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All’Auditorium di Milano divagazioni wagneriane e la Sinfonia n. 1 in Do minore op. 68 di Brahms

Feb 28

Un debutto in sordina con tre preludi di Wagner, quello di Jader Bignamini che torna a dirigere l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi in “I maestri cantori di Norimberga”, “Lohengrin” e l’ouverture di “Tannhäuser”. Nella prima parte del programma, complice forse la riduzione dell’organico orchestrale o qualche stecca presa prima dagli ottoni e poi dagli archi, tra il primo e il secondo pezzo, laVerdi è parsa sofferente. Certo si sa, Wagner ha un’architettura armonica complessa.
Il primo pezzo del programma, l’imponente preludio da “I maestri cantori di Norimberga” il cui attacco è leggendario, è suonato privo di potenza. La storia dei Maestri Cantori è un genere letterario tedesco a cui Wagner cominciò a comporre nel 1845. Quello che è sembrato evidente è stato lo smarrimento del ritmo. L’Ouverture del Tannhaüser di Wagner è un grande pezzo romantico ispirato alle due leggende tedesche di Tannhauser e delle gare poetiche dei cantori della Wartburg. I temi chiave dell'opera sono la resistenza fra amore sacro e profano e la salvezza attraverso l'amore. Wagner dunque non è riuscito al top. Il riscatto per laVerdi avverrà però nella seconda parte del programma con la “Sinfonia n. 1 in Do minore op. 68” di J. Brahms, dove Bignamini è apparso maggiormente concentrato e laVerdi notevolmente lucida, a suo agio, più sciolta ed attenta. I primi abbozzi e gran parte del primo movimento della “Sinfonia n. 1” risalgono al 1862, ma la composizione venne completata solo nel 1876. Una Sinfonia, la n. 1, in cui evidente è il richiamo a Beethoven, specie alla Nona per suoi toni cupi, per la corposità del primo movimento e per il finale vittorioso.

Adele Labbate 28/02/2016

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