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Musica

Rome Psych Fest 2016 in preview il 14 maggio: psichedelia di casa nostra
Il Monk Club di Roma ospiterà l’1 e il 2 ottobre 2016 la prima edizione del Rome Psych Fest, festival indipendente dedicato alla musica e alle arti psichedeliche, il cui programma è in via di definizione ma prevede già due headliner di caratura internazionale.Questa grande novità nel panorama artistico romano sarà anticipata da una preview night sabato 14 maggio 2016, sempre nel locale di via Giuseppe Mirri. In questa serata di anteprima, lo spazio verrà interamente dedicato ai progetti nazionali nel settore: cinque band si alterneranno su due palchi, declinando le diverse sfumature della psichedelica italiana in uno spazio scenico arricchito…
“Alcuni Piccoli Film” di Gerardo Casiello: moderno “Amarcord” tra sogno e realtà
«Eccolo, babbo, babbo, il Rex! Il Rex!». Sfila lentamente nella notte calma di Rimini, elegante, magico, maestoso, assieme alle sue mille luci, al fumo bianco dei due camini, col paese radunato sulle barche, piccoli vascelli che accolgono Gradisca, Titta, suo padre Aurelio, il proprietario del cinematografo Fulgor, il cieco di Cantarel con la fisarmonica. Tutti lì, trasognati e mezzi addormentati, in mezzo al mare, a godersi lo spettacolo, fantasticando di salire a bordo e partire per chissà dove. Poi il Rex scompare silenzioso, così come era apparso, mentre le barche dondolano appena. Che cosa accomuna una delle visioni oniriche più…
#Rubik - Bugo al Monk: un rock bambino anche un bel po’ latino
“Me la godo”, canta Bugo. Ma non è il solo: anche noi ce lo siamo goduti fino in fondo, il suo concerto, in una sera tutt’altro che primaverile nelle sale del Monk.Cristian Bugatti ha portato la sua finta milanesità e il suo savoir faire da rocker di periferia in territorio romano, dove il suo ultimo album “Nessuna scala da salire” ha ricevuto un’accoglienza bollente e meritata.Nuove canzoni e vecchie glorie si sono alternate sul palcoscenico: “Io mi rompo i coglioni”, “C’è crisi” e “Cosa ne pensi Sergio” sono solo alcuni dei brani che hanno fatto scaldare un pubblico che i…
Un talento appena sveglio: Chiara Dello Iacovo al Monk Club
Attenzione. È la parola che fluttua in testa mentre si è lì, abbarbicati sulle spalle dei fotografi ai piedi del palco del Monk. Attenzione a chi? A Chiara Dello Iacovo, ventenne grintosa che ha divertito ed emozionato quelli che il 26 aprile hanno deciso di dargliela quell’attenzione, sfidando una serata semi-autunnale (a Roma, si sa, il freddo inibisce parecchio). Meritava, merita, meriterà l’attenzione che però la Capitale non ha saputo darle fino in fondo.È un talento appena sveglio – come suggerisce il titolo del suo esordio discografico – ma già vestito e profumato, che con disinvoltura regge il peso di…
“Niente di più semplice”: la dichiarazione di identità (musicale) dei Lenula
“[...] vigneti gonfi d’uva arrivano alla gola[...]”Capita di metter su un disco e muoversi a tempo di sonorità che tradiscono intenzioni precise, già al vibrare del primo accordo: è il caso dei Lenula – formazione pugliese a tre, attiva dal 2007 – che con il secondo lavoro discografico “Niente di più semplice” sembra voler suonare/sputare fuori quella frustrazione, quell’urgenza di esserci propria della generazione che (si) è “fottuta”: i trentenni.Undici brani per raccontare a suon di hard-rock&roll elevato alla potenza del folk-psichedelico un’identità precisa, geografica quanto storica e sociale, come è quella dei nati sul finire degli anni ’80 nel…
Get Well Soon: quanto Love al Quirinetta
Mercoledì 20 aprile a fare da Comitato Accoglienza sul palco del Quirinetta è spettato a quattro rosse, snelle ma non certo discrete, lettere giganti: L. O. V. E.Con tutto la loro aurea evocativa facevano da sfondo a un Konstantin Gropper di bianco vestito e all’ondeggiante carrozzone di Get Well Soon, sarcasticamente sornione nell’architettare una siffatta scenografia solo per il gusto di ricordarci di essere instancabilmente single. Grazie.Oltre a questo – evidente - motivo, le sopracitate lettere ritraevano anche il titolo del suo ultimo album, “Love”, in viaggio per tutta Europa, nella speranza che i dimenticati anni ’70 tornino presto tra…
William Tatge + Last Call: l'album "Borderlands"
Una rete, rotta, nel buio, nel vuoto. Quest’immagine presenta “Borderlands”. I confini li stabilisce una linea, una porta, un muro, una diversità. Niente di tutto questo ha senso se attorno avanza il nulla rappresentato dal nero, espressione della mancanza, ma anche della commistione di tutti i colori. Il nero è l’assenza di luce, ed è un terreno sconosciuto quello in cui si procede carponi dentro “Borderlands”.Scritto, costruito e pensato in un lasso di tempo che sfiora quasi dieci anni, il progetto “Last Call” con William Tatge rivela un album scomposto, coraggioso e diretto, che riesce contemporaneamente a caricarsi di influenze…
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