Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 615

Print this page

Milano: all’Auditorium una prima assoluta perla Suite da Concerto di Roberto Polastri

Mar 20

Tris di assi questa settimana all’Auditorium di Milano. LaVerdi infatti ci ragala un’esecuzione sempre brillante, di tre astri della musica: Mozart, Schubert e Debussy. A questo aggiungiamo il talento del pianista spagnolo Ivan Martin, solista nel Concerto n. 27 in Si bemolle maggiore e orchestra K. 595, e l’esecuzione in prima assoluta di  Pelle'as et Me'lisande Suite da Concerto di Roberto Polastri basata sulle suites di Erich Leinsdorf e Claudio Abbado. A dirigere l’intero concerto sarà proprio la bacchetta di Roberto Polastri. Concludono il programma “Tre Danze Tedesche” di Mozart e “Cinque Danze” di Schubert-Maderna. Mozart riporta nel catalogo manoscritto delle sue opere di avere terminato la composizione del “concerto per pianoforte e orchestra n. 27 in Si bemolle maggiore K 595” il 5 gennaio 1791, ma alcuni studiosi pensano che sia stato scritto tra il 1787 e il 1788. L'opera fu eseguita a Vienna, il 4 marzo dello stesso anno, e quindi ben due mesi dopo averla terminata, nel corso di una serata dedicata al clarinettista Joseph Baehr. Ciò non era nello stile di Mozart, il cui lavoro veniva portato a termine poco prima di essere eseguito in pubblico. Questo episodio ha dato spazio a due possibili interpretazioni: la prima che non avesse alcun committente e che il concerto fosse stato scritto per poterlo usare in una accademia; la seconda che il concerto fosse stato richiesto da un allievo. Ad comprovare questa teoria anche la difficoltà tecnica limitata, in quanto i concerti di Mozart scritti per "uso personale" sono difficili, e la presenza di cadenze scritte (cosa strana, perché era uso improvvisarle). La melodia suona a volte serena, a volte rassegnata e invade tutti e tre i movimenti della composizione, donando all’insieme un qualcosa di originale e senza eguali. Un concerto nel complesso gradevole e ben strutturato.

 

(Adele Labbate)