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Musica

#Rubik: Gianluca Petrella Trio 70’s, il jazz oltre ogni definizione
“La cosa che apprezzo di più è la curiosità da parte del pubblico”. E noi, quel venerdì 26 febbraio, l’avevamo presa tutta, caro Gianluca, ma non ci aspettavamo di portarne a casa il doppio.Il “caro” a cui ci riferiamo è niente meno che uno dei più celebri jazzisti internazionali e indubbiamente il miglior trombonista nato nel nostro Paese. Quarantuno anni, giacca di pelle e sguardo basso, Gianluca Petrella porta sul palco della Casa del Jazz il suo trombone, una bottiglietta d’acqua quasi vuota e un nerbo maldestramente velato. Fin da subito a guidare la serata spetta alla musica, come se…
La regina del Mali: Rokia Traoré in concerto all’Auditorium Parco della Musica di Roma
“One world, one destiny, one aim, one thing to never forget: respect” (“Se Dan” Rokia Traorè)Una performance carica di passione e di contrasti, quella di Rokia Traorè. Una visione di un mondo pieno di contraddizioni e paradossi, in cui la paura della diversità va combattuta, per raggiungere la pace, perché non è importante chi siamo o cosa abbiamo, ma contano invece le potenzialità e il valore del rispetto. Rokia Traorè infiamma la platea della Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma (29 febbraio 2016), in occasione della presentazione del sesto album “Né So”, che in lingua bambara vuol dire…
Baglioni-Morandi forever young
FIRENZE – Tre sere di fila da tutto esaurito. L'ultima in concomitanza con la partita calda Fiorentina – Napoli, quando lo stadio Artemio Franchi è a poche centinaia di metri dal palasport Mandela Forum: non proprio la furbata del secolo, anche per questioni di ordine pubblico, transennamenti, blocchi, camionette di Polizia e Carabinieri, celerini a fermare e controllare i varchi, a tamponare le vie d'uscita. Non sappiamo in cosa siano, o siano stati, “coraggiosi” Claudio Baglioni e Gianni Morandi ma “capitani” nessuno glielo può togliere né mettere in discussione. Tre ore a fare ping pong, una canzone a testa, alcune…
Milano: al Teatro Manzoni prima e unica data italiana per il leggendario re del jazz David Amram
Per il penultimo appuntamento con il ciclo “Aperitivo in concerto” il Teatro Manzoni ci riserva un grande regalo, il David Amram Quintet nella prima e unica data italiana. Compositore, cornista, pianista e figura di spicco in tutta la vita concertistica americana, David Amram Quintet si è sempre diviso fra musica accademica e improvvisazione jazzistica disinibita. David Amram ha collaborato con musicisti, cantnati attori, registi premi Oscar: Dizzy Gillespie, Lionel Hampton, Willie Nelson, Langston Hughes, Charles Mingus, Pepper Adams, Leonard Bernstein, Arthur Miller, Arturo Sandoval, Stan Getz, Pete Seeger, Elia Kazan, Christopher Plummer, Ingrid Bergman e tanti altri. Per la prima…
Max Gazzè all'Obihall di Firenze: concerto ordinato con fuga in minore
Un palco a tre profondità, un gioco di luci sgorganti, un suono avvolgente, roboante, pulito nonostante l’acustica limitante, una discreta dose di istrionismo. Questi gli ingredienti con cui Max Gazzè cuoce a puntino l'Obihall di Firenze per la serata bis della tappa toscana.Senti, senti da che pulpito parte il concerto. Due ore filate via lisce come l'olio, con qualche sbavatura emotiva nel finale. Il musicista romano apre le danze con "Mille volte ancora", secondo singolo del suo Maximilian lanciato al pubblico da un antro posto in alto alla sinistra del palco. Immobile e rintanato dietro gli strumentisti, Max esce fuori…
All’Auditorium di Milano divagazioni wagneriane e la Sinfonia n. 1 in Do minore op. 68 di Brahms
Un debutto in sordina con tre preludi di Wagner, quello di Jader Bignamini che torna a dirigere l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi in “I maestri cantori di Norimberga”, “Lohengrin” e l’ouverture di “Tannhäuser”. Nella prima parte del programma, complice forse la riduzione dell’organico orchestrale o qualche stecca presa prima dagli ottoni e poi dagli archi, tra il primo e il secondo pezzo, laVerdi è parsa sofferente. Certo si sa, Wagner ha un’architettura armonica complessa.Il primo pezzo del programma, l’imponente preludio da “I maestri cantori di Norimberga” il cui attacco è leggendario, è suonato privo di potenza. La storia dei…
#Rubik - “The Catastrophist”: le conseguenze del post-rock
I Tortoise sono il classico esempio di quei gruppi che tutti dovrebbero ascoltare. Perché?Perché rappresentano la capacità di evoluzione e di commistione di un genere: il rock, elevato all'ennesima potenza. Perché sono riusciti a produrre musica innovativa e non classificabile con una singola definizione.Perché, pur rimanendo sempre dietro le quinte del glitterato mondo delle rockstar, sono una delle band più influenti nel panorama musicale passato e attuale.Nati a Chicago, città simbolo delle avanguardie americane, da più di 25 anni e nonostante i numerosi cambi all'organico, questa band è la sperimentatrice ufficiale di un rock in continuo divenire, influenzato in primis…
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