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Daniele Celona in "Abissi Tascabili": un album/fumetto per i supereroi del nuovo millennio

Nov 18

L'immaginazione è per i supereroi del nuovo millennio: Daniele Celona lo sa bene, e proprio per questo la sua ultima fatica discografica, "Abissi tascabili", edita dal Comicon e co-prodotto The Goodness Factory e dai fan raccolti intorno al gruppo I Celofan, è qualcosa in più di un semplice album. Il disco, fuori dal 25 ottobre 2018, disponibile anche nelle fumetterie, è composto da dieci tracce partorite dalle collaborazioni con Pierpaolo Capovilla, Paolo Benvegnù, Sunshine Gospel Choir e con annesse illustrazioni a fumetti create appositamente dai disegnatori del Progetto Stigma (Akab, Marco Galli, Stefano Zattera, Luca Negri, Alberto Ponticelli, Jacopo Starace, Squaz, Pablo Cammello, Darkam, Officina Infermale, artwork di copertina di Cosimo Miorelli) che hanno liberamente interpretato ogni brano.
Celona è un cantautore e compositore torinese con origini sarde e siciliane. Dopo i primi due album del 2012 e del 2015 e l'ep live “Dalla Guerra alla Luna”, dopo svariati tour e diverse collaborazioni illustri, ha deciso di sperimentare una nuovacelonacover interessantissima strada per raccontarsi e raccontare storie di esseri umani perduti o in procinto di perdersi; uno sguardo poetico su questo nuovo secolo ricco di contraddizioni e limiti dovuti spesso all'estrema libertà o, per meglio dire, all'estremo libertinaggio. Come afferma lo stesso Celona, “Einstein riuscì a capire parte del funzionamento dell’universo con delle semplici proiezioni mentali di esperimenti altrimenti impossibili. Tale è il potere dell’uomo. E noi?” Bella domanda. E noi invece siamo incastrati in un turbinìo di foto effettate e pubblicate giornalmente su Instagram, incatenati a un ruolo che noi stessi abbiamo scelto, una trappola per topi che uccide lentamente la capacità di immaginare e disegnare con gli occhi e con la mente nuovi orizzonti sempre più vasti e lontani. “Le nostre esistenze virtuali” limitano la vita vera che, nonostante tutto, resta lì a fil d'aria; sta a noi tendere una mano per riafferrarla e stringerla tra i polpastrelli, gli stessi che digitano troppo con totale cecità verso ciò che di bello risiede attorno. 
Il titolo “Abissi Tascabili” non a caso richiama la struttura di una collana letteraria. I brani contenuti nel disco infatti si accostano facilmente alla struttura del racconto breve, cerchi di storie concentriche ai confini della realtà. Fantascienza, mitologia, favola si intrecciano creando un tessuto narrativo che, tra le righe, fa da base per un'analisi trasversale dell’uomo moderno e dei suoi mali. Le sonorità si fanno cupe, a volte solenni, accompagnate da testi evocativi, come in "Orfeo", la costruzione della “prigione dei rimpianti”, o in "HD Blue", che riecheggia la preghiera, la trasformazione, forse una speranza. In "SSRI" i toni si irrigidiscono, accompagnando il testo con un arrangiamento rockeggiante che prosegue nel brano successivo, "Lupi nel buio": un racconto di estetica masticata dal vortice dell'usa e getta, la verità che viviamo quotidianamente alla portata di social. "Shinigami" accompagna un andamento serrato, chiacchiera dell'essere supereroi in un epoca di antieroi santificati, droga, luci di Natale senza alcun reale Natale.

"Memorie di un ESP" cita “l'inverno avrà il tuo nome”, con nuove tracce da coprire, invece "I ragazzi dello zoo" abbandona il romanticismo malinconico del precedente brano per rilasciare una traccia dipinta su dissonanze di suoni e parole che ballano tra un deserto immaginario e una speranza uccisa e sparata dritta in fronte. "La figlia dell'uomo nero" è una moderna ninna nanna al rovescio, "Maelstrom" e "24617" chiudono l'album in bellezza contrapponendosi l'una all'altra: uno schiaffo violento, una carezza dolcissima. 
Celona ha creato così uno squarcio sulla nostra realtà ma forse anche il desiderio puro di vedersi e guardare attorno a sé qualcosa di diverso che bisognerebbe costruire nuovamente, forse proprio a partire dalla musica.

Giorgia Groccia 18/11/2018

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