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Roma: Elisabetta Antonini all’Auditorium Parco della Musica di Roma presenta il nuovo album “The Beat Goes On”

Gen 13

La cantante Elisabetta Antonini presenta all’Auditorium Parco della Musica di Roma per la prima volta il suo nuovo album “The Beat Goes On”, un tributo alla Beat Generation.

Premiata il 1 gennaio a Orvieto, in occasione di Umbria Jazz Winter, come Miglior Nuovo Talento al Top Jazz 2014, Elisabetta Antonini è accompagnata sul palco dal sassofonista Francesco Bearzatti, dal pianista Luca Mannutza, dal contrabbassista Paolino Dalla Porta e dal batterista Marcello Di Leonardo.

The Beat Goes On è un omaggio alla Beat Generation, il movimento poetico e letterario che si è sviluppato negli Stati Uniti a partire dagli anni ’50 e che vede in Jack Kerouac, Allen Ginsberg, William Burroughs, Gregory Corso, Lawrence Ferlinghetti, i suoi autori di riferimento.

Il progetto di Elisabetta Antonini racconta e ripercorre musicalmente gli scenari e i sogni di questa generazione di visionari. E’ un “concept album” interamente pensato sulle voci e le parole dei poeti beat, e presenta un materiale musicale vario e originale che passa dal jazz di Monk al folk di Bob Dylan, dove trovano spazio sonorità elettroniche e sintetiche, composizioni dai chiari tratti melodici, alcuni jazz tunes di energico bebop e momenti di improvvisazione collettiva di ampio respiro e ricchi di lirismo.

I brani, per la maggior parte originali e tutti scritti da Elisabetta Antonini, prendendo spunto e commentando i temi del viaggio, degli stati allucinatori e dell’estasi, della contemplazione mistica e dell’amore cosmico, del rifiuto delle convenzioni, della chiaroveggenza poetica, dell’esaltazione procurata dal jazz e dei jazzisti come espressione di autenticità e libertà, utilizzano i testi e le voci di Kerouac, Ginsberg, Burroughs e Corso che, brano dopo brano, diventano i veri protagonisti del progetto nel loro dialogo creativo e singolare col materiale sonoro.

I “beat”, studenti universitari, poeti e scrittori, avidi di cultura e di esperienze, dediti a incessanti speculazioni filosofiche e al misticismo indotto da droghe e alcol, coltivavano il mito del viaggio, della vita sulla strada come scoperta di se stessi, professavano il sesso libero da pregiudizi e il valore dell’autenticità, dei diritti umani e della coscienza collettiva. Hanno lasciato pagine di prosa e poesia sconcertanti e controverse, spesso censurate, contribuendo enormemente alla rivoluzione culturale avvenuta nel mondo negli anni ’60 e ispirando così  generazioni di artisti e musicisti di allora e di oggi.

 

(Davide A. Bellalba)

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