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Le poesie in musica di Niccolò Fabi incantano il pubblico pugliese

Lug 27

“L'argento si beve, l'oro si aspetta”. Recita così un verso della canzone “Il negozio di antiquariato” di Niccolò Fabi. Così come si aspettano le 22:00 (l'inizio del concerto era previsto per 21:30) per l'avvio del concerto del cantautore romano organizzato, il 27 giugno, in occasione del Ciclocus, percorsi cicloturistici e musicali in Valle d'Itria.
Nella suggestiva Masseria Ferragnano di Locorotondo, Niccolò Fabi e la GnuQuartet, eclettico quartetto d’archi che ama De Andrè, i Beatles, Debussy, Nyman, il jazz, ha incantato il suo pubblico ripercorrendo la sua carriera musicale.
Dopo un anno straordinario di condivisione del palco con Daniele Silvestri e Max Gazzè, Niccolò Fabi si riappropria del suo pubblico, impegnandosi in alcuni appuntamenti da solista, presentando brani nuovi e arrangiamenti diversi, momenti acustici e grandi classici.
La serata si apre con la straordinaria “Oriente” per proseguire fra un cambio di chitarra e un passaggio alla tastiera con “Una buona idea” e “Il negozio di antiquariato”; non potevano mancare alcune delle canzoni che fanno parte de “Il padrone della festa”: “Canzone di Anna” e la meravigliosa “L'amore non esiste”. Per il gran finale non poteva che regalare alcune sue perle musicali come “Vento d'estate”, “Lontano da me” e “Lasciarsi un giorno a Roma” per poi concludere, per il gran finale con un omaggio a Ivano Fossati con “Lindbergh”, una delle più belle canzoni scritte sul viaggio.
Non un semplice concerto quello di Niccolò Fabi ma un viaggio nella parte più profonda di ognuno di noi, in quella più nascosta che viene esplorata e analizzata quasi come se si fosse a una seduta da uno psicologo. Attraverso le sue canzoni e la sua musica, il cantautore conduce il pubblico in angoli sconosciuti, non abituali, in quelli più desiderati e mai visitati. 
Le sue poesie in musica sembrano punzecchiare le corde del cuore e innescare un'esplosione di sentimenti in chi le ascolta, anche senza conoscerle tutte perfettamente.
E alla fine del concerto torni a casa con qualcosa di diverso, come è giusto che sia dopo ogni concerto, con un nuovo modo di vedere gli altri e te stesso.

Krizia Ricupero 28/06/2015

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