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Roma: la IUC rende omaggio a Claude Debussy nel centenario della scomparsa

Gen 08

Nel centenario della scomparsa di Claude Debussy, la IUC è la prima a Roma a rendere omaggio al compositore francese, con il concerto della pianista Ilia Kim, sabato prossimo alle 17.30 nell’Aula Magna dell'Università "La Sapienza”.
Il concerto - intitolato “Debussy preraffaellita, impressionista, simbolista, astrattista” - documenterà le varie fasi della parabola artistica del compositore che ha segnato il passaggio dall’Ottocento al novecento. Infatti le musiche in programma abbracciano l’intero arco dell’attività di Debussy, dai giovanili Arabesques (1888-1891) e Claire de lune (1890) ai Préludes (1908) e alle Ètudes (1915).
Ilia Kim è nata in Corea, ha studiato in patria, Germania Austria e Italia e dal 1998 risiede in Italia. Dopo essere stata premiata in vari concorsi internazionali, ha iniziato una carriera concertistica che l’ha portata a suonare in Germania, Stati Uniti, Austria, Francia, Svezia, Finlandia, Olanda, Romania, Croazia, Polonia, Portogallo, Messico, Brasile, Italia e Cina, sia in recital solistici che con importanti orchestre internazionali.
Il concerto sarà introdotto da Piero Rattalino. Come egli dice, «il centenario della morte di Debussy capita in un momento in cui la sua figura è al centro degli interessi della critica e in cui si vede in lui uno degli artisti che rappresentano il punto di svolta fra due grandi epoche della storia della musica, il romanticismo dell'Ottocento e la modernità del Novecento. Al momento della sua prima affermazione Debussy venne visto come impressionista, come l'equivalente in musica dell'impressionismo pittorico. Era una collocazione pressoché inevitabile ma che, dati i suoi rapporti con i poeti simbolisti Mallarmé e Maeterlinck, gli stava stretta, tanto che più tardi si cominciò a parlare di lui come simbolista. E l'appartenenza al simbolismo è sicuramente quella che meglio definisce, in senso generale, l'arte di Debussy. Ma Debussy aveva composto il suo primo capolavoro, la cantata La Damoiselle élue, su testo di Dante Gabriele Rossetti, esponente tra i maggiori dei preraffaelliti, e le sue ultime creazioni erano state contemporanee, nel tempo e nello spirito, della nascita dell'astrattismo a opera di Mondrian. Nella sua produzione per pianoforte si trovano i segni della sua evoluzione e attraverso di essa si possono dunque ripercorrere sinteticamente i diversi momenti della sua poetica, della sua poetica non solo di artista ma, si potrebbe dire, di "traghettatore" della musica, in parallelo con il passaggio di tutte le arti dall'Ottocento al Novecento».

Davide Antonio Bellalba  08/01/2018

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