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Musica

#Rubik incontra L’Orso. E scappa.
Andiamo al Quirinetta per vedere L’Orso. Ma L’Orso non c’è. O meglio, non c’è il nostro Orso, l’Orso di “Ottobre come settembre”, con chitarra e violino. Non c’è più quello stile cantautorale, quell’aria un po' sparuta di chi viene da un sobborgo e si trova per magia a toccare con mano un successo che pensava irraggiungibile.Ci ritroviamo invece un Orso più sicuro di sé e più alla prima persona singolare, che scivola tra le maree di sintetizzatori, rap e schitarrate pseudo-rock alla Finley (siamo certi che siano indelebilmente impressi nella vostra memoria), che si perde tra le onde elettroniche creando…
#RUBIK - Felini pisani tra le vie di Roma: i Gatti Mézzi al Monk
Il dovere impone di aprire con una specificazione: i Gatti Mézzi non sono gatti a metà, due parti della stessa mela, due facce della medaglia, l’unione di due spiriti affini.No. I Gatti Mézzi sono i gatti fradici in un vicolo sporco, stonati da un diluvio – e un po’ dall’alcol. E già il numero degli spiriti a loro affini aumenta esponenzialmente, nella notte di sabato 7 maggio del Monk Club.Questo duo pisano, nato nel 2005, contempla al suo interno Tommaso Novi al pianoforte e voce e Francesco Bottai alla chitarra e voce, circondati dai tocchi blues di Matteo Consani alla…
Ezio Bosso incanta il Parco della Musica con “The 12th Room”: la vita in dodici stanze per pianoforte
«C’è una teoria antica che dice che la vita è composta da dodici stanze. Sono le dodici in cui lasceremo qualcosa di noi, che ci ricorderanno. Dodici sono le stanze che ricorderemo quando passeremo l’ultima. Nessuno può ricordare la prima stanza perché quando nasciamo non vediamo, ma pare che questo accada nell’ultima che raggiungeremo. E quindi si può tornare alla prima. E ricominciare» (Ezio Bosso). Che cos’è una stanza? Un rifugio, un nido protettivo, un prolungamento del proprio io dove sentirsi al riparo dallo spazio circostante e lasciare il mondo fuori? Oppure uno spazio della mente possibile soltanto a patto…
Tim Blake allo Spaziottagoni per celebrare "Christal Machine"
All’interno dello Spaziottagoni il 7 maggio si sono celebrati i quarant’anni dell’album Christal Machine (1977). Opera d’avanguardia e di emancipazione pionieristica per la musica elettronica, che sfrutta le sonorità ancora fresche della strumentazione digitale. Nume della sperimentazione progressive e space rock - nonostante vicissitudini sfigate che lo hanno privato di una parte della sua strumentazione all’arrivo in aeroporto - il volto inglese di Tim Blake, solcato ormai dagli anni, ha lo sguardo sereno e la voglia d’intrattenere il suo pubblico di fedeli. Blake ci ha fatto viaggiare attraverso questa musica tipicamente british rock per le corde elettroniche che ne hanno…
Viaggio jazz nella storia della canzone italiana: “Non smetto di ascoltarti” di Concato-Bosso-Mazzariello
Non si può certo affermare che Fabio Concato sia uno dei più rivoluzionari o, meglio, sperimentali cantautori italiani. Quello che si può dire, però, è che abbia già dimostrato di non essere solo autore di versi facili da citare. Di essere uno che ha sempre cercato stimoli anche in ambienti diversi da quelli della canzone italiana, in particolare nel jazz, nel soul e nella musica brasiliana. Uno che a un trombettista jazz ha anche dedicato un album: “Ballando con Chet Baker”.E sotto il segno del jazz (e dello swing) s'iscrive “Non smetto di ascoltarti”, disco uscito il 6 maggio per…
La neue musik di Teho Teardo & Blixa Bargeld al Quirinetta di Roma
La voce di Blixa Bargeld evoca i corpi annodati di Egon Schiele e gli squarci definiti nelle tele di Lucio Fontana. La sua potenza è sorretta dalle architetture sonore stratificate e complesse di Teho Teardo. Insieme gli artisti riescono a dipingere l’essenza di un momento, la tangibilità della materia. La voce è capace di penetrare gli organi sensibili e scorrere come un fluido vitale nei corpi. È lo strumento di una connessione criptica tra ragione e spirito, la flebile luce che illumina la strada da percorrere e che sa alternare realtà e finzione. Il risultato è un universo musicale metafisico.…
Perle per Porci. E i porci siete voi
Giorgio Canali dà in pasto le sue Perle per porci al pubblico. C’è chi, nella sala scura del Monk lo scorso 29 aprile, le ingoia senza masticare e non si accorge nemmeno del loro sapore, chi le gusta lentamente lasciandosi cullare dalle parole e a musica finita emette un grugnito di soddisfazione che indica la digestione di un album che sa come farsi ascoltare.Il lavoro nasce una ventina d’anni fa da un accumulo di canzoni che avevano emozionato il Canali ascoltatore, dandogli la sensazione che fosse esattamente ciò che lui avrebbe voluto scrivere.Iin seguito il gruppo ha fatto una scrematura della…
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