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L'ultimo dei romantici: Galeffi a Villa Ada

Lug 07

Marco Cantagalli, classe '91, in arte Galeffi, ha esordito nel panorama cantautorale italiano da meno di un anno con il suo album “Scudetto” targato Maciste Dischi. In pochi mesi, dopo una gavetta non indifferente, è salito letteralmente in cima alle classifiche con 4 milioni di ascolti tra Youtube e Spotify. Il 3 luglio Villa Ada cantava a squarcia gola per Galeffi e con Galeffi, preceduto dalle carezze di Mox e dal ritmo incalzante e dalle sonorità synthpop di Diamine. Romano/romanista doc e ultimo dei romantici, conquista il suo pubblico giorno per giorno a cavallo tra il chatcy pop e il retaggio tipico di un'Italia d'altri tempi raccontata dai grandi nomi che hanno costituito la storia musicale del nostro Paese.
Queste sfumature costruiscono i presupposti per un connubio perfetto intagliato tra la poesia, le imperfezioni e le occhiaie, i residui di notti ubriacate dagli odori del giorno, la percezione d'essere trasportati verso scenari familiari ed appaganti, come l'assaggiare the caldo la mattina appena svegli. È un universo costruito su impalcature surreali sorrette da polistirolo, strascichi letterari, la passione per i Beatles, le partite di pallone e le donne descritte e cantate in versi che hanno il sapore di un galeffisentimento sincero, palpabile. Galeffi è un romantico poeta del quotidiano, delle piccole cose, dei particolari minuziosi, dei baci rubati, del tempo speso bene.
Ad accompagnarlo sul palco i musicisti Luigi Winkler, Marco Proietti, Walter Pandolfi e Andrea Palmeri, veri professionisti ormai veterani della scena indiepop nazionale, oltre che grandi amici e colleghi del cantautore. Si innalzano le note di “Tazza di Te” e subito dopo “Puzzle”, movimentando una platea numerosa e accesa. Tra il pubblico non mancano produttori, manager e colleghi noti, oltre che i familiari del ragazzo, tutti intenti a godere del concerto proprio come fossero a loro volta fan: un qualcosa che non può lasciare indifferenti, ponendo così l'energia e la presenza scenica dell'artista al di là di ogni tipo di aspettativa. Si prosegue con “Tottigoal”, probabilmente uno dei pezzi più cari a Galeffi, considerando il parallelismo tra una donna e la passione viscerale per la squadra del cuore, per poi passare a “Pensione” e “Uffa”, ultimo singolo fuori da pochissimo tempo ma già stampato nella memoria del giovane pubblico che intona con grinta “Amore mio, amore un corno!”. Segue un nuovo singolo, ancora assente sulle piattaforme online, e poi si passa allo stacco occupato dalla traccia “Quasi”, e la splendida cover in versione acustica del celebre brano “Candy” di Paolo Nutini che Marco Cantagalli, quando ancora non esisteva Galeffi, aveva a suo tempo portato nella trasmissione televisiva The Voice, conquistando irrimediabilmente giudici e spettatori.
Il tempo scorre e la scaletta si infittisce di brani come “Potter/pedalò” e “Burattino” che vedono al centro del palco-fievolmente illuminato da una sola fascia luminosa-un ragazzo, la sua fedele galeffi2amica chitarra e decine di persone con sorrisi stampati in volto e il bisogno, vero, di cantare. Concluso il breve stacco acustico, si riprende con una cover meno sentimentale, “Pop Porno” de Il Genio, da considerarsi come frangente di puro divertimento in cui a divertirsi non è solo il pubblico ma anche i musicisti e lo stesso Galeffi, che modula voce e controcanti plasmandoli su di sé e riadattando la canzone al suo inconfondibile stile.
Dulcis in fundo, “Polistirolo”, “Camilla” e due splendide versioni di “Occhiaie”; la particolarità? La prima versione del brano più celebre-che l'ha consacrato-è stata solo ed esclusivamente intonata dai numerosi presenti che conoscevano a memoria ogni singola parola, senza sbagliarne una, senza incertezze, all'unisono, creando un dialogo e un legame indissolubile con il cantautore, visibilmente emozionato e soddisfatto del ponte gettato tra sé e il suo pubblico.
Una volta terminato il concerto si innalza una scia prorompente di voci che chiamano l'artista per nome, con la familiarità che può venirsi a creare solo con un fratello o un amico. Galeffi fa nuovamente capolino da dietro le quinte incitando i fan a dover scegliere solo due pezzi da replicare. Il responso vede protagoniste “Tazza di te” e “Tottigoal”, per poi scattare la classica foto di rito insieme ai suoi musicisti, tutti in ginocchio, abbracciati con le spalle al pubblico, in pieno stile “palco da calcio” con in sottofondo “Un Giorno Migliore”, tributo meritato e doveroso a Cesare Cremonini.
Galeffi live è un'energia controllata dal senso di familiarità con il palco, simbolo indiscusso di un qualcosa costruito giorno per giorno grazie a ironia, spensieratezza e-in contrapposizione-duro lavoro ripagato.

Giorgia Groccia 07/07/2018

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