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A Villa Ada si “viaggia” con Elio Germano & Teho Teardo

Lug 27

Villa Ada Roma Incontra il Mondo
“Viaggio al termine della notte”
di Louis-Ferdinand Céline
Elio Germano, voce
Teho Teardo - guitar, electronics
Stefano Azzolina - viola
Vanessa Cremaschi - violino
Elena De Stabile, violino
Livia De Romanis, violoncello
Martina Bertoni, violoncello


Nonostante lo spettacolo ispirato al romanzo di Louis-Ferdinand Céline “Viaggio al termine della notte”, con Elio Germano e Teho Teardo, inizi con mezzora di ritardo, appena gli artisti salgono sul palco allestito ai bordi del laghetto di Villa Ada, tutto viene perdonato e il tempo si ferma.
Inizia così, è proprio il caso di dirlo, un "viaggio" tra le note create dalla chitarra elettrica e il computer del compositore e musicista Teardo, l'accompagnamento di un quintetto d'archi e la voce di Germano che diventa suono nellˈinterpretare alcuni frammenti del romanzo che ha saputo meglio capire e rappresentare il Novecento.
"Una fusione di sonorità cameristiche che guardano a un futuro tecnologico nel quale, le immagini evocate dal testo interpretato da Germano, si inseriscono nelle atmosfere cinematiche di Teardo; un succedersi di eventi sonori e verbali dove la voce esce dalla sua dimensione tradizionale restituendo in una partitura inedita, la disperazione grottesca di questo capolavoro di scrittura che ritrova nuove dinamiche espressive nella combinazione di archi, chitarra e live electronics".
Non si tratta di un semplice reading ma, di un'emotiva performance sonora e interpretativa.
Germano lancia via i fogli come fosse un atto di spogliazione, come se mettesse a nudo se stesso scorticandosi, come fosse un pezzo di pelle di cui disfarsi, gioca con gli effetti di un microfono, si contorce sul suo tavolo e diviene di volta in volta voce narrante e corpo narratore; Teardo, sembra un Dio in grado di creare con le note temporali e tempeste, terremoti e ribellioni vulcaniche.
Nellˈarco di unˈora, ci si immerge completamente nell'atmosfera descritta dall'autore in oltre cinquecento pagine: lˈidea della morte, la propria e quella del mondo come filo conduttore, un incubo che si muove con il ritmo immediato del quotidiano tra sarcasmo, pietà e tragicommedia.
Unˈumanità affamata di catastrofi, innamorata di massacri e il coraggio di affrontare la notte dellˈuomo così com'è, fino all'ultimo, fin quando “chiamava a sé tutte le chiatte del fiume tutte, e la città intera, e il cielo e la campagna, e noi, tutto si portava via, anche la Senna, tutto, che non se ne parli più”.
 
Miriam Larocca 18/07/2015 

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