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Metti una sera a un concerto pop: i “The Kolors” all’Auditorium

Lug 27

Per “Luglio Suona Bene”, la Cavea del Parco della Musica ospita i vincitori di “Amici 2015”.
Le prossime date:
14 Luglio – Porto Antico, Genova; 15 luglio – Estathé Market Sound, Milano; 18 Luglio – Arena del Mare, Salerno; 19 luglio – Magic World, Giugliano (NA); 22 luglio – Anfiteatro Fonte Mazzola, Peccioli (PI); 25 luglio – Piazza Garibaldi, Cervia (RA); 5 agosto – Piazza Carli, Asiago (VI), 13 agosto – Villa Bertelli, Forte Dei Marmi (LU); 14 agosto – Arena Incisa della Rocchetta, Bolgheri (LI); 17 agosto – Parco Archeologico, Capo Colonna (KR); 30 agosto – Fossato Del Castello, Barletta (BA); 10 settembre – Piazza Duomo, Prato; 12 settembre – Piazzale Melli, Langhirano (PR)


Negli ultimi mesi, sulle ali del consenso da televoto, i The Kolors hanno compiuto la loro irruzione mediatica: dalla Tv della regina De Filippi alle pagine dei quotidiani, tutti a dibattere se il talento di Antonio Fiordispino (Stash), Alex Fiordispino e Daniele Mona sia qualcosa di “nuovo” o il solito prodotto a scadenza dell’industria dei talent-show.
Posto che sarà il tempo ad emettere l’ardua sentenza, un’idea del potenziale artistico di questa band di giovani ciuffuti si può avere,in particolare dopo il battesimo del fuoco consumatosi ieri nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica.
Era facile prevedere il tutto esaurito: teen-ager con gli ormoni in subbuglio e genitori post-moderni, bimbi e nonni, addetti ai lavori e spettatori per caso, tutti travolti dall’inaspettata potenza musicale dei ragazzi campani.
Le due ore di concerto sono state una vera manifestazione di forza: c’era chi diceva che il frontman Stash non avesse le carte in regola per sostenere un live; c’era chi lo accusava di steccare e cantare in playback; c’erano pure i “radical-choc” che rifiutano a priori i fenomeni da schermo piatto, sentenziando dal pulpito di facebook, salvo poi nascondersi la sera nella più becera discoteca di periferia.
Poco male, i “The Kolors”, per ora confermano le buone impressioni. A parte il successo discografico ottenuto sulla scia dello share, il trio funziona perché, di fatto, sono tre musicisti che hanno studiato: Stash padroneggia chitarra (un sound che, di brano in brano, diventa funky, rock, blues, riconoscibile grazie tanto al tocco misurato, quanto all’intramontabile Fender Stratocaster), synth, pianoforte, basso (nell’esecuzione della cover di Radio ga-ga dei Queen) ed effetti vocali; il fratellino picchia sulla batteria come non ci fosse un domani e Daniele Mona ai “gingilli elettronici” riempe di effetto ogni esecuzione. La caratura potenzialmente internazionale (non solo per l’inglese dei testi) completa il quadro, insieme a momenti di bilanciamento-ballade, con brani come “Me minus you” eseguita con il maestro Pino Perris e “deviazioni” come la cover di “ Il mondo” di Jimmy Fontana, che resuscita nell’elettrosound della band.
Dunque ben vengano le sonorità elettro-rock-funky, benvenga la pop-potenza che defibrilla le orecchie di chi si sfinisce con le lagne d’amore dall’accento salentino (sempre “Made in De Filippi’s Factory”), benvenga la speranza di esportazione internazionale e, per una sera almeno, prendiamoci un rischio: i “The Kolors” sono forti, devono crescere e possono durare.
Così tra bis e cori d’ormone (quel “Sei bellissimo” urlato dalle tribune dalle tante ragazzette fuori controllo), richieste fuori tema (qualche mamma urla “facci Renato Zero”) e dopo ben venti brani, la serata è trascorsa e, anche i meno avvezzi, forse, sono più convinti.

Adriano Sgobba 12/07/2015

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