Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

All’Auditorium di Milano Stanislav Kochanovsky dirige laVerdi e la violinista solista Solenne Païdassi con un programma interamente dedicato alla Russia

Ott 11

Dopo una breve apertura dedicata oramai come negli ultimi 5 mesi alle Expo Variations, ed in particolare questa settimana alla Germania, laVerdi ci delizia con un programma interamente dedicato alla Russia.
Protagonisti, l’immancabile Orchestra Giuseppe Verdi, dall’organico piuttosto notevole, il direttore russo Stanislav Kochanovsky e la francese violinista solista Solenne Païdassi. Si tratta di un programma piuttosto lungo ed articolato durante il quale Kochanovsky tiene bene in pugno la situazione in un concerto in cui la concentrazione deve essere alta specie per i 2 pezzi che compongono la seconda parte del programma: il Concerto in Re maggiore per violino e orchestra di Igor Stravinskij e la Sinfonia n.4 op.54 Poema dell'Estasi di Aleksandr Nikolaevič Skrjabin. Si tratta di due testi densi di insidie musicali. Il primo, scritto nel 1925, si articola su 4 movimenti: toccata, aria I, aria II e Capriccio. Stravinskij rende esplicito il  carattere "storico" del lavoro attraverso l'uso delle forme concertanti, che avevano connotato la musica strumentale del Settecento prima dell'avvento della sonata.
L’esecuzione che ne fa Solenne Païdassi si rivela semplicemente ipnotica, lo svolgimento, eccellente. Paga degli applausi del pubblico l’elegante Païdassi, nel suo delizioso abito da gala in carta da zucchero, regala un fuori programma alla platea. Nella Toccata in particolar modo l’ascoltatore assiste ad una innovazione timbrica che si distacca dalla letteratura violinistica classica. Grandioso e potente invece Il Poema dell’estasi Op. 54, inteso come un poema sinfonico scritto da Aleksandr Skrjabin tra il 1905 ed il 1908.  
Il compositore russo considerava la musica come la più evoluta delle arti e l'emozione dell'estasi la più progredita delle emozioni umane. Proprio questi 2 principi estetici sembrano amalgamarsi in questo componimento. Il Poema dell'estasi consiste in un unico movimento in forma sonata, basato su otto motivi. La sua durata è di circa 20 minuti in cui l’Orchestra sembra non fare mai soste, per giungere al culmine solenne. Una curiosità su questo pezzo è che Skrjabin scrisse una lunga poesia ad accompagnare la composizione. Altra storia per la prima parte del programma prepotentemente occupata dalla Sinfonia n. 3 in Re maggiore op. 29 Polacca di Pёtr Il'ič Čajkovskij. Fu composta tra giugno e agosto del 1875 e fu eseguita la prima volta a Mosca il 19 novembre dello stesso anno. L’opera venne dedicata all’amico Vladimir Šilovskij, di cui fu ospite durante la composizione. Questa sinfonia si distingue nella produzione del compositore per due motivi: è la sola ad essere in modo maggiore ed è l'unica ad essere composta da cinque movimenti. Sembra che il nome di Polacca alla sinfonia, le sia stato conferito in occasione della sua prima esecuzione nel Regno Unito nel 1899, in relazione ai ritmi di danze polacche presenti nell'ultimo movimento.
L'inizio, quasi in sordina viene vivacizzato subito dopo dall'entrata degli ottoni a cui si accompagnano gli archi, viene seguito da un Allegro Moderato dai toni leggeri ed evasivi. In successione un Andante dal sapore bucolico, uno Scherzo con qualche pizzicato, molto vivo nella chiusura. Il Finale è un Allegro con Fuoco (Tempo di Polacca) in cui laVerdi si fa sentire specie dal reparto timpani ed ottoni. Un programma impegnativo ma godibile.

Adele Labbate 11/10/2015

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Recensito su Twitter

Digital COM