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“L’Umarell”: la musica e il cuore di Fabio Concato per l’Italia

Mag 18

Una figura leggendaria, costruita nell’ironia sociale e social degli ultimi anni, trasformatasi in una entità fragile durante questa pandemia da Coronavirus. La fascia più colpita della popolazione italiana di cui nessuno, attraverso una canzone, ha parlato. Fino a ora. Il cantautore Fabio Concato racconta così, attraverso la sua musica, l’Umarell, il vecchietto simbolico che con le mani dietro la schiena che trascorre la giornata a guardare il lavoro nei cantieri, commentando e discutendo con gli operai. Quell’anziano rimasto chiuso in casa durante la quarantena, lontano dal cantiere, o che, forse peggio, di operai non ne vedrà mai più. La melodia distintiva di Concato, oscillante tra il pop e il jazz, punta dritto alle corde della sensibilità umana, accompagnata da un testo dolce e poetico, quasi interamente in dialetto milanese, dedicato alla sua Milano martoriata e alla regione Lombardia che più di tutte è stata colpita da questa catastrofe. Un contributo d’autore, dice Fabio Concato, “senza alcuna retorica, con un pizzico d’ironia e con molto cuore”, cantata con un telefonino e condivisa e sviluppata con i suoi musicisti: “tutti rigorosamente distanziati, nei propri studi”, si tende a precisare. Una canzone nata dall’ispirazione da quarantena, dall’osservazione di una statuetta di umarell regalatagli da un suo amico, e che dal 5 maggio è già disponibile per l’ascolto sul profilo Facebook, Instagram, e sul canale YouTube del cantautore milanese. In questo brano inedito ritorna quindi quella grande ironia che caratterizza saltuariamente il repertorio di Concato e che si sovrappone a uno scenario sociale attuale fortemente drammatico, omaggiato con un canto di speranza. Con l’augurio che si possa rivedere in giro di nuovo, per tutte le città italiane, l’umarell con le sue mani in mano.

Ecco il link per l’ascolto:

Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=DQA0H_GEjvE

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