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Due cantautori per la conclusione di Non è mica…la Ribalta! La musica di Mariani e Maraja conquista il Mongiovino

Apr 23

ROMA - Venerdì 12 aprile il Teatro Mongiovino ha aperto le porte per l’ultima serata di Non è mica…la Ribalta!, la rassegna musicale, organizzata dall’etichetta Non è mica Dischi, che ha visto salire sul palco del piccolo teatro alla Garbatella numerosi cantautori del panorama italiano. Un’occasione per riportare la musica a teatro e con essa forti emozioni e sensazioni, nonché la grande esperienza degli artisti che hanno arricchito questa prima collaborazione fra la neo etichetta discografica, la famiglia Accettella e il loro teatro delle marionette.

La piovosa serata primaverile è stata rischiarata dall’atmosfera sognante che si respirava sul palco. Un’atmosfera dolce e a tratti fortemente emotiva, resa possibile dalla collaborazione fra due grandi artisti che hanno condiviso note, strumenti, parole e emozioni. Astroautori Asincroni nasce dall’incontro fra Luigi Mariano, cantautore salentino, e Nico Maraja, artista lombardo, che, giocando con i nomi dei loro album e mossi dal desiderio di arricchire la propria esperienza con una collaborazione, hanno concesso al pubblico in sala uno spettacolo unico e irripetibile. In apertura della serata, come sempre, spazio ai giovani esordienti con la performance di Giuliano Negro, concorrente della prima edizione del concorso Non è mica da questi particolari che si giudica un Cantautore.

MarianoAsincrono1Sul palco molti strumenti e l’incontro di sound simili ma allo stesso tempo asincroni, come il titolo della serata stessa vuole ricordare. Una batteria, un pianoforte elettrico, un basso, una chitarra, una fisarmonica e qualche leggio, posto a sorreggere spartiti ma anche stralci di pensieri e racconti scritti dai due cantautori, dimostrazione della completezza della loro formazione artistica. Sono molte, di fatto, le cose che accomunano Mariano e Maraja, dalla scrittura alla passione per la bici, spesso narrata nelle loro parole scritte, cantate, o addirittura raccolte (nel caso di Maraja) in un libro dal titolo Cicloavventure. La decisione di suonare assieme nasce proprio da queste somiglianze e dalla stima reciproca che li contraddistingue, percepibile sul palco dove i due artisti si sono alternati, concedendosi ogni tanto qualche momento di complicità. Assieme a loro, inoltre, si sono esibiti tre professionisti del mestiere, che hanno accompagnato gli arrangiamenti delle varie canzoni eseguite: Simone Massimi (basso), Edoardo Petretti (pianoforte e fisarmonica) e Fabrizio Rota (batteria).
La scaletta del concerto ha visto numerose canzoni di entrambi i cantautori che hanno spesso introdotto i brani dell’altro con proprie letture, pensieri in libertà ed estratti di qualche poesia, spesso intimi, introspettivi e a tratti emozionanti. In apertura e chiusura la scelta di suonare un pezzo assieme, rispettivamente Bartali di Paolo Conte e Questo tempo che ho di Mariano. Un modo per inaugurare e concludere una serata ricca di melodie energiche ma anche malinconiche. La serata è proseguita così, in un alternarsi sul palco dei musicisti che hanno sapientemente gestito i propri tempi e le proprie canzoni in modo da accompagnare tutto il teatro in un viaggio fra i ricordi e le personali esperienze vissute, sfruttando un grande repertorio accumulato in tutti questi anni dedicati alla musica. Luigi Mariano si concede qualche brano del suo primo album Asincrono del 2010 ma si concentra maggiormente sull’ultimo lavoro in studio del 2016 Canzoni all’angolo, del quale fanno parte tracce come Mille bombe atomiche e la toccante Come orbite che cambiano, subito spese all’inizio della serata per permettere al pubblico di calarsi in un contesto poetico capace di risvegliare un malinconico sorriso. Nico Maraja rievoca dal suo primo lavoro del 2012 Diana il personaggio narrato nel brano Il Ratto, con la sua irriverenza e la sua potente dichiarazione «Io sono libero, non pratico, non medito, non cerco verità. Io non mi limito, non milito, non recito, non faccio pianobar». Molti sono invece le tracce estratte dall’album Astroautori del 2016, sapientemente inserite nei giusti momenti della serata, da Le stelle a Leopardi, per giungere alla toccante confessione intima raccontata in La notte poi, eseguita da un visibilmente emozionato Maraja. Spazio anche ad altri brani, alcuni dei quali ironici e comici come Bicicletta a motore, con i quali il pubblico si diverte e viene a più riprese chiamato in causa dai musicisti. MarajaAstrautore1
Una serata intrisa di poesia, di parole e di musica. Una performance artistica di livello, capace di mostrare come il teatro possa davvero tornare a essere un luogo di concerti, di spettacoli musicali e di divulgazione culturale.

In apertura si è esibito Giuliano Negro, che ha aperto il concerto a Mariano e Maraja con forza e personalità. Solo sul palco ha eseguito alcuni brani appartenenti al suo passato musicale, quando suonava nella band Negroserio, e altri lavori appartenenti invece al presente, che lo vede impugnare con sicurezza la sua chitarra acustica in un progetto solista. Una chitarra, quella di Giuliano Negro, capace di racchiudere centinaia di sound differenti, grazie a un vasto set di effetti che organizza con cura, fra loop station e distorsori. Concorrente del concorso Non è mica da questi particolari che si giudica un Cantautore, il musicista napoletano porta a teatro alcuni brani che anticipano l’uscita del suo prossimo album, accolti calorosamente dal pubblico che si è lasciato trasportare dalla sua simpatia e dal suo talento.

Una serata, dunque, per non dimenticare che il nostro è un paese di cantautori, che sono la nostra ricchezza e la nostra arte. L’iniziativa Non è mica…la Ribalta! vuole ricordarcelo, aprendo i teatri alla musica e permettendo dunque la diffusione di un patrimonio che rischiamo di dimenticare dietro un sipario, fra polvere e strumenti scordati.

Lorenzo Bartolini 20-4-2019

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