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Musica

#Rubik - Ne “La fine dei vent’anni” il nuovo inizio di Francesco Motta
Fa caldo, c’è buio e non si trova posto nella sala del Quirinetta, sabato 16 Aprile. Sarà perché quelle due ore di ritardo sulla tabella di marcia del Roma Folk Fest hanno permesso a tutti, ma proprio tutti, di prendere comodamente posto, munendosi di birra e santa pazienza. E avremmo detto che quest’ultima sarebbe tornata utile quando Lucio Bu-Cho Leoni, accompagnato dal suo fedele menestrello, ha deciso di sfruttare i suoi quindici minuti da gruppo-spalla mitragliandoci con parole in coatto. Il nervoso sarebbe ufficialmente sopraggiunto se, dopo il primo brano, questo stravagante paroliere non fosse riuscito a strappare un applauso…
Lo Zar Sokolov incanta l’Auditorium di Roma
Nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica, la sera di venerdì 15 aprile 2016, si è compiuta una magia. La magia di Grigory Sokolov.Questo signore ormai distinto settantenne, dall’aureola di capelli candidi e le spalle un po’ ricurve, ha saputo coinvolgere e attrarre a sé un pubblico vario e disparato, che lo aspettava da tanto e già lo sta rimpiangendo.Schumann e Chopin sono i protagonisti di un programma virtuoso e al contempo di estrema ricerca espressiva e interpretativa. Ed è proprio in questo dualismo che risiede il genio del pianista russo: nel saper coniugare alla perfezione questi due tratti…
Cos’è una canzone? “Austerità’” al Monk, la tappa romana di “Spartiti”
È singolare come alcune domande dalla soluzione apparentemente banale si rivelino, in realtà, veri e propri grattacapi a cui diventa difficilissimo rispondere in maniera convinta. Gli esempi sarebbero tanti e in diversi campi ma soffermiamoci su una domanda in particolare: cos’è una canzone? Quali caratteristiche la rendono tale?A bruciapelo si potrebbe rispondere “la fusione più o meno coordinata di canto e musica” oppure “una voce cantante adagiata su un letto melodico di note” ma quest’ultima sarebbe la tipica espressione buttata lì al solo scopo di impressionare, senza perciò un effettivo significato, parole che potresti trovare sulla bacheca Facebook di chi…
#Rubik Kill the Vultures: Anatomie di una Luna crescente
Il Quirinetta ha questa piccola sala secondaria che restituisce l’immagine decò anni Venti da cui è emersa, e che adesso si presenta con quelle affascinanti ed erose tracce di tendenza. Una luce fioca rende appena scrutabile l’ambiente. Il pavimento è in legno, il palco non esiste, lo spazio è minimo. Da quella foschìa Crescent Moon (Alexei Casselle), rapper del duo Kill the Vultures, emerge come una figura scrostata dall’aria di quella camera, si fonde con essa, batte il tempo con tutto il corpo facendo vibrare di energia la sala, emette un ardore fluttuante e immenso. La sua voce suadente ha…
“Shift”: la follia che scorre nelle vene di Logan Richardson
A volte, nel mondo, succedono cose folli. E spesso l'ombelico di questo mondo è Roma, precisamente Il Cantiere. Al quale avevamo intuito mancasse qualche venerdì, ma che proprio li avesse persi tutti, non c'era da aspettarselo.Novantacinque. Novantacinque minuti ininterrotti di qualcosa che non era jazz e nemmeno rock, tantomeno soul o elettronica dagli echi berlinesi. Forse, a pensarci bene, non era nemmeno musica. Era Richardson, quel pazzo di Logan, accompagnato, oltre che dal suo fedele sax tenore, da un quartetto d’eccezione per la presentazione del suo nuovo album “Shift”. E non si capisce se sono più strambi loro a seguirlo…
“Nerissimo”: il nuovo album di Teho Teardo & Blixa Bargeld
Esiste un mondo dove forse un giorno approderemo. Una terra misteriosa, dove non si lotta per la sopravvivenza, ma s’insegue una nuova musica. Un universo in cui ognuno di noi sarà libero di sperimentare oltre ogni possibilità, dove non si avrà paura della morte, perché sarà già stata sconfitta nella vita precedente. Un nuovo tempo, un diverso spazio in cui poter esprimere liberamente se stessi. “Nerissimo” è il mondo in cui siamo? O la rappresentazione di ciò che avverrà? O forse ancora, una spinta propulsiva a decolorare il nostro universo, per ridipingerlo con infinite nuove sfumature visive e sonore?Forse “Nerissimo”,…
All’Auditorium di Milano LaVerdi parla russo sulle note di Stravinskij, Čajkovskij e Khachaturian
Comincia con uno stravolgimento di programma l’appuntamento settimanale sinfonico con LaVerdi all’Auditorium di Milano. La prima parte del programma infatti è affidata all’esecuzione dell’intricata “Petruska Suite” che in realtà avrebbe dovuto chiudere un concerto tutto in chiave russa. L'opera fu composta durante l'inverno del 1910-1911 da Stravinskij per i Balletti russi di Sergej Diaghilev e fu rappresentata per la prima volta al Théâtre du Chatelet di Parigi il 13 giugno 1911. Rappresenta uno tra i primi fermenti di rinnovamento della danza classica del Novecento. Seppur un estratto del balletto Petruska (versione 1947), in questo pezzo non troviamo traccia delle dolci…
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  • Burocrazzismo e Arte di Antonio Bisaccia
    Burocrazzismo e Arte di Antonio Bisaccia
    Il progetto di riforma di Accademie di Belle Arti, Conservatori di Musica, Istituti Superiori per le Industrie Artistiche, Accademia Nazionale di Danza e Accademia Nazionale…

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