Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

“Anime storte” di Bobo Rondelli, un incontro tra David Bowie e Mino Reitano: quando salvarsi non è tutto

Ott 17

“L’incontro tra David Bowie e Mino Reitano”, così si autodefinisce nella sua cover italiana di “By this river” dell’artista inglese Brian Eno. Mai definizione fu più azzeccata, per quel suo essere al tempo stesso “internazionale e comunale”. Bobo Rondelli ha dichiarato più volte che della sua natura “bambina” ha fatto una professione. Non a caso, un po’ di anni fa, cantava “Non voglio crescere mai”, un’altra cover, questa volta di “I don’t wanna grow up” di Tom Waits. Ma il destino del "famous local singer” made in Livorno è stato anche quello di invecchiare un po’ e maturare artisticamente. Nato già istrione e showman – dai palchi di provinciaBobo03 alla Rai – il suo timbro è caldo, sa di Mastroianni, De André ma ci porta anche oltre oceano, a Bruce Springsteen.
Le canzoni del suo ultimo album "Anime storte", uscito lo scorso 6 ottobre (etichetta The Cage e distribuzione Sony Music) sono colonne sonore di micro film di qualche manciata di minuti. Racconti di uomini “storti”, soli, nostalgici ma sempre ironici, marinai della vita che dal porto di Livorno salpano per tornare, eroi che non ce la fanno fino in fondo, ma sanno comunque sognare in grande, parlando del mondo e delle sue storie con eleganza e furbizia. Dalle “Anime Salve” di De André a quelle storte di Rondelli sono intercorsi parecchi “passaggi di tempo” (ben 21 anni). Bobo Rondelli è talentuoso ma ha i suoi limiti, e ne ha sempre fatto virtù. Questo lavoro non è immediato, perché non è solo un prodotto pop. Appoggiandosi agli arrangiamenti di Andrea Appino, leader degli Zen Circus nonché amico e concittadino, il disco alterna respiri rock e ballate, Londra e il Sudamerica, l’Italia, il Mediterraneo e tutto il resto. Non c’è generazione che non si senta coinvolta. Rondelli non è un cantante generazionale, è un cantautore à l’ancienne, universale eppure folcloristico. Non può essere l'ennesimo frutto di un disagio tipico dei millenials, come tanti dei suoi colleghi più giovani, ma, in un certo senso, racchiude pure quello. Un esempio è il singolo di lancio “Soli”, che rappresenta una condizione di tutti, ormai assorti nel faccia a faccia con gli schermi e sempre meno con gli altri volti.

 

Cartolina di giornata” è un inno a tutti gli emarginati: in questi tempi forse lo siamo un po’ tutti, ma poi c’è il sole che tramonta, dolci percussioni in sottofondo, il mare all’orizzonte e anche il cuore dell’ambulante immigrato riesce a rasserenarsi. Risolve così, con la grazia della leggerezza, seppur con coscienza, centinaia di racconti drammatici attuali tra povertà e immigrazione. Un po’ di Compay Segundo e Santana nel “Dolce imbroglio”, canzone dedicata all’innamoramento da farfalle nello stomaco, pure quello fedifrago, che non lascia in pace e porta a mentire alle mogli a casa o alle compagne. La maturità di Bobo Rondelli sta nel fregarsene delle mode e fare assolutamente tutto quello che gli piace, mettere nei testi il buon senso moderato degli anni che avanzano: “ma l’amore non sempre / cerca vette incredibili / alle volte è soltanto / un sollievo animale / come quando da soli…” ("Un sollievo animale") senza perdere quel suo charme – o difetto – da inguaribile mascalzone. Chiude l'album la dodicesima traccia "Madre", figura ricorrente nell'immaginario dell'autore, una sorta di angelo protettore già ricordato nel brano "Nara" del precedente "Come i carnevali", 2015. Il ritorno a un passato che non c'è più è affidato così a una traccia rock progressive, onirica, psichedelica. 
Il fulcro della sua scrittura resta in definitiva quella città marinaia, losca, decadente e, al tempo stesso, bellissima, di Livorno, culla di poesie, sogni e parolacce. Perché “un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via”.

Agnese Comelli 16/10/2017

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Recensito su Twitter

Digital COM