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All’Auditorium di Milano debutta Andrejs Osokins, vincitore dell’International German Piano Award

Ott 02

Se dovessimo dare un titolo al Concerto per pianoforte eseguito all’Auditorium, sarebbe “Nutrire lo spirito”. Difatti si tratta di un concerto suddiviso fondamentalmente in 3 momenti, un inizio ed un finale dal tono sereno, ed uno centrale che potremmo definire, esagitato. Protagonista di questo concerto per pianoforte solista, il giovane pianista lettone Andrejs Osokins. Classe 1984, Osokins, già vincitore del premio del pubblico del quinto International German Piano Award, fa il suo atteso debutto a Milano, all’Auditorium Cariplo (Largo Mahler) mercoledì 30 settembre 2015. Del giovane Osokins sappiamo che ha iniziato a studiare pianoforte a cinque anni e ha dato il suo primo recital a 14; dopo il trasferimento a Londra e gli studi al Trinity College, si è aggiudicato importanti premi nei maggiori concorsi pianistici mondiali, fra cui Leeds, il Rubinstein, il Long-Thibaud e il Queen Elisabeth, conquistando il pubblico e la critica, che ha apprezzato la sua personalità ammaliatrice e la varietà stilistica. Non a caso durante il concerto Osokins ha avuto modo di spaziare nell’universo musicale, passando dalle note calme di Haydn con la Sonata in Mi minore Hob. XVI/34 ad un pezzo arduo, ricco di scale repentine, come la Sonata n. 23 in Fa minore op. 57 Appassionata di Beethoven, per poi atterrare alle dolci melodie di Liszt con Sonetto del Petrarca 104 da Années de pèlerinage II e Après une lecture de Dante, Fantasia quasi Sonata. Due pezzi questi ultimi in cui, un’anima concitata, pare trovare finalmente la sua calma interiore, elevandosi. Ed è sul finire del concerto che si crea un’atmosfera quasi onirica, rarefatta. Il pubblico rapito dal fascino del tocco di questo pianista, non manca di far sentire il proprio affetto con lunghi applausi che convincono Osokins a regalare 2 brani fuori programma. Un artista indubbiamente talentuoso. D’altra parte parliamo di un musicista che può vantare di avere già lavorato con grandi artisti come John Lill, Domenique Merlet, Arie Vardi, Bernd Goetzke, Boris Berman, Willem Brons, Rolf Hind, Stephen Kovacevic, Volker Banfild, Jonti Solomon e Martino Tirimo. Il programma eseguito a Milano è la proiezione della vastità del repertorio di Osokins, che ha saputo destreggiarsi con compositori come Haydn, con la Sonata in Re minore K. 213/L. 108 di Scarlatti ed i virtuosismi del Gaspard di Ravel. Nel complesso un concerto soddisfacente.

Adele Labbate 02/10/2015

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