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“Gli attori devono essere lungometristi”: l’incontro con Fabrizio Gifuni a Contaminazioni

Martedì 27 settembre al Festival Contaminazioni è intervenuto – per il ciclo di incontri con gli ex-allievi dell’Accademia - Fabrizio Gifuni. Attore teatrale e cinematografico, Gifuni ha condiviso la propria esperienza con gli allievi attori e registi dell’Istituzione: dalle ore passate nelle aule dell’Accademia, fino al successo e ai sacrifici fatti per raggiungerlo.
Gifuni si è rivolto ai ragazzi sottolineando che i risultati si vedono sulla lunga distanza e non bisogna preoccuparsi se le difficoltà e gli sforzi non producono risultati nell’immediato. Un discorso sincero, sentito, che ha instillato fiducia e stimolato impegno e perseveranza.
“Bisogna perdere molto poco tempo sulle cose che non ci interessano, concentrandoci su quelle che ci stanno a cuore e che ci piacciono. Da decenni c’è un grande mercato a cielo aperto. Il meccanismo dominante è quello del consumo. Il mondo del teatro e del cinema non fanno eccezione. Anzi c’è un problema più singolare: tutto il mondo dell’arte è sprofondato nello spazio del tempo libero. Come se ci fosse un tempo serio del consumo e dall’altra parte quello dello svago, in cui vedere lo spettacolino o la mostra.IncontroGifuni
Questo meccanismo si può scardinare solo internamente guardando subito in faccia la realtà, il resto non è così brutto come appare. C’è molto spazio per fare cose belle, quelle che abbiamo scelto di fare, in libertà. Noi siamo quello che facciamo. [...] Bisogna abituarsi ad avere lo sguardo lungo – insiste Gifuni - questo è un mestiere per lungometristi, per chi è in grado di costruirsi un percorso e portarlo avanti”.
Con lo sguardo attento al presente, invita a essere consapevoli dei cambiamenti:
“Siamo in un’epoca di transizione e se la stagione della grande regia italiana è tramontata, bisogna tener conto di cosa c’è. Gli attori hanno un ruolo fondamentale, a loro li si richiede una partecipazione maggiore e devono essere preparati a farlo”.
Ampio spazio al ricordo dei suoi maestri - Costa, Castri e Ronconi - i grandi con cui ha avuto la fortuna di avviare la carriera teatrale, sempre attento a carpire tutto ciò che poteva. Oggi ci sono altri maestri – continua Gifuni – e l’Accademia offre grandi opportunità di incontro soprattutto ora che ha rafforzato l’atteggiamento propositivo nei riguardi della sperimentazione.
Nonostante ammetta di non avere preferenze tra il lavoro sul palcoscenico e quello sul set, trapela nelle parole dell’attore il grande amore che ha per il teatro: “L’unica cosa che fa del teatro un’esperienza irripetibile e unica è l’incontro con dei corpi vivi. Il pubblico ti permette di comprendere in che direzione stai andando”.
La passione e la dedizione permettono di arrivare in alto, perché il lavoro, quando è vocazione, rappresenta uno slancio continuo per la piena realizzazione di se: ecco chi è Fabrizio Gifuni.

Federica Guzzon 03/10/2016

Foto: Riccardo Freda

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