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Musicultura 2015, da Turkish Cafè a Talarico: gli otto finalisti

Lug 27

Musicultura è uno dei pochi appuntamenti radiofonico-televisivi fissi del panorama musicale italiano, e si pone l'obiettivo di mettere sotto i riflettori di pubblico e critica la nuova musica popolare, dando però il giusto peso alla poesia e alla parola, soprattutto quella proveniente da voci e menti che si trovano al di fuori dei canali discografici più rilevanti.
Ecco gli otto finalisti dell'edizione 2015:
Turkish Cafè. Un contrabbasso, una batteria e l'incantevole voce di Veronica Punzo. Il gruppo nato nel 2008 è di recente arrivato tra i finalisti di Area Sanremo. È in finale con "L'amore cade addosso", un tracciato melodico avvolgente che incornicia un testo vivace.
Davide Di Rosolini. Originario di Modica, ha all'attivo ben sei album. Il brano con cui arriva in finale è "Che fine ha fatto la poesia": una domanda figlia del nostro tempo che trova risposte ironiche e disilluse, un pezzo da teatro-canzone che ricorda vagamente lo stile di Dario Brunori.
Artù. Concorrente già nel 2011 (si fermò in semifinale), ha aperto in passato i concerti di Mannarino, Brunori SAS e Niccolò Fabi. Con "La vecchia ha un dente di bronzo che a me sembra bianco perché sono sbronzo" si colloca a metà tra linguaggio ermetico e realistico, funzionale alla descrizione di problemi sociali ed esistenziali.
Chiara Dello Iacovo. Motivatissima la 19enne di Asti, reduce dalla vittoria nella categoria cantautori del Tour Music Fest e dalla finale del "Premio De André" nel 2014. La sua "Soldatino" descrive, con una melodia piena e una voce squillante, i problemi del passaggio all'età adulta e l'improvvisa comparsa delle responsabilità.
Gianmarco Dottori. Nel 2008 si propone a Sanremo con "Faccio a pezzi il mondo"; nel 2010 apre il concerto di Ligabue all'Olimpico e nel 2014 duetta con Ed Sheeran e Noemi nella fase finale di The Voice of Italy. Il ritornello della sua "Dannata felicità" ricorda gli anni d'oro della canzone sanremese; in mezzo, l'amore urlato tra speranza, rabbia e romanesco.
Paolo Russo. Cantautore eclettico di origini siciliane, si è aggiudicato il primo premio al Lennon Festival nel 2012. Arriva in finale con "U friscu", pezzo brioso, dal ritmo serrato e scandito dal piano, che mescola elementi popolari, dialetto e denuncia sociale.
Flo. Vincitrice lo scorso anno con "D'amore e di altre cose irreversibili", deve la sua particolarità alla collaborazione con esponenti della world music, del jazz e del teatro d'avanguardia. Con la sua possente vocalità riflette, in "Ad ogni femmina un marito", sulla libertà femminile.
Ivan Talarico. Cantautore, attore e drammaturgo, nel 2014 pubblica il suo primo libro di poesie, "Ogni giorni di felicità è una poesia che muore". "Carote d'amore" si colloca nella sperimentazione, è un'acrobazia linguistica che parla d'amore tra ironia e disincanto.
In palio per gli otto finalisti c'è il primo premio assoluto UBI Banca Popolare di Ancona, del valore di 20.000 euro. Nel corso delle tre serate, inoltre, saranno assegnati: il Premio "Sapore di Mare" di 7500 euro, la Targa della Critica di 3000 euro e tre premi di 2000 euro per il miglior testo, la migliore musica e la migliore interpretazione.

Daniele Sidonio 18/06/2015

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