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Il missile di “Pop_X” sfonda Le Mura di San Lorenzo

Apr 15

Il primo tour dei giovanissimi, esordienti, eccentrici, “proteiformi” artisti trentini Walter Biondani e Davide Panizza, fondatori dell’originale progetto di techno-pop-elettronica “Pop_X”, ha finalmente fatto tappa a Roma, atterrando – come da un altro mondo – nel locale “Le Mura” di San Lorenzo il 14 aprile, con tanto di caschi stroboscopici attaccati con lo scotch e occhialetti a faro, vestiti rigorosamente in bit, boxer e maglietta.

“Musica dipendente da sostanze stupefacenti a scopo di lucro, che promuove l'abuso di alcolici tra i minorenni e le nuove generazioni, in vista della terza guerra mondiale in diretta sulla quarta rete il prossimo sette gennaio”, così si definiscono sarcasticamente i "Pop_X" sulle piattaforme web che negli ultimi anni li hanno lanciati nell’orbita della giovane scena pop cult italiana come “un missile”, dal nome della loro hit principale. 

(V. il brano “Io centro con i missili”   https://www.youtube.com/watch?v=HsLqNFIFxnk)

Nati, cresciuti e scoperti dal web (il canale youtube del gruppo ha superato il milione di visualizzazioni, con più di cento video pubblicati e migliaia di iscritti), i performer di Trento pubblicano per la prima volta un disco con i loro pezzi migliori e sconvolgono i live club di tutta Italia con un tour che è iniziato a febbraio e terminarà nel mese di giugno. Di seguito, le date precise:

 

20 febbraio - Legnano (Mi), Il Circolone

21 febbraio - Carpi (Mo), Zazzabar 

28 febbraio - Pesaro, Dalla Cira 

07 marzo - Torino, Officine Corsare

13 marzo - Macerata, Terminal 

14 marzo - Ancona, Silos 

14 aprile - Roma, Le Mura 

17 aprile - Avellino, Tilt 

18 aprile - Vibo Valentia, Hops Live 

02 maggio - Prato, Capanno Blackout 

12 giugno - Rovereto (Tn), Festival 

 

Sulla base dal timbro grezzo e inquadrato in 8bit, i brani - tutti creati al computer e apparentemente semplici e orecchiabili - sono abbastanza curati nel dettaglio, a volte arrangiati su tastiere midi, altre volte parzialmente quantizzati, dando luogo a sonorità che ricordano vagamente i Daft Punk, i Bluvertigo e i Subsonica.

Questa “elettronica cantata” (le voci sono spesso registrate direttamente con il microfono build in del pc) condita da coloratissime sensazioni pop, si intreccia bene con testi paradossali, attraversati da un sottile nonsense che presta il fianco a un’imprevedibile poesia.

Iperrealista e autentica, essa sembra effettivamente ricordare la fantasia lunatica, eterea, ma strettamente ancorata alla più blasfema realtà terrena dei cantautori italiani come Dalla, De Gregori, Carboni o Bersani, ai quali i ragazzi confessano di ispirarsi, pur rimanendo nell’ atmosfera leggera, eccentrica e demenziale che caratterizza la loro performance ed emoziona un pubblico di appassionati sempre più numeroso.

 

(Giulia Sanzone)

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