Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

L’Orchestra di Piazza Vittorio reinventa “Carmen” in un tripudio tra richiami barocchi, danze gitane e suoni multietnici

Ott 28

“Sulla piazza ognuno passa / ognuno viene, ognuno va. / Che strana quella gente! / Gente buffa! Gente buffa!”, con queste parole ha inizio l’opera di Bizet “secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio”, presentata dal Teatro Olimpico e dall’Accademia Filarmonica Romana inaugurata il 22 ottobre e in scena fino all’8 novembre. Così una coppia di fidanzatini (Hersjana Matmuja e Dario Ciotoli) commenta il passaggio di una carovana di nomadi, provenienti da varie parti del mondo, accampati alle porte di Siviglia. E’ “tra questa gente che si sviluppa la storia della nostra Carmen” spiega Mario Tronco, regista di un’opera dove i linguaggi si fecondano e si incrociano tra loro, e direttore storico di un’Orchestra sempre alla ricerca di nuove esperienze e nuove realtà, che rispecchia totalmente la filosofia di una musica senza frontiere, gitana e meticcia.
Se “l’amore è zingaro”, come simbolo di una passione libera e travolgente si conferma la pugliese Mama Marjas, una Carmen contemporanea dalla sensualità androgina e dalla voce vigorosa, presentata in un mosaico di ritmi e in un mix di stili musicali. Le atmosfere barocche non vengono tradite dai balli popolari e dai canti della colorata banda di migranti e contrabbandieri, danzatori e funamboli in bilico sulle scene di Lino Fiorito (già autore delle scene del Flauto magico che ha lanciato l’Orchestra nel 2009), che avvolgono il pubblico con cerchi di fumo e corde di violino che stringono la gola di Don Jose (Evandro Dos Reis), soldato innamorato accompagnato dal ritmo di nostalgici sapori brasiliani.
Giorgio Rossi firma coreografie versatili, che si muovono e narrano la storia insieme ai personaggi, in un contesto ricco di fantasia e sfumature. “Hai mai visto un colore cambiare?” – domanda una voce dalla vecchia radio in scena, che introduce l’impetuosa protagonista e pronostica una sciagura imminente – “sì, il rosso del sangue quando si secca”. Mama Marjas è’ un talento naturale, radicata nella cultura del reggae ma allo stesso tempo duttile nel confronto con le più svariate culture musicali; domina il palco dell’Olimpico con sicurezza e semplicità, estende la voce in linguaggi diversi, tra sonorità classiche, pop, raggae su delicati siparietti soul e jazz. Per la donna fatale “Carmen” la seduzione è un gioco, un esercizio di vitalità, e piacere agli uomini la fa sentire immortale: durante l’esibizione in una danza sfrenata, viene interrotta dall’arrivo trionfale di Escamillo (Houcine Ataa), affascinante toreador tunisino accompagnato da melodiose ascendenze e vocalizzi, che subito provocano la passione della protagonista e la gelosia dell’innamorato don José. Neanche la tenerezza della giovane Micaela (la trapezista francese Elsa Birgé) riuscirà a fermare il desiderio cieco dei protagonisti, che nel tripudio tra voci e trombe, fisarmoniche e djembè celebrano un’opera nomade, incantevole e multietnica, più attuale che mai.

Carmen di Georges Bizet secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio
Al Teatro Olimpico da giovedì 22 ottobre a domenica 8 novembre 2015
una coproduzione Accademia Filarmonica Romana, Teatro Olimpico, Vagabundos
Mario Tronco direzione artistica e regia
Leandro Piccioni direttore musicale e tastiere
Pino Pecorelli collaborazione agli arrangiamenti
Serge Valletti adattamento libretto
Lino Fiorito scenografia e immagini grafiche
Giorgio Rossi coreografia e movimenti scenici
Con Mama Marjas, Evandro Dos Reis, Elsa Birgé, Hersjana Matmuja, Dario Ciotoli, Houcine Ataa, Carlos Paz Duque, Il Dancairo, tromba Omar Lopez Valle Lillas Pastia, djembe, dum dum El Hadji Yeri Samb Il Remendado, batteria Ernesto Lopez Maturell Basso e synth Pino Pecorelli Percussioni Raul Scebba Oud Ziad Trabelsi Cymbalum Marian Serban Chitarre Emanuele Bultrini Fisarmonica Saria Convertino Violino Ion Stanescu Violoncello Kyung Mi Lee Manuelita Ashai Lombardo Arop Danzatori Ovidiu Toti, Adam Jozsef

Giulia Sanzone 28/10/2015

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Recensito su Twitter

Digital COM