scomodità di un mondo stretto tra le morse di una società giudicante dalla quale non siamo tutt’oggi così avulsi.
“Volevo giocare molto sulla relazione parallela, propria dei tre personaggi, tra il mondo interno, fatto di utopie, giochi e quotidianità e il mondo esterno, quello della società che lo aveva portato in alto, ormai nemica numero uno, quasi personificata, un buio condizionante all’interno del quale la luce dei tre brilla sempre più fioca, fino a soccombere” ha dichiarato il regista Orazio Rotolo Schifone.


Arianna Cerone 13/05/2022

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