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La “Nebbia” dei Gazebo Penguins cala su Bologna

Nov 20

Sabato 11 novembre, al Covo Club di Bologna, c'era “Nebbia”. Fuori ce n'era talmente tanta che, in fila per entrare, non ci ricordavamo più con chi fossimo andati. Dentro, oltre a quella prodotta dall'incontro di menti (tra cui la nostra e quella del ritrovato accompagnatore), e bicchieri (tra cui il nostro e quello del ritrovato accompagnatore), era stata portata la personalissima dei Gazebo Penguins: “Nebbia”, il loro ultimo album, uscito a marzo per To Lose La Track. Avevamo già parlato, in queste pagine (link in basso), della validità di questo lavoro, senza nascondere che i precedenti “Legna” (2011) e “Raudo” (2013) erano stati dischi che ci avevano fattoGazebo02 emozionare.
Ma i 4 pinguini nati tra Correggio e Zocca non smettono mai di stupire. La delicata nomenclatura della loro discografia basterebbe a persuadere chiunque, ma quello che ci ha davvero convinto, sono proprio le loro radici. Così crude e feconde da sputare fuori un gruppo schietto che le ricorda in ogni gesto. Il live bolognese, infatti, ha dimostrato quanto siano belli i concerti dove c'è solo una cosa: la musica. Quella che con “Febbre” e “Bismantova” ci ha caricati di un'euforica malinconia. Sfociata su “Pioggia”, “Difetto” e “È finito il caffè”, brani capaci di risvegliare quella rabbia sopita di cui non sappiamo nulla, ma che si scatena e si risolve prima della fine di ogni singolo.
Capra, Piter, Sollo e Daniele sono andati avanti lisci, puliti, senza troppi fronzoli o digressioni. A loro piace suonare e hanno suonato. Tutto l'ultimo album più le immancabili storiche, cantate insieme, a squarciagola, come uno sgarbato coro dello Zecchino d'Oro. “Senza di te” ha calato il sipario sulla prima parte del sabato sera del Covo Club di Bologna e su un concerto che ci ha addirittura fatto apprezzare quella maledettissima compagna di viaggio di ogni traversata invernale: la “Nebbia”.

Per la recensione di "Nebbia" clicca qui: http://www.recensito.net/musica/gazebo-penguins-nebbia-recensione.html 

Elena Pelloni 20/11/2017

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