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Tra le pieghe del jazz: Bobby McFerrin e Ravi Coltrane nella prima serata di Pescara Jazz

Lug 27

Bobby McFerrin non ha nessuna scaletta, né una partitura, ma la compone lui dal vivo con la sua voce. Sale sul palco si siede e con un’estrema calma e delicatezza inizia a cantare come lui solo sa fare.
Così comincia Pescara Jazz, che quest’anno insieme al Festival del nuovo circo, Funambolika, fa parte del Pescara International Arts Festival, che nella serata inaugurale, il 10 luglio, aveva già visto sul palco un mito della musica, Burt Bacharach.
Il Festival vanta una grande storia alle spalle (la prima edizione infatti risale al lontano 1969) e ieri sera la manifestazione e il pubblico pescarese hanno reso omaggio a questa tradizione musicale della città.
Bobby McFerrin è attesissimo dagli spettatori, tra i quali molti giovani, che lo accolgono subito con un calorosissimo applauso. Del resto a McFerrin piace molto il pubblico: i suoi concerti cono tutti basati sull’improvvisazione e con gli spettatori instaura un dialogo musicale. L’autore della fortunatissima canzone “Don’t worry Be happy” (che però non ci concede dal vivo), da vero direttore d’orchestra, conduce i suoi eccezionali musicisti, un pianista, un percussionista e un violoncellista, in duetti improvvisati con la sua voce, che si fa strumento e allo stesso tempo guida. Così il pubblico viene rapito dai suoi vocalismi e Bobby McFerrin ne fa un vero e proprio coro.
Il concerto si trasforma in un’esperienza in divenire di suoni, o meglio di rumori, e della loro capacità di trasformarsi in melodie ed evocare sensazioni di grazia, in perfetta concordanza con lo spirito di McFerrin, che lascia nell’aria un clima di gioia e benessere.
La serata prosegue con Ravi Coltrane Guitar Quartet, composto dal bravissimo sassofonista Ravi, figlio del leggendario John Coltrane, e da tre eccezionali jazzisti: Adam Rogers alla chitarra, Scott Colley al contrabbasso e dal batterista Nate Smith, che formidabile e instancabile ci regala sul finale un meraviglioso assolo. Dotati di una fortissima complicità, Ravi Coltrane e i suoi musicisti raggiungono sul palcoscenico la sintesi della sperimentazione tra suono e tecnica, creando una musica ricca di virtuosismi e allo stesso tempo piacevole all’ascolto.
Un evento che fa tuffare lo spettatore nel mondo del jazz, conducendolo in un cammino attraverso le sue diverse pieghe.
Il Festival prosegue questa sera con un omaggio a Billie Holiday e Frank Sinatra per il centenario della loro nascita: sul palcoscenico Cassandra Wilson, ritenuta la più grande cantante jazz vivente, e Robert Davi, attore e cantante conosciuto come “cattivo del cinema”.
 
Silvia Mergiotti 18/07/2015

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