Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

Il “Two, Geography” degli Any Other: il talento è una scienza esatta

Nov 18

Esistono rare persone a cui nella vita frega veramente solo una cosa. E lo si capisce perché quando fanno quella cosa che a loro frega il resto sparisce; non ci sono secondi fini o compromessi o “così è la vita”. Adele Nigro ha 24 anni e l'unica cosa che le frega è la musica. L'avevamo intuito quando, per puro caso, abbiamo ascoltato il suo disco d'esordio "Silently. Quietly. Going Away". Ma facendo gli umarell del suo secondo album e spiando per due anni tutte le mosse che l'hanno portata al fine lavori, ci siamo convinti che il suo progetto Any Other (assieme ad Erica Leonardi e Marco Giudici) rappresenti una delle realtà musicali più fresche e genuine in circolazione.
"Two, Geography" è una bellissima istantanea di una ragazza che sta faticosamente diventando donna. Perché si fa fatica a diventare grandi quando la voce nella tua testa ti dice «I am less than anyone». E se invece che ascoltare quella stessa voce AnyOther1che ti dice «Never show your weakness», ti spogli in una opentrack come "A Grade", allora significa che, per lo meno, hai capito che le lettere della parola crescere pendono dalla chioma di un baobab. Per lo stesso motivo risulta inevitabile il battesimo del fuoco di ogni storia d'amore -di merda (ndr) che si rispetti, alle quali, tra l'altro, è impossibile sottrarsi. "Walkthrough" è infatti una galoppata tra le fredde praterie d'oltremare, dove il folk metallico di una pennata bella piena fa da tappeto a un seducente gioco di piano e batteria. E se qui la voce di Adele Nigro è a briglia sciolta nel mezzo dei suoi ricordi più amari, in "Stay Hydrated!" tace, dando spazio a un intermezzo pizzicato unicamente strumentale.
"Traveling hard", giocata tra percussioni, chitarra e voce (più fiati sul finale), trascina nel suo irresistibile fare jazz lasciando addosso una voglia di muoversi un po' sbarazzina.
Un altro amore, un'altra fatica: "Mother Groose" è quel ragazzo/a che ci fa capire che «I gotta love myself, regardless of anybody else/ My happiness must not depend on anybody else». Che tanto poco importa capirlo veramente, perché è nella scanzonata tastiera di "Capricorn No" che intuiamo di esserci ricascati con tanto di scarpe: una track che tiene in bocca un gusto deciso d'America e taglia il buonumore con la leggerezza spietata di un testo amaro e maledettamente vero.
"Two, Geography" afferma una novità potente in termini di stile e avanguardie: il modo di fare propri, legare insieme e rinnovare elementi del free jazz, del rock e del folk è un'operazione che raramente ha una riuscita così convincente. E per non farsi mancare proprio nulla, Adele Nigro ha posto, in maniera spontanea, una questione seria e urgente: quando una donna lavora (tanto più nel mondo dell'arte) non è necessario che sia, allo stesso tempo, seducente. Con naturalezza e indipendenza sta dimostrando, senza spot idioti e manifesti, cosa voglia dire difendere veramente una parità.
«Today I'm faithful to this mind and to this body
'Cause I don't care for good impressions»

Elena Pelloni 18/11/2018

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Colori e sapori

Recensito su Twitter

#musica @danielecelona in #abissitascabili: un album/fumetto per i supereroi del nuovo millennio Giorgia Groccia https://t.co/FRbaVw7KVO

Digital COM