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Milano: tempo di Mozart all’Auditorium con Davide Cabassi

Feb 20

Programma variegato quello del 20 e 22 febbraio all’Audotorium di Milano, con Mozart e Bartok. LaVerdi diretta da Gaetano d’Espinosa, propone il “Concerto per pianoforte e orchestra n.20” di Mozart, che vede il ritorno del pianista Davide Cabassi e la “Sinfonia n.1 in Mi bemolle maggiore K. 16”, opera di Mozart ancora bambino e “Il castello del duca Barbablu'”, opera lirica di Bela Bartók, in un solo atto eseguita in forma di concerto. Mozart finì di comporre il "Concerto per pianoforte e orchestra n. 20 in re minore K 466" il 10 febbraio 1785. Il giorno successivo lo eseguì come solista a Vienna. Al concerto partecipò anche il padre Leopold, appositamente venuto da Salisburgo.

Si tratta di una sorta di un’opera di ispirazione preromantica. L’importanza nella storia della musica di questa composizione è smisurato. La sua influenza, evidente in alcune opere di altri grandi maestri, attraversa tutto l' Ottocento e si estende sino ad oggi. Ancora oggi il K 466 e' il Concerto più eseguito, assieme al K 488, tra i 25 concerti per pianoforte di Mozart. Fu il concerto preferito da Beethoven, che ne scrisse una cadenza che viene a tutt’oggi eseguita da gran parte degli interpreti non avendo Mozart lasciato una propria cadenza, in quanto il concerto non era stato scritto per altri, ma per le proprie esecuzioni.

La prima sinfonia in assoluto scritta da Mozart a soli otto anni è un vero prodigio: in essa infatti emergono quelli che saranno le trovate geniali del Maestro di Salisburgo. La seconda parte del concerto è occupata dall’atto unico di Bartók dove protagonisti sono il basso Krisztián Cser e il mezzosoprano Dshamilija Kaiser. Bartók completò la sua unica opera lirica nel 1911 all’età di trent’anni. Il castello del duca Barbablu' è basato su un testo dello scrittore e poeta ungherese Be'la Bala'zs (1884-1949). Iter travagliato quello di questo pezzo: inizialmente sottoposta ad una commissione artistica, l’opera venne bocciata. Nonostante ciè venne messa in scena all’Opera Nazionale di Budapest nel 1918, ottenendo un grande successo. Poiché le idee politiche del librettista Bala'zs rappresentavano una deviazione per il governo ungherese, le autorità diedero l’ordine che il suo nome venisse eliminato nelle successive rappresentazioni. Ma Bartók rifiutò. Nel 1918 ritirò l’opera e Budapest dovette attendere ben 20 annii prima di assistere a un’altra messa in scena del Castello del duca Barbablu'. Anche all’estero si ebbero poche rappresentazioni: la colpa di solito veniva attribuita alla trama, giudicata piuttosto statica e praticamente priva di azione scenica. Un concerto nel complesso sobrio.

 

(Adele Labbate)

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