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Milano: all’Auditorium laVerdi compie un’impresa titanica regalando una straordinaria e potente esecuzione della Sinfonia N. 1 di Mahler

Apr 12

Un’impresa titanica, così potremmo definire la straordinaria, potente, precisa e coinvolgente esecuzione, che LaVerdi ci ha regalato nel pomeriggio domenicale, con la Sinfonia n. 1 in Re Maggiore di Gustav Mahler. Durata della composizione, circa un’ora, aggiungiamo noi, mozzafiato.

Lunghissimi, fortissimi e calorosi, gli applausi di un Auditorium gremito. Standing ovation anche alla fine della prima parte del programma, dove una Verdi numerosa, era sinceramente commossa per l’affetto tributatole dal pubblico. Orgoglioso il direttore Jader Bignamini, che ha guidato un’orchestra in pieno stato di grazia. LaVerdi prosegue il ciclo delle dieci Sinfonie di Mahler, iniziato la scorsa stagione, con la “Sinfonia n. 1 in Re maggiore Il Titano”, accostata alla “Quinta Sinfonia” di Beethoven nella seconda parte del concerto. Questa come le altre sinfonie di Mahler è grandiosa. Mahler approda al sinfonismo dopo aver raggiunto una notevole fama come direttore d’orchestra.

La prima esecuzione della “Sinfonia n. 1”, il 20 novembre 1889, sotto la guida del compositore, ha luogo a Budapest, dove Mahler dal 1888 ricopre il ruolo di Direttore musicale. Il titolo “Titano”, con riferimento all’omonimo romanzo dello scrittore tedesco Jean Paul, risale alla prima versione che comprendeva ancora come secondo movimento l’Andante “Blumine”, eliminato da Mahler stesso. La musica, che riproduce il linguaggio fiabesco e l’eccesso di immagini poetiche del testo letterario, ha fatto in modo che il titolo venga riportato ancora oggi sulla maggior parte dei programmi. Dominante il mix del lavoro sinfonico con elementi del lied: il tema del primo movimento, infatti, riprende il lied “Ging heut’ morgen übers Feld”, dalla raccolta dei “Lieder eines fahrenden Gesellen” composta negli anni precedenti. Altra storia quella della Quinta Sinfonia di Beethoven. La sua composizione terminò nel 1808, dopo essere stata iniziata come abbozzo fin dal 1795 e più volte interrotta dall’autore impegnato in altre partiture.

Gli elementi innovativi dell’opera appaiono in modo particolare nel 1°movimento, per l’arguzia di costruire da un’unica figura (il famoso motivo di quattro note) un grande movimento sinfonico. La denominazione di “Sinfonia del Destino” attribuito alla quinta pare nasca da una frase di Beethoven: “..il destino che batte alle porte..” La composizione insieme ad altre dello stesso autore fu eseguita per la prima volta il 22 dicembre 1808 al Teatro An der Wien. Goethe la ascoltò nel 1830 e commento così: “E’ enorme, è assolutamente folle! Ci sarebbe da temere che la sala crolli!”.

Pietra miliare del repertorio ed icona rappresentativa del sinfonismo ottocentesco, la Quinta raffigura un ardito esame per ogni orchestra che si rispetti. Il concerto è stato stupefacente, è ovvio che la prima parte con Mahler oscura anche una “Quinta” di Beethoven ben eseguita. Questo concerto ad ogni modo è indubbiamente uno dei migliori della stagione 2014-2015. Una Verdi semplicemente magnifica e lo stesso dicasi per il suo “titano” Jader Bignamini.

 

(Adele Labbate)

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