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A Visioninmusica l'atmosfera retró del nuovo album di Oren Lavie

Feb 27

Dopo aver ospitato negli anni artisti del calibro di Trilok Gurtu, Stefano Bollani, Fabrizio Bosso, The Aristocrats e il Trio Bobo (per citarne solo alcuni), l’Associazione Visioninmusica di Terni torna anche quest’anno con una stagione concertistica d’eccellenza, che spicca nel panorama musicale del centro Italia grazie a eventi di altissimo livello.
È proprio sul palcoscenico di Visioninmusica 2018 che l’artista israeliano Oren Lavie ha deciso di presentare in prima assoluta il suo nuovo album “Bedroom Crimes”. Muovendo i primi passi come compositore di colonne sonore, Lavie si è trovato cantautore quasi per caso con “Her Morning Elegance”, canzone che gli è valsa una nomination ai Grammy nel 2009. Il lungo periodo che è intercorso tra il primo album “The Opposite Of The Sea” e il nuovo “Bedroom Crimes” è frutto di una scelta ben precisa, nata dalla consapevolezza dei propri limiti come cantante e dalla volontà di coltivare altre attitudini artistiche (libri per bambini e opere teatrali). Non abbandona però le atmosfere dell’esordio, che spaziano dal folk al pop al jazz, contaminate Oren Lavieda orchestrazioni neoclassiche che conferiscono uno stile retrò che si discosta nettamente da quello del cantautorato contemporaneo. Con la sua voce calda e profonda, che non spicca sicuramente per estensione ma che risulta delicata, quasi vibrante, Oren Lavie attraverso le note del suo pianoforte ci conduce in un viaggio sui “crimini della camera da letto” evocati dal titolo.
Non sono storie raccapriccianti o licenziose, come si potrebbe immaginare, ma racconti che girano intorno a quel luogo nel quale si consumano passioni e tradimenti, dove si nasce, si ama e si muore. Quasi un concept album, quindi, che il cantautore israeliano ha iniziato a scrivere due anni fa dopo una relazione che è stata per lui un crimine a livello emozionale. «Ogni relazione è potenzialmente un crimine, la città è piena di potenziali criminali» così introduce il primo pezzo “Did You Really Say No”. Prosegue poi con “Second Hand Lovers”, “Undress me please” e “Breathing Fine” per poi regalare al pubblico una delicata cover di “Life on Mars” di David Bowie.
Dopo aver esplorato le altre canzoni di “Bedroom Crimes”, come la più leggiadra “Passion Song” o “Autopsy Report”, che crea un’atmosfera noir senza mai perdere l’inflessione romantica, il concerto non poteva che terminare con “Her Morning Elegance”, canzone che lo ha portato alla ribalta. Il pop di Oren Lavie è demodè, lievemente aristocratico e non si lascia contaminare dal rock ma anzi è spesso più affascinato da finezze classicheggianti che gli conferiscono un’eleganza senza tempo. Un po’ Leonard Cohen, un po’ David Sylvian, sicuramente vicino a Sergio Cammariere, Lavie riesce a creare, grazie ad una vocalità profonda e intensa, un’atmosfera intima e confidenziale che è esaltata da un perfetto accompagnamento musicale, quello di Maor Wiesel alla chitarra elettrica e Amir Sadot alle tastiere e contrabbasso.

Giorgia Sdei 27/02/2018

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