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Antonello Venditti riparte dal “Tortuga” con il suo nuovo disco

Apr 21

Trascorsi quasi cinquant’anni dal mitico ”anno dei mondiali, quelli del Sessantasei”, l’eterno ragazzo della “terza E” torna ancora lì, davanti al liceo “Giulio Cesare”, anzi, per l’esattezza dall’altro lato della strada… a un tavolino del Tortuga. Al bar-ritrovo di generazioni di studenti dedica il nome del suo ultimo disco, per ricordare la spensieratezza con la forza di quegli anni e ripartire da lì.

Il 20 aprile l’artista romano più celebrato dalla curva sud incontra la stampa e i fan alla libreria Feltrinelli di Roma per presentare il cd, già in radio con la track “Cosa avevi in mente”, in vista dell’atteso live all’Olimpico del 5 settembre.

Il critico musicale Ernesto Assante presenta l’incontro, a cui partecipano Alessandro Canini (che ha collaborato alla realizzazione dell’album), il giornalista Fabrizio Zampa e una foltissima folla di ammiratori di ogni età, in fila da ore per un autografo e un selfie.  

Si parla di un disco di alto valore per la sua carriera, che sembra provare la fama che lo precede e lo pone tra le rare conferme superstiti nel panorama del cantautorato italiano attuale. Il cd è quasi un concept album in cui Antonello è stato “libero di essere Venditti”, senza sovrastrutture, verso una musica più vera, immediata e solida. Caratterizzati da una notevole ricchezza sonora, i nove inediti dell’album variano dal “Venditti classico”, all’orchestrale epico, fino ai pezzi ritmati, alle ballate e perfino alla musica dance, con elementi che fanno eco agli anni Settanta, ma sono soprattutto contemporanei, mai ancorati all’imitazione caricaturale di sé.

Il cantante confida di aver trasferito nelle canzoni i suoi tormenti, ma anche tutto l’amore che da sempre canta con profonda intensità. Amore per le donne e anche per l’amicizia: “la perdita del tastierista Sandro Centofanti, insieme al lutto per l’amico Pino Daniele, hanno colpito intimamente la realizzazione del disco” – confessa il cantante – “ho lavorato come fossi in apnea, non sapendo se mai sarei arrivato in fondo”.

Ma ad aprirgli la strada, un salto al Tortuga e l’incontro con sé stesso: “il passato serve a rendere il presente più futuro”? Venditti sembra dirci di sì e mentre ci annuncia una tournee movimentata, alla fine dell’incontro ci “ricordiamo di lui” con affetto, attraverso il vetro dei suoi Ray Ban scuri e le parole dalla voce inconfondibile:

“Torno nel luogo che mi ha visto nascere e ci torno per ricrescere, quindi per vivere un’altra vita con l’esperienza di quella che ho vissuto, senza perdere mai un minuto, né una nota”.

 

(Giulia Sanzone)

 

 

 

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