Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

"Fever": l'elegante pop dei Balthazar torna rinnovato tra suoni esotici e groove accattivanti

Gen 30

Sono sempre stati una creatura a due teste, i Balthazar: band belga capitanata dalle personalità – e dalle voci – distinte e distintive di Maarten Devoldere e Jinte Deprez. Ma mai come in quest’ultimo lavoro, Fever (rilasciato il 25 gennaio 2019), il gruppo di Gent era riuscito a sintetizzare in maniera tanto equilibrata le sue due anime musicali. 

Anime che i frontmen avevano già avuto modo di mettere in mostra, tra il 2016 e il 2017, grazie ai rispettivi progetti solisti. Ed ecco che mentre Devoldere – sotto lo pseudonimo Warhaus – omaggiava i suoi idoli Leonard Cohen, Serge Gainsburg e Tom Waits con un cantautorato colto ed elegante, il “socio” Deprez – sotto lo pseudonimo J. Bernardt – sperimentava con l’elettronica e il soul, cimentandosi in un contemporary Rn’B alla Chet Faker/James Blake. Inevitabile, dunque, che il ritorno in studio dei Balthazar (arrivato a quattro anni di distanza dal notevole Thin Walls, 2015), risentisse delle esperienze soliste dei suoi due membri principali.

Balthazar

«La cosa divertente è che per questo lavoro io ho preso un sacco dal suono di Warhaus e Marteen da quello di J. Bernardt. Abbiamo mischiato tutte le infuenze.» (J. Deprez)

Questo, tuttavia, senza tradire il sound peculiare della band (indie pop raffinato, decadente, basso-centrico), che in “Fever” viene ripreso e declinato in una chiave meno dark e più gioiosa.

«Un tempo eravamo una band più malinconica, e i nostri solo project sono andati in una direzione più intima, più personale. Quasi per reazione, ora che siamo tornati alla dimensione della band, siamo andati verso qualcosa di più energetico.» (J. Deprez)

Energetico, appunto. Come la title track: brano apripista e primo singolo estratto, nonché manifesto programmatico dell’intero lavoro. In Fever, infatti, troviamo sin da subito tutti gli elementi caratterizzanti del disco: dalla sensualità della voce all’ossessività dei groove di basso, dall’intreccio ritmico di percussioni afro alle incursioni orientaleggianti di violino e chitarra acustica. Un viaggio lungo sei minuti, a metà strada tra la psichedelia/ balearic beat dei primi MGMT e una dance ipnotica con venature trip-hop, che cala l’ascoltatore nel nuovo mood dinamico ed esotico abbracciato dalla band. Si passa poi dal pop accattivante di Changes, brano – non l’unico – chiaramente influenzato dai Talking Heads, alle derive funky di Wrong Faces. Dai ritmi sghembi e irregolari di Whatchu Doin’, al blues sinuoso di Phone Number (che più di ogni altro pezzo riesce a fare da trait d’union tra le diverse – anche se mai troppo – sonorità di Balthazar, Warhaus e J. Bernardt). Entertainment è un brano giocoso e spensierato, per certi versi parente di “Sympathy for the Devil” degli Stones, mentre I’m Never Gonna Let You Down Again, con i suoi synth anni ’80 e il suo cantato in falsetto, sembra esser uscita da un’ipotetica jam session tra Tame Impala e Arctitc Monkeys (quelli di “AM”, per intenderci). Atmosfere da club, invece, per la notturna Grapefruit, che con la sua cassa dritta in 4/4 anticipa i cori soul e celebrativi della breve e incisiva Wrong Vibration. A chiudere il lotto troviamo l’arabeggiante, ma non particolarmente interessante, Roller Coaster e la delicata ballata You’re So Real, con il suo caldo assolo di sax e i suoi suadenti contrappunti d’archi.Balthazar3

In definitiva “Fever” è un disco che fa degli arrangiamenti stratificati, della produzione minuziosamente curata e, soprattutto, della costante ricerca di melodie catchy i suoi punti programmatici. Un disco che, pur preservando la maturità e la sofisticatezza dei lavori precedenti, dà al sound della band una sferzata di colore e di freschezza. Un disco che, chi vorrà, potrà godersi nella sua dimensione live il prossimo 20 febbraio al Santeria Social Club di Milano, dove i Balthazar sosteranno per l’unica tappa italiana del loro incombente tour europeo.

FEVER - TRACKLIST:

1. Fever
2. Changes
3. Wrong Faces
4. Whatchu Doin’
5. Phone Number
6. Entertainment
7. I’m Never Gonna Let You Down Again
8. Grapefruit
9. Wrong Vibration
10. Roller Coaster
11. You’re So Real

 

Francesco Carrieri 02/02/2019

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Colori e sapori

Recensito su Twitter

#musica @danielecelona in #abissitascabili: un album/fumetto per i supereroi del nuovo millennio Giorgia Groccia https://t.co/FRbaVw7KVO

Digital COM